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Emorroidi
Superare il disagio e la vergogna di sottoporsi a una visita proctologica
e' il primo passo verso una diagnosi repentina e una giusta terapia per eliminare o perlomeno lenire le sensazioni di bruciore e prurito. Vediamo quali sono le situazioni
piu' comuni.
a cura di Lavinia Martella
La regione anale e perianale e' molto spesso sede di manifestazioni dermatologiche: circa due adulti su tre soffrono di disturbi in questa sede. In particolare risulta che oltre 3 milioni di italiani (il 40% della popolazione adulta) soffre di emorroidi. Un argomento non certo da salotto, ma che prurito, bruciore, tumefazioni, sanguinamento rendono comune e molto fastidioso. Generalmente
pero' i sintomi vengono attribuiti dai pazienti, e talora dagli stessi medici, quasi sempre proprio a un presunta patologia di natura emorroidaria. Ma in
realta' una grande quantita' di farmaci topici antiemorrodiari vengono prescritti e/o adoperati senza alcun riscontro clinico.
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Per ottenere una diagnosi corretta, il piu' delle
volte l’esame obiettivo e' reso difficile sia da condizioni “ambientali”
sfavorevoli che dalla reticenza del paziente a sottoporsi a una visita
intima e imbarazzante. Capita spesso che le caratteristiche anatomiche
della regione anale e perianale (stretto contatto tra le superfici
cutanee, variazioni di umidita' dovute alle alterazioni dello sfintere
anale, ipersudorazione) possano determinare fenomeni di sfregamento e
macerazione che concorrono a far assumere alle patologie
dermatologiche aspetti clinici insoliti, rendendo talora difficile la
diagnosi. In sede ano-perianale si possono localizzare dermatosi
comuni (come psoriasi, dermatiti di vario genere), manifestazioni di
malattie sistemiche (rettocolite ulcerosa, parassitosi intestinali),
lesioni di malattie a trasmissione sessuale (sifilide o herpes
ano-genitali) o quadri clinici strettamente proctologici (marasche,
papille, ragadi, cisti, fistole, ascessi, emorroidi). Soffermiamoci a
questo punto sul disturbo che abbiamo identificato come quello di piu'
frequente riscontro, le emorroidi. Come scrive il Prof. Donofrio, nel
suo nuovo atlante dedicato alla Dermatologia Proctologica, “oltre
alla predisposizione genetica o acquisita di deficienze dei tessuti
connettivi, a causare la
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Sopra la copertina del volume di Pompeo Donofrio, scritto con M.Teresa
La Forza e Antonio Del Sorbo intitolato “Atlante di dermatologia
proctologica”
edito da Dermo Edizioni , da cui sono tratte le foto
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Emorroidi di I grado |
comparsa di emorroidi in un qualsiasi soggetto concorrono molti altri fattori: stato di gravidanza, stipsi cronica e sforzo considerevole richiesto per la defecazione, ipertensione della vena porta, abuso di lassativi, diarrea cronica, dieta povera di fibre, abuso di alcool e/o nicotina, gravidanza, vita troppo sedentaria e lunghe degenze a letto. Le emorroidi si formano in seguito alla dilatazione dei corpi cavernosi del retto.
e' importante distinguere tra emorroidi intese come tessuto piu' o meno presente in tutti gli individui e malattia emorroidaria, in cui il tessuto emorroidario
puo' appunto provocare sensazione di prurito perianale, dolore, prolasso e sanguinamento. Esistono quattro stadi o gradi di emorroidi: quelle di I grado si presentano sotto forma di uno o
piu' noduli intorno alla linea dentata. Normalmente non sono palpabili e il sintomo
piu' comune e' la presenza di sangue rosso vivo sulle feci o sulla carta igienica.
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Le emorroidi di II grado sono proliferazioni nodulari vascolari che si espandono in direzione del canale anale e possono essere espulse quando il paziente si sforza. Si ritirano immediatamente e sono facili da palpare quando diventano trombotiche o
fibrotiche. Frequente la presenza di fastidio e dolore. Le emorroidi di III grado sono
piu' grandi e si possono osservare nel canale anale. Quando attraversano l’ano, restano all’esterno e si devono riposizionare manualmente. Si
puo' osservare perdita di feci sulla cute perianale. Le emorroidi di IV grado sono sempre
prolassate: la mucosa anale
e' rossobluastra ed emorroidi fibrotiche sporgono dal retto. Il meccanismo di chiusura anale
e' alterato. Come gia' accennato, uno dei sintomi principali e facilmente riconoscibile anche dal paziente
e' il sanguinamento: spesso ne rappresenta il segno di esordio con lievi perdite di sangue rosso vivo durante la defecazione.
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Emorroidi di 2 grado
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Emorroidi di 3 grado |
Nel caso di emorroidi prolassate il sanguinamento della mucosa
puo' essere continuo e determinare anemia. Il prolasso e' legato a una
lassita' del tessuto connettivo sottomucoso. Il dolore e' in genere di tipo urente e
puo' irradiarsi al coccige e al pube. La complicanza piu' tipica e frequente della malattia emorroidaria
e' rappresentata dalla trombosi, che quando interessa il margine anale da luogo all’ematoma anale.”
I rimedi tradizionali per questo disturbo sono l’intervento classico di emorroidectomia (il bisturi che agisce direttamente sulle emorroidi fuoriuscite), oggi in larga parte sostituito dalla tecnica di
Longo, ma non del tutto abbandonato. Anche la legatura elastica e le iniezioni di sclerosanti sono rimedi ancora validi, con indicazioni
pero' limitate per emorroidi in stadio iniziale. La crioterapia si e' rivelata relativamente efficace, quindi praticamente abbandonata. Infine, pomate e supposte sono rimedi “conservativi”, utili per le emorroidi in stadio iniziale che ancora non si operano, o comunque utilizzati per alleviare i sintomi.
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Esistono comunque tutta una serie di accorgimenti
piu' “dolci” da consigliare ai pazienti affetti da malattia emorridaria per prevenirne la formazione o alleviarne i disturbi: scegliere un’alimentazione ricca di fibre, assumere dei complementi alimentari come semi di lino o di piantaggine, bere molto abbondantemente (almeno 2 litri d’acqua al giorno, oppure
te' alla frutta o infusi alle erbe). Per evitare il ristagno di calore e
umidita', e' preferibile indossare esclusivamente biancheria intima in puro cotone che permette alla pelle di respirare, assorbire la traspirazione ed
e' lavabile a 95°. Utilissimo anche praticare regolarmente un’attivita' fisica come nuoto, jogging, marcia o ginnastica in modo da rinforzare la regione pelvica e di equilibrare il carico che subisce. Il Dr. Pompeo
Donofrio, e i suoi colleghi, tutti specialisti in dermatologia e venereologia presso la Clinica Dermatologica dell’Universita' degli Studi di Napoli “Federico II”, concludono con ironia l’introduzione al volume che porta la loro firma,
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Emorroidi di 4 grado
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affermando che “le patologie in sede ano-perianale vengono generalmente tenute nascoste dal paziente, per cui anche se nella professione medica viene insegnato a guardare sempre avanti...a volte una ‘guardatina’ dietro non guasta”.
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