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mercoledi' 16 maggio 2007
Proteggiamo la nostra cute dal sole
Ma e' proprio vero che l'esposizione al sole, senza una adeguata protezione, puo' creare dei danni irreversibili sulla pelle? Se lo chiedono le mamme cui diciamo che le ustioni solari
nell'infanzia possono causare tumori cutanei in eta' adulta
A cura della Dott.ssa Nadia Russo, dermatologo e del Dott. Mario Sannino, oncologo Ogni genitore farebbbe qualsiasi cosa pur di proteggere il proprio figlio da una malattia. E nessuno
e' cosi' folle da negare che la pelle del bambino e' piu' delicata di quella
dell'adulto e di conseguenza, puo' andare incontro a fenomeni di irritazione e arrossamento. Resta percio' difficile comprendere perche' ce ne siano ancora molti che fanno finta di non capire che al sole i bambini, che hanno una carnagione piu' chiara degli adulti, subiscono maggiori danni e riportano facilmente scottature, anche dopo esposizioni moderatamente prolungate. Qual
e' il modo migliore per convincerli, quindi, che alcuni tumori cutanei, come epiteliomi o melanoma, sono piu' frequenti nelle persone che, durante infanzia o prima adolescenza, hanno subito gravi danni e ripetute ustioni solari con formazione di vescicole o bolle? Negli USA la comunicazione
e' decisamente piu' aggressiva che in Italia dove si preferisce puntare maggiormente
sull'educazione e regole per una corretto rapporto fra sole e bambini. Alle mamme diciamo di non esporli se hanno meno di 3 anni specie tra le 11 e le 16. E poi di usare filtri solari idrorepellenti con alto fattore di protezione da applicare piu' volte, in caso di esposizioni lunghe, anche se i bambini sono in acqua. Ma non basta: il capo andrebbe coperto con un cappello, anche nelle giornate nuvolose. A forza
d'insistere molte mamme hanno interiorizzato la lezione, specie per quanto riguarda la scelta dei filtri solari. Sempre piu' spesso, per ridurre effetti indesiderati (bruciore e prurito provocati da allergia e fotoallergia da contatto) alcune chiedono un parere al dermatologo o al pediatra e acquistano in farmacia prodotti dermatologicamente testati. Si preoccupano anche del fattore di protezione (FP), spesso confondendosi fra le scale impiegate dai produttori. Non
e' facile capire, infatti, perche' i filtri solari validi per i soggetti con particolare sensibilita' nei riguardi della luce solare possano essere indicati con la sigla SFP 50 e 50+, ma anche con sigla FP 60 e 80 (se la scala impiegata termina a 100) oppure con sigla PF 15 (se termina a 16). Sta cosi' allo specialista spiegare che i prodotti contrassegnati dalla sigla WP (waterproof - resistente
all'acqua) sono i piu' adatti ai bambini che trascorrono molte ore tra acqua e spiaggia e che
e' consigliabile riapplicare il filtro dopo il bagno, specie se prolungato, e dopo intense sudorazioni. La cosa che sembra piu' difficile da ottenere pero'
e' proprio la ripetizione dell'applicazione del filtro, ogni 2-3 ore, per tutto il periodo di permanenza al mare. Una cosa irrinunciabile nei soggetti con pelle chiara, con efelidi o teleangectasie del volto (couperose), con estrema fotosensibilita'
(fototipo I e II) e in condizioni patologiche (albinismo e vitiligine) nonche' in condizioni di sensibilita' costituzionale alla luce solare (fotodermiti e fotodermatosi anche gravi, come xeroderma pigmentoso e porfirie). Ora che
s'inizia a parlare di una doppia protezione: topica e sistemica il bisogno di spiegarne la motivazione appare ancora maggiore. Si puo' dire che la Societa' Americana di Fotobiologia consiglia il ricorso al b-carotene, una sostanza contenuta nella frutta e verdura molto colorata, per proteggere la pelle dal danno attinico, almeno 8 settimane prima di esporsi al sole. Sta a loro scegliere fra i numerosi preparati in capsule o sciroppo in commercio tenendo conto che, se per gli adulti una nuova Provitamina A,
l'astaxantina, derivata da un'alga marina, risulta ben 10 volte piu' potente del b-carotene, nei bambini resta consigliabile uno sciroppo a base di b-carotene da somministrare una volta al giorno da aprile ad agosto. E se vi chiedono se questo puo' garantire un domani senza tumori cutanei, potrete sempre tirar fuori dal cassetto uno studio clinico di supporto, ma forse sara' meglio dire che stanno solo riducendo di molto il rischio.
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