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Fotoprotezione sistemica naturale
Miscele di antiossidanti presenti in natura, somministrate per via orale conferiscono alla pelle una maggiore
protezione nei riguardi del sole
Dr.ssa Marina Venturini Prof. Piergiacomo Calzavara-Pinton
La nostra pelle e' continuamente esposta alla radiazione solare. I principali effetti nocivi che ne possono derivare sono le ustioni solari, l’aggravamento di preesistenti malattie cutanee, le
fotodermatosi, il fotoinvecchiamento e l’insorgenza di tumori cutanei. Un ruolo importante nella patogenesi di tali effetti e' dato dalla capacita' della radiazione ultravioletta di provocare stress ossidativo con formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) responsabili del danno a proteine, lipidi e acidi nucleici. La cute tuttavia dispone di diversi sistemi di protezione in grado di neutralizzare i ROS. Questa capacita' fotoprotettiva intrinseca e' dovuta ad antiossidanti endogeni enzimatici e non enzimatici. Gli antiossidanti enzimatici sono rappresentati dalla superossido
dismutasi, glutatione perossidasi, glutatione reduttasi e catalasi. Gli antiossidanti endogeni non enzimatici includono l’acido ascorbico (o vitamina C), l’alfa-tocoferolo (o vitamina E), il
glutatione, l’ubichinone (o coenzima Q) e gli acidi grassi polinsaturi w-3. Un ruolo importante e' sostenuto anche dalla melanina. Questa infatti oltre ad agire come filtro ottico ai raggi ultravioletti e' anche dotata di capacita' antiossidante che le permette di neutralizzare i ROS. Per potenziare i sistemi di difesa naturali dai ROS e' stato introdotto l’uso della somministrazione di fotoprotettori sistemici. Tra i piu' usati
beta-carotene, zeaxantina, luteina, licopene, acido ascorbico, a-tocoferolo, acidi grassi poliinsaturi w-3 e, piu' recentemente, i polifenoli contenuti nel Polypodium leucotomos e nel te' verde. Il b-carotene e' un costituente naturale contenuto principalmente in vegetali rossi quali carote, pomodori, peperoni e arance ed e' in grado di assorbire le radiazioni solari nello spettro dell’UVA (320-400
nm) e della luce visibile (fino a 500 nm). L’assunzione di alte dosi di b-carotene (180-300
mg/die nell’adulto; 30-120 mg/die nel bambino) riduce la fotosensibilita' causata dalla radiazione visibile in soggetti con protoporfiria eritropoietica e altre forme di
porfiria. Tuttavia l’efficacia del b-carotene nel prevenire fotodermatosi idiopatiche quali l’eruzione polimorfa solare o l’orticaria solare o nel migliorare la fotosensibilita' associata a talune malattie cutanee autoimmuni quale il lupus eritematoso sistemico e' ancora controversa. e' stato dimostrato comunque che lo stress ossidativo ha un ruolo patogenetico nell’insorgenza di
LES, come confermato dal riscontro di bassi livelli di antiossidanti plasmatici nel siero di pazienti affetti da tale malattia. e' pertanto ipotizzabile che l’assunzione di b-carotene e altri antiossidanti possa contrastare la componente infiammatoria della malattia, come e' stato osservato in studi su modelli animali. Piu' recentemente sono stati studiati altri carotenoidi quali
zeaxantina, luteina e licopene. Luteina e zeaxantina si trovano in alta concentrazione in molti vegetali a foglia verde quali a esempio spinaci, cavolfiore e cavoli ed hanno un’attivita' antiossidante maggiore rispetto al b-carotene. Possono prevenire il danno cellulare inibendo l’infiammazione cutanea UV-mediata e ridurre il numero dei cheratinociti apoptotici (cellule
sunburn). L’alfa-tocoferolo (vitamina E) e' l’antiossidante endogeno non enzimatico maggiormente rappresentato nelle membrane lipidiche cellulari prevenendo la perossidazione lipidica. La forma ridotta dell’a-tocoferolo, depleta durante lo svolgimento della sua attivita'
antiossidante, viene in seguito rigenerata dall’acido ascorbico. Diversi studi hanno evidenziato che la vitamina E e la vitamina C agiscono sinergicamente nel contrastare l’azione dei ROS. Infatti solo l’assunzione concomitante di entrambe le vitamine ad alte dosi e' in grado di proteggere dall’eritema solare, mentre se tali vitamine sono assunte singolarmente non hanno alcuna capacita' ne' antiossidante ne'
