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Fenomeno di Koebner
La natura del fenomeno di Koebner e' ancora controversa.
Diversi gli stimoli che possono provocarlo, e la distizione fra psoriasi
"fredde" e "calde" puo' servire a migliorare la gestione
del paziente
(Dott. Salvatore Chimenti,
Specialista Medicina Interna, Bari)
Negli ultimi anni sono stati introdotti nella terapia della psoriasi nuovi
farmaci e nuove metodiche di terapia fisica. Non e' facile, tuttavia, per il
paziente ed anche per il dermatologo orientarsi tra queste nuove opportunita' e
la scelta puo' essere impegnativa a causa dei non trascurabili effetti
collaterali che esse comportano. In questo saggio cerchero' di fornire una linea
guida che aiuti nella scelta. La linea guida che ritengo determinante e' l’individuazione
del fenomeno di Koebner che in qualche modo ha condizionato la particolare
presentazione della malattia nel paziente di cui si sta discutendo l’approccio
terapeutico. Come e' noto, il fenomeno di Koebner consiste nell’induzione
della chiazza psoriasica nelle sedi soggetti ad uno stimolo meccanico
prolungato.
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E’
comune la localizzazione della psoriasi nelle sedi soggette ad uno
stimolo meccanico prolungato. E’ cosi' tipica la localizzazione della
psoriasi nelle sedi soggette a sfregamento: ginocchia, gomiti, parte
bassa del dorso. e' stato dimostrato, tuttavia, che il fenomeno di
Koebner e' provocato da qualsiasi stimolo che sia in grado di ledere i
piccoli vasi della parte superficiale della cute, ed e' quindi
verosimile che altri stimoli, non meccanici, possono essere in grado di
indurlo. |
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stimoli possono essere di diversissima natura: infettiva, allergica,
immunologica, parassitaria. La clinica offre tutta una varieta' di
aspetti clinici che suggeriscono la validita' di questa ipotesi. e'
altrettanto verosimile che ove si potesse individuare la natura dello
stimolo "keobnerizzante" ed eliminarlo avremmo fatto un
notevole passo avanti nella gestione del paziente psoriasico. Da questo
punto di vista credo che le psoriasi possono essere distinte in due
gruppi fondamentali: le "fredde" e le "calde". |
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Tra
le prime si collocano quelle manifestazioni nelle quali l’arrossamento
e' molto modesto, talora assente, e l’ipercheratosi con desquamazione
domina il quadro. Lo stimolo koebnerizzante e' meccanico e le sedi
interessate sono soprattutto la faccia estensoria del gomito e del
ginocchio, la zona sacrococcigea, il cuoio capelluto, il palmo delle
mani (fig.1) e la pianta dei piedi. La progressiva estensione delle
chiazze puo' portare alla generalizzazione del quadro che comunque
conserva le caratteristiche morfologiche descritte. |
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forme "calde" sono invece quelle nelle quali l’eritema
domina il quadro, la desquamazione e' variabile in intensita' e
morfologia, le squame potendo anche essere pitiriasiformi, il prurito e'
sempre presente e puo' anche essere molto intenso. Queste forme possono
anche essere estremamente reattive all’applicazione di topici. Tra le
forme "calde", si possono distinguere le forme localizzate e
quelle generalizzate. Tra le prime le forme intertriginoidi, una volta
chiamate inverse, sono molto comuni. Si localizzano alle pieghe
soprattutto negli obesi (fig.2) e nei diabetici e presuppongono, come
stimolo koebnerizzante, una intertrigine. |
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Vicino
a questo tipo c’e' sicuramente la psoriasi che ricalca sede e
morfologia di un’infezione da dermatofiti (fig.3). Comune e' anche la
forma sebopsoriasica, localizzata soprattutto al cuoio capelluto. Lo
stimolo e' in questo caso una dermatite seborroica. Infatti, e' molto
difficile, se non impossibile, distinguere la dermatite seborroica del
cuoio capelluto da una sebopsoriasi e nei casi nei quali si verifica il
passaggio dall’una all’altra sono nell’esperienza di ogni
dermatologo. Un’altra forma "calda" relativamente comune e'
la psoriasi nummulare (fig.4), nella quale la somiglianza morfologica
clinica ed anche istopatologica con l’eczema nummulare e' quasi ovvia.
Piu' rare sono la psoriasi guttata e quella a tipo di dermatite
allergica da contatto. Nella prima lo stimolo e' probabilmente
vasculitico quale risposta alla liberazione di antigeni di varia natura,
di solito batterici. Il sifiloderma psoriasiforme dei nostri antichi e'
probabilmente una sifilide secondaria in un soggetto psoriasico. |
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psoriasi a tipo dermatite allergica da contatto e' facilmente
riconoscibile per la sede e l’intensita' dell’infiammazione e del
prurito (fig.5). In genere, sono forme reattive che non tollerano
terapie topiche. Anche le forme pustolose localizzate sono riconducibili
ad uno stimolo keobnerizzante di tipo allergico, sia da contatto che
endogeno. La disidrosi in tutte le sue accezioni e' probabilmente lo
stimolo in questione. Gli stimoli koebnerizzanti sono i piu' vari. La
rosacea ad esempio puo' indurre la comparsa della psoriasi in zone dove
di solito e' assente, il volto appunto (fig.6). La dermatite da
pannolino, irritativa, allergica o candidosica che sia, puo'
"trasformarsi" in psoriasi (fig.7). |
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Piu'
difficile l’individuazione dello stimolo keobnerizzante nelle forme
"calde" generalizzate, eritrodermiche e pustolose. Si tratta
probabilmente di una dermatite atopica o comunque di un’eruzione in un
soggetto con un terreno atopico. Due considerazioni aggiuntive debbono
essere fatte, tuttavia. La prima che ogni paziente puo' avere piu'
stimoli koebnerizzanti all’opera, sia in maniera simultanea che in
successione temporale. Possono quindi coesistere forme
"fredde" e forme "calde" (fig.4). La seconda, gia'
sottolineata nel passato, che il fenomeno di koebner non puo' essere
indotto a piacere a qualsiasi momento della vita del paziente, ma testultimo
attraversa fasi di "attivita'" e fasi di quiescenza da questo
punto di vista. In che cosa consista "l’attivita'" non e'
chiaro. |
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E' evidente a questo punto che la terapia da adottare varia da caso a
caso, e, nello stesso caso, a seconda dello stimolo koebnerizzante in
gioco. Le forme fredde molto localizzate possono essere lasciate senza
terapia o al piu' trattate con cheratinolitici. In caso di estensione o
generalizzazione possono giovarsi dell’acitretina. Nelle forme calde, l’uso
della ciclosporina e' elettivo in quanto capace di "spegnere" l’infiammazione.
Una volta "raffreddata", la psoriasi puo' essere trattata con
mezzi fisici o con acitretina. e' curioso che i dermatologi, da sempre
"splitters", abbiano nel caso della psoriasi evitato di crearne
sottogruppi e, soprattutto, di prenderli in considerazione dal punto di
vista terapeutico. Tra l’altro curioso e' la mancanza di interesse nei
confronti di un’anomalia del soggetto psoriasico che ogni dermatologo
deve aver constatato; la rarita' estrema con la quale quest’ultimo
"fa" altre patologie cutanee. Inquietante e' anche il sospetto
che una parte delle sofisticate indagini che qualche gruppo di ricerca ha
affrontato e continua ad affrontare abbia come oggetto la psoriasi nel suo
insieme, quando e' possibile che un’accurata selezione dei casi in
funzione del fenomeno di Koebner possa fornire migliori
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