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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012



A tavola pensando ai fibroblasti 

Una dieta bilanciata con sufficiente apporto di proteine e calorie e' essenziale per l'eutrofismo della cute e degli annessi cutanei 

D.ssa Federica Tamburi, Dott.Roberto Raspa e Prof. Leonardo Celleno

Spesso il Dermatologo incontra gli effetti negativi di una dieta drastica che ha ottenuto il dimagrimento desiderato dal paziente con un costo, pero', molto elevato per il suo benessere. La pelle, per il suo turn-over molto elevato, e' fra gli organi piu' impegnati metabolicamente. Le cellule cheratiniche hanno bisogno nutrizionale di sostanze specifiche quali aminoacidi solforati, vitamine, antiossidanti, EFA, ecc, ma anche le altre cellule della cute, a esempio quella incredibile macchina produttrice che e' il fibroblasto, necessitano di un continuo apporto di sostanze essenziali per riuscire a mantenere il regime produttivo a loro richiesto. I fibroblasti infatti sono la fonte della maggior parte dei costituenti della matrice extracellulare del tessuto connettivo. GAGs, proteine strutturali come il collagene I e III e l'elastina, e molecole d'adesione come la fibronectina e la laminina. Inoltre i fibroblasti sono responsabili della sintesi di prostaglandine, leucotrieni e molteplici citochine, e rilasciano mediatori proinfiammatori attivi nella risposta precoce al danno cutaneo e fattori di crescita per promuovere la successiva riparazione della ferita. Quando si altera l'apporto nutrizionale del fibroblasto si verifica percio' un malfunzionamento della sua biosintesi con conseguente modificazione del trofismo cutaneo. Nelle popolazioni in via di sviluppo tali alterazioni nutrizionali sono ben evidenti, e contraddistinguono i quadri clinici di note patologie dermatologiche Marasma (insufficienza proteica e calorica); Kwashiorkor (insufficienza proteica); Deficit di acidi grassi essenziali; Noma (malnutrizione, infezioni, disturbi immunologici). Nella nostra societa' tali sindromi carenziali sono ormai estremamente rare tuttavia quando l'apporto nutrizionale e' carente, cosi' come spesso si verifica nelle diete "fai-da-te" o peggio ancora quelle che utilizzano farmaci o sostanze anoressizzanti, si producono delle subdole carenze che si ripercuotono a lungo termine sul corretto funzionamento dalla macchina cellulare, soprattutto sul comparto vitaminico, inducendo disvitaminosi che portano a esiti dermatologici: Pellagra (deficit di ac. Nicotinico -Vit.B3); Scorbuto (deficit di Vitamina C); Deficit di riboflavina (Vit.B2). Talvolta il quadro carenziale puo' essere supportato da veri disturbi comportamentali nutrizionali su base psicosomatica, che si riscontrano piu' frequentemente a carico del sesso femminile, configurando gli estremi della anoressia nervosa o della bulimia.
Per anoressia nervosa si intende una condotta alimentare restrittiva a tal punto da rasentare il digiuno, motivata da un forte desiderio di perdere peso senza una reale consapevolezza del proprio aspetto fisico (sindrome dismorfofobica). Si associa a una elevata perdita di peso ed e' quasi costantemente associata ad amenorrea. Per bulimia, invece, si intende l'ingestione di esagerate quantita' di cibo cui fanno seguito interventi finalizzati alla sua eliminazione quali il vomito autoindotto e l'assunzione di lassativi e/o diuretici. In tal caso le pazienti, sottopeso, godono di miglior salute generale rispetto alle pazienti affette da anoressia nervosa e raramente sono affette da amenorrea; piuttosto mostrano abbastanza frequentemente una stomatite angolare o perleche a causa delle eccessive sollecitazioni a carico delle mucose labiali con l'induzione del vomito. Esistono poi condizioni para-fisiologiche che si instaurano su un terreno costituzionale in cui l'alimentazione incongrua gioca, insieme ad altri fattori favorenti, un ruolo co-casuale all'instaurarsi del quadro clinico. Tra esse possono essere annoverati quadri quali:
• Striae distensae
Dovute alla distensione meccanica del tessuto cutaneo come si verifica spesso a seguito di drastici aumenti ponderali e successivi dimagramenti, possono essere altresi' dovuti alla fragilita' delle fibre elastiche e collagene dovute a fattori esogeni, in particolar modo terapie corticosteroidee, estrogeniche o con relaxina.
• Linfedema e Cellulite
(PEFs. Panniculopatia edemato-fibro-sclerotica), condizioni che insorgono in soggetti predisposti costituzionalmente. Entrambe le forme possono essere favorite e aggravate da condizioni diverse; alterazioni posturali, gravidanza, terapia estroprogestinica, altro fattore favorente e' l'aumento ponderale, come pure errori comportamentali. Fumo, sedentarieta', ed errori nutrizionali, eccessiva assunzione di cloruro di sodio con la dieta, abuso di bevande alcoliche, dieta ricca di cibi ad alto contenuto lipidico.