fotoprotettiva. L’acido ascorbico inoltre agisce come co-fattore nella regolazione della sintesi delle fibre collagene e dell’elastina, contrastando in tal modo la perdita di tono ed elasticita' cutanea a cui va incontro la nostra pelle per il
fotoinvecchiamento. Gli acidi grassi polinsaturi w-3 sono estratti dall’olio di pesce e agiscono come antagonisti competitivi degli acidi grassi polinsaturi w-6 competendo per il legame con due enzimi, ciclossigenasi e
lipossigenasi, principalmente responsabili della produzione di mediatori dell’infiammazione, quali a esempio
prostaglandine, prostacicline e leucotrieni. Mentre gli acidi grassi polinsaturi w-6 si legano a tali enzimi attivando la cascata dell’infiammazione e la concomitante produzione di ROS, gli acidi grassi polinsaturi w-3 si legano a essi bloccandone l’attivita'. Ne consegue un’azione antinfiammatoria da minore produzione di mediatori dell’infiammazione e ROS. Gli acidi grassi polinsaturi w-3 essendo inoltre altamente polinsaturi diventano target primario dei ROS, che attratti da essi risparmiano cosi' altre strutture cellulari. Tali acidi grassi hanno anche un’azione
anti-genotossica, vale a dire sono in grado di contrastare i danni al DNA
UV-indotti, quali a esempio la rottura della doppia elica del DNA, e di ridurre il numero di cellule
sunburn. Un altro estratto vegetale in grado di contrastare efficacemente l’azione dei ROS e' il te' verde
(Camellia sinensis), bevanda di ampio consumo in Asia, le cui proprieta' salutari sono dovute alla presenza di
polifenoli. Il te' verde ne contiene quattro, tra cui l’epigallocatechina-3-gallato
(EGCG) e' il piu' attivo. Nell’animale da esperimento i polifenoli del te' verde hanno dimostrato di avere un effetto fotoprotettivo agendo tramite proprieta'
antiossidanti, anticarcinogenetiche e immunoprotettrici. L’azione antiossidante si esplica tramite la prevenzione dell’ossidazione proteica e lipidica, nonche' tramite la rigenerazione della vitamina E ridotta. L’attivita' anticarcinogenetica va attribuita in particolare modo all’EGCG in grado di prevenire la formazione di dimeri ciclobutano pirimidina
(CPD) che sono espressione caratteristica del danno al DNA indotto dalla radiazione UVB alla base dell’induzione di tumori cutanei quale a esempio il carcinoma epiteliale squamoso. Questi CPD sono considerati anche mediatori dell’immunosoppressione
UVB-indotta, pertanto il te' verde, contrastandone la formazione, contribuisce al mantenimento dell’integrita' del sistema immunitario cutaneo, prevenendo anche su tale fronte il rischio di insorgenza di tumori cutanei. Altri estratti vegetali che hanno dimostrato proprieta' antiossidanti e fotoprotettive sia per via topica che per via sistemica sono la
silimarina, un estratto del latte di cardo contenente una miscela di flavonoidi, e la
genisteina, un isoflavonoide della soia. Ricordiamo inoltre che alcuni cationi, quali selenio e zinco, agiscono da co-fattori di enzimi antiossidanti del sistema endogeno (quale a esempio la glutatione
perossidasi). In modelli animali si e' pertanto osservato che l’assunzione di selenio riduce l’eritema UV-indotto e protegge dall’insorgenza di neoplasie cutanee, mentre l’assunzione di zinco riduce l’immunosoppressione
UV-indotta. Una novita' nel campo della fotoprotezione sistemica e' costituita dall’estratto di Polypodium
leucotomos, una felce originaria dell'America Centrale con un rizoma e' particolarmente ricco (3-10%) di composti fenolici che gli conferiscono attivita'
antiossidante, antinfiammatoria e immunomodulante. Il suo impiego per via sistemica appare potenzialmente utile nella prevenzione delle ustioni solari, nell’inibizione delle reazioni
fototossiche, principali fonti di genesi dei ROS, nella riduzione del 50% della produzione di citochine infiammatorie (IL-1 e
TNF-a) e del 90% della quota di PG2a, mediatore dell’infiammazione prodotto dalla cascata dell’acido
arachidonico. Tale effetto antiflogistico si traduce a livello clinico in una riduzione dell’eritema
UV-indotto.
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