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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Diossina: cloracne e contaminazioni

A oltre 30 anni dal disastro di Seveso provocato da una nube di diossina, si parla ancora di questa sostanza causa di sfiguranti patologie cutanee 

di Camilla S. Palombo

Nel ricordo degli Italiani, il nome della citta' di Seveso resta legato a quello della diossina. Era il 10 di luglio del 1976 e nel locale stabilimento chimico dell'ICMESA una valvola di sicurezza di un reattore esplose provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata. Il vento disperse la nube tossica nella Brianza. Dopo 4 giorni dall'incidente iniziarono a morire gli animali: galline, uccelli, conigli. Le foglie cadono e gli alberi in breve tempo muoiono. Nell'area interessata vivono circa 100.000 persone che dopo pochi giorni mostrano i primi casi d'intossicazione e il 18 luglio il pretore decreta la chiusura dello stabilimento. Tra i colpiti molte donne incinte e i bambini, che sviluppano una malattia fino allora quasi sconosciuta: la Cloracne, il sintomo piu' eclatante dell'esposizione alla diossina. Colpisce la pelle, soprattutto del volto e dei genitali esterni, se l'esposizione e' prolungata si diffonde in tutto il corpo. Si presenta con comparsa di macchie rosse che evolvono in bubboni pustolosi giallastri e di difficile guarigione. L'inalazione del composto crea problemi respiratori e puo' essere compromessa seriamente la funzionalita' epatica. 

Diossina: cloracne e contaminazioni Sono passati oltre 30 anni e, purtroppo, capita ancora spesso di sentir parlare attraverso i mass media di allarme diossina: in relazione ai rifiuti di Napoli e, l'ultima volta in Italia, prima dello scorso Natale, in riferimento all'importazione di carne irlandese. Non tutti conoscono pero' fino in fondo, di cosa si tratti, la natura di questa sostanza, i suoi effetti tossici e cancerogeni e la sua origine. Le diossine sono un gruppo di sostanze chimiche che in natura non esistono allo stato puro ma sono prodotti dannosi di molti processi chimici industriali come per esempio l'incenerimento. 
Non solo. Possiamo ritrovarle in industrie chimiche, siderurgiche, metallurgiche, industrie del vetro e della ceramica, nel fumo di sigaretta ma anche nelle combustioni di legno e carbone casalinghi, come a esempio: barbecue, camini e stufe. Nella combustione, accidentale o meno, di rifiuti solidi urbani avviati in discarica o domestici, in quella di rifiuti a rischio biologico, ospedalieri, in impianti inadatti, dalle centrali termoelettriche e appunto dagli inceneritori. Le diossine sono molecole, nel loro insieme, molto varie cui appartengono composti cancerogeni estremamente tossici per gli uomini e per gli animali.  Diossina: cloracne e contaminazioni
Diossina: cloracne e contaminazioni La scienza ormai non ha dubbi sugli effetti negativi che queste sostanze hanno sul sistema endocrino e sui gravi problemi che possono provocare alla riproduzione e allo sviluppo. Tra tutte le diossine la piu' nota e pericolosa, per contaminazioni ambientali e alimentari, e' la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, spesso indicata con l'abbreviazione TCDD. Secondo quanto riportato nell'''Inventario europeo delle diossine'' l'Unione Europea stima che, nonostante gli sforzi fatti per ridurre le emissioni degli inceneritori dei rifiuti solidi urbani, e nel settore 
industriale, in particolare quello siderurgico, questi restano i massimi responsabili dell'emissione in atmosfera, nelle acque e nel terreno di queste sostanze chimiche. Secondo questa analisi si comprende che i primi a essere contagiati sono gli animali di tutte le specie, tramite l'alimentazione contaminata. Le diossine sono sostanze solubili nel grasso e quasi per il 97,5% si accumulano nella carne di maiali, bovini e polli, nei latticini, nelle uova e nel pesce. Le sostanze tossiche si diffondono nell'organismo umano attraverso i grassi di origine animale.  Diossina: cloracne e contaminazioni
In Europa dopo il caso dei polli alla diossina in Belgio nel '99, dei mangimi animali di produzione tedesca nel 2003, ancora dei polli e dei suini in Olanda, Belgio e Germania nel 2006, si e' arrivati a dicembre 2008 all'allarme diossina per le carni di maiale e di mucca provenienti dall'Irlanda. Sarebbero state infettate oltre 18mila tonnellate di suini poi esportati, a partire da settembre 2008, con livelli molto alti di diossina, circa 100 volte piu' dei limiti consentiti dalla U.E. I controlli sono scattati immediatamente in tutta Europa e sono stati individuati prodotti contaminati in Francia e in Belgio. La Commissione Ue ha attivato il sistema di allerta rapida sulla catena alimentare, un'iniziativa destinata a garantire la protezione della salute pubblica che rappresenta una misura precauzionale che viene attivata ogni volta che si registrano, ovunque nei 27 Paesi membri, problemi di un certo rilievo riguardanti la catena alimentare. Dopo la scoperta il governo di Dublino ha ritirato per precauzione tutti i prodotti dal mercato. In Irlanda sono stati abbattuti circa 100mila animali. I produttori con il blocco delle esportazioni perderanno oltre 100 milioni di euro, 900 persone sono gia' state licenziate ma in 6mila rischiano il posto. Misure dure ma inevitabili che riportano in primo piano l'esigenza di tutte le misure di prevenzione adottabili. Perche' Seveso non si ripeta mai piu'.
Diossina: cloracne e contaminazioni Ucraina: quando le strategie di potere sono pericolose e ricorrono alla diossina

La rivoluzione arancione e' stato un movimento di protesta che ha coinvolto l'Ucraina alla fine del 2004. La denuncia di brogli elettorali si rivelo' causa scatenante per la discesa in piazza di migliaia di uomini pronti a sostenere il diritto dello sfidante Viktor Juscenko a ottenere la ripetizione della consultazione: i partecipanti, riconoscibili dalle sciarpe e dai striscioni arancioni, videro esaudite le proprie richieste quando la Corte Suprema 
ucraina invalido' il risultato elettorale e fisso' nuove elezioni. I risultati diedero ragione a Juscenko che, con il 52% dei voti, si insedio' come nuovo presidente nel gennaio del 2005. Una campagna elettorale aspra e violenta, soprattutto se si valutano le conseguenze subite dal leader del movimento. Viktor Juscenko si ammalo' gravemente all'inizio del settembre 2004, quando gli fu diagnosticata una pancreatite acuta, accompagnata da una grave infezione virale e da intossicazione da sostanze chimiche che non si trovano abitualmente nei cibi, il sospetto ricadde sui suoi avversari. Da subito si valuto' l'avvelenamento, poi confermato dalle analisi dei laboratori del St. Mary's Hospital: il volto del leader ucraino fu sfigurato da cloracne, risultato di contagio da diossina, con tracce che erano 6.000 volte superiori alla normalita'. Bisogna aggiungere che non tutta la comunita' medica fu pero' d'accordo con la diagnosi. In ogni caso Juscenko si e' sottoposto alle cure di un team di dottori diretti dal prof. Jean Saurat, dell'Universita' di Ginevra che ha poi pubblicato accurati rapporti accademici sul metabolismo della diossina nel corpo umano. (G.J.J.B.)



 


 



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