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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Fotodermatiti: fenomeno che cresce 

Un esperto s'interroga sulle cause che stanno alla base dell'aumento registrato da numerosi ricercatori di casi di dermatoeliosi: la colpa e' dei raggi solari

del Professor Paolo PigattoResp. del Servizio di Dermatologia Allergologica - Clinica Dermatologica Univ. di Milano

Il piacere di esporsi al sole, in modo anche intenso e' uno dei fattori che determina la comparsa delle dermatoeliosi, meglio conosciute con il termine di fotodermatiti. Il sole, infatti, non e' sempre bene accetto all'uomo bianco (razza caucasica), anche se la natura ha dotato l'epidermide di complessi ed efficienti apparati fotoprotettivi, che hanno lo scopo di evitare, entro certi limiti, che i raggi solari provochino specifici danni cutanei. Ma non sempre questi meccanismi di difesa si dimostrano efficaci e possono indurre problemi, da quelli di natura estetica fino alle malattie della pelle. Nel corso dell'anno la quantita' di infrarosso varia in funzione della stagione e negli ultimi anni sono stati rilevati alcuni picchi nel periodo invernale e cadute in marzo-aprile. Queste variazioni sul normale ciclo della luce solare possono portare a una difficolta' nella sopportazione della luce stessa, con difficolta' di adattamento ai cambi repentini e a essere quindi impreparati alle modifiche di irradianza nel corso dell'anno. Ecco perche' i soggetti con cute sensibile dovrebbero utilizzare prodotti specifici nell'intero corso dell'anno, anche in inverno. E' ormai accertato un impatto maggiore degli UVA sulla cute, che non e' preparata ad assorbirli e modifica la sua fisiologia, e si sa che mentre i raggi UVA favoriscono il fenomeno del photo-aging della pelle, gli UVB sono tra i responsabili dell'insorgenza di tumori cutanei. Prevenire i fenomeni di photo-aging, significa quindi correggere in primis i danni indotti dai raggi UV e in particolare le fotodermatiti: un fenomeno certamente in crescita. La fotodermatite e' una simbiosi tra la luce solare e le condizioni genetiche del soggetto. Questa affezione oggi appare poco seguita, ma dalle nostre rilevazioni negli ultimi 6-7 anni si e' registrato un incremento di circa il 15-20% di soggetti visitati in ambulatorio cui e' stata diagnosticata la fotodermatosi. Ci troviamo in una situazione ambientale del tutto nuova, come se progressivamente ci esponessimo al sole ad altitudini sempre piu' elevate rispetto al livello del mare e a latitudini minori. Le conseguenze di una esposizione solare in ambiente con ridotta umidita' e ad alta irradiazione sono a tutti ben note e possono spiegare l'aumentata intolleranza ai raggi UV segnalata da moltissime persone negli ultimi anni. Queste variazioni climatiche possono essere la causa dell'imponente aumento di incidenza delle fotodermatiti. La correlazione e' molto suggestiva, ma non ci puo' esimere da alcune considerazioni: le fotodermatiti sono certamente cresciute, anche per altri fattori come l'aumento del numero di giorni di esposizione al sole, delle aree del corpo esposte, dell'uso delle lampade UVA e dei viaggi in aree subtropicali e tropicali. 
L'irradianza solare
E' la quantita' di energia emessa dal sole e ricevuta dalla crosta terrestre. TSi esprime in energia per unita' di superficie. L'irradianza e' quindi la globalita' del raggio solare, compresa la luce invisibile e l'infrarosso, che e' quello che varia di piu' e da' il calore.


 


 



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