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Diossina: cloracne e contaminazioni
A oltre 30 anni dal disastro di Seveso provocato da una nube di diossina, si
parla ancora di questa sostanza causa di sfiguranti patologie cutanee
di Camilla S. Palombo
Nel ricordo degli Italiani, il nome della citta' di Seveso resta
legato a quello della diossina. Era il 10 di luglio del 1976 e nel locale
stabilimento chimico dell'ICMESA una valvola di sicurezza di un reattore esplose
provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata. Il vento
disperse la nube tossica nella Brianza. Dopo 4 giorni dall'incidente iniziarono
a morire gli animali: galline, uccelli, conigli. Le foglie cadono e gli alberi
in breve tempo muoiono. Nell'area interessata vivono circa 100.000 persone che
dopo pochi giorni mostrano i primi casi d'intossicazione e il 18 luglio il
pretore decreta la chiusura dello stabilimento. Tra i colpiti molte donne
incinte e i bambini, che sviluppano una malattia fino allora quasi sconosciuta:
la Cloracne, il sintomo piu' eclatante dell'esposizione alla diossina. Colpisce
la pelle, soprattutto del volto e dei genitali esterni, se l'esposizione e'
prolungata si diffonde in tutto il corpo. Si presenta con comparsa di macchie
rosse che evolvono in bubboni pustolosi giallastri e di difficile guarigione.
L'inalazione del composto crea problemi respiratori e puo' essere compromessa
seriamente la funzionalita' epatica.
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Sono passati oltre 30 anni e, purtroppo,
capita ancora spesso di sentir parlare attraverso i mass media di allarme
diossina: in relazione ai rifiuti di Napoli e, l'ultima volta in Italia, prima
dello scorso Natale, in riferimento all'importazione di carne irlandese. Non
tutti conoscono pero' fino in fondo, di cosa si tratti, la natura di questa
sostanza, i suoi effetti tossici e cancerogeni e la sua origine. Le diossine
sono un gruppo di sostanze chimiche che in natura non esistono allo stato puro
ma sono prodotti dannosi di molti processi chimici industriali come per esempio
l'incenerimento. |
| Non solo. Possiamo ritrovarle in industrie chimiche,
siderurgiche, metallurgiche, industrie del vetro e della ceramica, nel fumo di
sigaretta ma anche nelle combustioni di legno e carbone casalinghi, come a
esempio: barbecue, camini e stufe. Nella combustione, accidentale o meno, di
rifiuti solidi urbani avviati in discarica o domestici, in quella di rifiuti a
rischio biologico, ospedalieri, in impianti inadatti, dalle centrali
termoelettriche e appunto dagli inceneritori. Le diossine sono molecole, nel
loro insieme, molto varie cui appartengono composti cancerogeni estremamente
tossici per gli uomini e per gli animali. |
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La scienza ormai non ha dubbi sugli
effetti negativi che queste sostanze hanno sul sistema endocrino e sui gravi
problemi che possono provocare alla riproduzione e allo sviluppo. Tra tutte le
diossine la piu' nota e pericolosa, per contaminazioni ambientali e alimentari,
e' la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, spesso indicata con l'abbreviazione
TCDD. Secondo quanto riportato nell'''Inventario europeo delle diossine''
l'Unione Europea stima che, nonostante gli sforzi fatti per ridurre le emissioni
degli inceneritori dei rifiuti solidi urbani, e nel settore |
| industriale, in
particolare quello siderurgico, questi restano i massimi responsabili
dell'emissione in atmosfera, nelle acque e nel terreno di queste sostanze
chimiche. Secondo questa analisi si comprende che i primi a essere contagiati
sono gli animali di tutte le specie, tramite l'alimentazione contaminata. Le
diossine sono sostanze solubili nel grasso e quasi per il 97,5% si accumulano
nella carne di maiali, bovini e polli, nei latticini, nelle uova e nel pesce. Le
sostanze tossiche si diffondono nell'organismo umano attraverso i grassi di
origine animale. |
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| In Europa dopo il caso dei polli alla diossina in Belgio nel
'99, dei mangimi animali di produzione tedesca nel 2003, ancora dei polli e dei
suini in Olanda, Belgio e Germania nel 2006, si e' arrivati a dicembre 2008
all'allarme diossina per le carni di maiale e di mucca provenienti dall'Irlanda.
Sarebbero state infettate oltre 18mila tonnellate di suini poi esportati, a
partire da settembre 2008, con livelli molto alti di diossina, circa 100 volte
piu' dei limiti consentiti dalla U.E. I controlli sono scattati immediatamente
in tutta Europa e sono stati individuati prodotti contaminati in Francia e in
Belgio. La Commissione Ue ha attivato il sistema di allerta rapida sulla catena
alimentare, un'iniziativa destinata a garantire la protezione della salute
pubblica che rappresenta una misura precauzionale che viene attivata ogni volta
che si registrano, ovunque nei 27 Paesi membri, problemi di un certo rilievo
riguardanti la catena alimentare. Dopo la scoperta il governo di Dublino ha
ritirato per precauzione tutti i prodotti dal mercato. In Irlanda sono stati
abbattuti circa 100mila animali. I produttori con il blocco delle esportazioni
perderanno oltre 100 milioni di euro, 900 persone sono gia' state licenziate ma
in 6mila rischiano il posto. Misure dure ma inevitabili che riportano in primo
piano l'esigenza di tutte le misure di prevenzione adottabili. Perche' Seveso
non si ripeta mai piu'. |
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Ucraina: quando le strategie di potere sono pericolose e ricorrono alla
diossina
La rivoluzione arancione e' stato un movimento di protesta che ha coinvolto
l'Ucraina alla fine del 2004. La denuncia di brogli elettorali si rivelo' causa
scatenante per la discesa in piazza di migliaia di uomini pronti a sostenere il
diritto dello sfidante Viktor Juscenko a ottenere la ripetizione della
consultazione: i partecipanti, riconoscibili dalle sciarpe e dai striscioni
arancioni, videro esaudite le proprie richieste quando la Corte Suprema |
| ucraina
invalido' il risultato elettorale e fisso' nuove elezioni. I risultati diedero
ragione a Juscenko che, con il 52% dei voti, si insedio' come nuovo presidente
nel gennaio del 2005. Una campagna elettorale aspra e violenta, soprattutto se
si valutano le conseguenze subite dal leader del movimento. Viktor Juscenko si
ammalo' gravemente all'inizio del settembre 2004, quando gli fu diagnosticata
una pancreatite acuta, accompagnata da una grave infezione virale e da
intossicazione da sostanze chimiche che non si trovano abitualmente nei cibi, il
sospetto ricadde sui suoi avversari. Da subito si valuto' l'avvelenamento, poi
confermato dalle analisi dei laboratori del St. Mary's Hospital: il volto del
leader ucraino fu sfigurato da cloracne, risultato di contagio da diossina, con
tracce che erano 6.000 volte superiori alla normalita'. Bisogna aggiungere che
non tutta la comunita' medica fu pero' d'accordo con la diagnosi. In ogni caso
Juscenko si e' sottoposto alle cure di un team di dottori diretti dal prof. Jean
Saurat, dell'Universita' di Ginevra che ha poi pubblicato accurati rapporti
accademici sul metabolismo della diossina nel corpo umano. (G.J.J.B.) |
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