• Telogen effluvium
Espressione di una compromissione follicolare "fisiologica", puo' essere correlato a una serie di disturbi alimentari, e in particolar modo a diete dimagranti (ipoproteiche), malnutrizione in genere, nutrizione parenterale, a carenza di oligoelemeti, in particolar modo zinco, biotina, ferro ed acidi grassi essenziali.
• Onicodistrofie
Carenze alimentari in termini di oligoelementi possono indurre ad anomalie cosiddette "minori" che riguardano talvolta il colore ma soprattutto la consistenza dell'unghia. L'anomalia piu' frequente e' l'onicoschisi, sdoppiamento lamellare distale, o l'intaccatura del margine libero della superficie dell'unghia definita come onicoressi.
• Dermate seborroica
Dermatosi eritemato-squamosa associata spesso a prurito e scatenata da strapazzi emotivi, sudorazione, applicazione di creme occludenti o assunzione di bevande alcoliche. Visto il buon effetto terapeutico esercitato dai Sali di litio, alcuni studiosi si sono chiesti se la dermatite seborroica possa essere dovuta a una carenza di oligoelementi risultandone il legame della stessa con un'alterazione a carico del rame. Come gia' detto, una alimentazione scorretta rappresenta spesso un cofattore allo sviluppo di queste condizioni, ma nella descrizione dei quadri dermatologici legati a uno squilibrio alimentare non si possono dimenticare quelli dovuti a un malassorbimento di uno o piu' elementi della dieta. Tra di esse le piu' rilevanti appaiono la dermatite erpetiforme in corso di morbo celiaco; la malattia di Whipple (melanodermia, noduli sottocutanei, eritema nodoso e papule lichenoidi, associati a poliartrite); le parassitosi intestinali (a livello cutaneo: prurito, rash fugaci, orticaria, angioedema, esantemi papulosi legati a fenomeni di migrazione sottocutanea (larva migrans) di cisti calcificate (cisticercosi) o granulomi (schistosomiasi); l'infezione gastrica da helicobacter pilori (eruzioni cutanee diffuse (orticaria) o localizzate (acne rosacea). Di fronte a dermopatie in cui entra quale concausa anche un errato apporto alimentare, l’indicazione e' il ripristino dell'apporto nutrizionale alterato tramite integratori alimentari che possano selettivamente innalzare l'apporto metabolico-nutrizionale richiesto nelle diverse condizioni. Un esempio di facile comprensione ci e' offerto dalle alterazioni degli annessi cutanei. In questi quadri, dal telogen effluvium alle onicopatie distrofiche, il dermatologo ha a disposizione una gamma di validi prodotti, per lo piu' a base di aminoacidi solforati e cistina, cisteina, metionina etc.), microelementi (ferro, rame, zinco), aminoacidi strutturali (glicina, lisina, arginina) associati ai piu' disparati antiossidanti. Questi ultimi sono infatti frequentemente considerati la panacea per qualsiasi condizione patologica, e non solo cutanea. B-carotene, vit. C, coenzima Q10, licopene, piuttosto che estratti del te' verde o di altri vegetali sembrerebbero avere da soli la capacita' di intervenire come potenti agenti terapeutici in situazioni che vanno dal fotoinvecchiamento alle dermatosi croniche infiammatorie. Ma e' davvero sufficiente la prescrizione di un integratore per risolvere i problemi dei nostri pazienti che comunque hanno un comportamento nutrizionale sbagliato? Ridurre drasticamente la quota calorica inducendo dimagrimenti repentini, porta alla produzione di radicali liberi; tutto cio' avviene anche con l'assunzione di farmaci anoressizzanti, che mirano a ridurre lo stimolo della fame, non rieducando la persona ad alimentarsi in maniera corretta e bilanciata. Tanto e' che le diete drastiche e non bilanciate che si possono seguire per brevissimi periodi di tempo (dieta proteica, dieta del pompelmo, etc.) privandoci degli alimenti di utilizzo comune, come a esempio pane, pasta, pizza, riso, etc. ci portano a problemi nella rieducazione alimentare; percio' al termine di tali diete si riacquista facilmente il peso perso. La risposta al quesito, non e' quindi ne' semplice ne' unica, ma, se gli antiossidanti o i principi funzionali specifici possono in un soggetto senza disturbi del comportamento alimentare contribuire al ripristino del eutrofismo tissutale, e' ovvio che nelle altre condizioni dove e' il disturbo comportamentale a prevale, e' su questo che si deve primitivamente intervenire. 

IL-1 alfa 
TGFBeta 
TGF alfa Fibroblasto 
PDGF 
bFGF 
ET-1 
GAGs
Collagene I e II
Elastina
Fibronectina
Laminina
Prostaglandine
Leucotrieni
Inoltre, perche' i principi funzionali da noi prescritti, siano essi antiossidanti o altre sostanze, possano davvero essere al meglio utilizzati, questi devono essere proposti in un pool nutrizionale ampio, simile a quello che la natura stessa ci propone.






 

 

 



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