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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Gotta: la malattia dei ricchi 

Facciamo il punto sulla gotta, una malattia conosciuta fin dall’antichita' ma che ancora oggi non e' stata debellata

di Stefania Bruno

 La gotta e' una malattia che colpisce le articolazioni, dolorosa e invalidante, che si manifesta con attacchi infiammatori acuti dovuti ad accumulo di depositi uratici nei tessuti. L’acido urico e' un prodotto di rifiuto del metabolismo: normalmente e' eliminato attraverso l’attivita' dei reni ma, se per qualche ragione, la quantita' di acido urico e' superiore a quella che il rene riesce a smaltire, si accumula formando dei cristalli. Il deposito di questi cristalli che assumono configurazione aghiforme genera il dolore. La gotta colpisce sopratutto l’uomo (95% dei casi) tra i trenta e i quarant’anni e, in pochi casi, la donna dopo il sopraggiungere della menopausa. Il dolore si presenta all’improvviso, sottoforma di attacchi, nelle ore notturne e l’articolazione piu' colpita e' quella dell’alluce: altre sedi comuni sono l’arco plantare, la caviglia, il ginocchio, il polso e il gomito. I fastidi sono talmente forti che spesso chi ne soffre non sopporta neanche il peso delle coperte. Di solito all’inizio essi si manifestano a intermittenza e possono esserci anche dei lunghi periodi di assenza tra un attacco e l’altro. Essi possono essere scatenati da microtraumi (per esempio scarpe strette), da un eccesso di cibo o alcool, da un intervento chirurgico, dallo stress o da alcuni medicinali. In questi momenti si registra un aumento progressivo del dolore, la cute si presenta tesa, calda, arrossata e a volte si possono anche avere febbre, tachicardia e brividi. I primi attacchi, di norma, durano pochi giorni ma, se non trattati, quelli successivi possono durare anche settimane. E' per questo che il soggetto che ne e' affetto, deve intervenire tempestivamente per cercare di evitare il progredire della malattia. Infatti anche se il dolore scompare completamente per periodi prolungati e la funzione articolare torna alla normalita', qualsiasi evento in grado di sforzare l’articolazione (come per esempio una banale corsa), puo' ''risvegliare'' i sintomi, destinati, questa volta, a ricomparire sempre piu' frequentemente fino a cronicizzarsi. Questo accade perche' col progredire della malattia, le articolazioni si deformano e, nelle forme piu' gravi, presentano delle escrescenze chiamate tofi. Questi ultimi si formano dentro e intorno alle articolazioni e portano a una forte limitazione dei movimenti (e' anche frequente la formazione di calcoli renali). Una diagnosi corretta puo' essere ottenuta con una anamnesi dettagliata e un test di laboratorio in grado di identificare la presenza di urato monosodico nell’articolazione colpita. La terapia medica si propone gli obiettivi di: prevenire gli attacchi acuti ricorrenti, interrompere l’attacco acuto, prevenire la formazione di tofi evitando ulteriori depositi di cristalli di urato monosodico ed eliminare i tofi gia' esistenti. 
Oltre ai farmaci, che devono sempre essere prescritti dal medico, puo' essere utile anche mantenere il peso forma, in modo da diminuire il carico di peso sulle articolazioni affette. Grazie alle medicine non c’e' quasi piu' bisogno di diete speciali per persone affette da gotta, tuttavia alcuni cambiamenti nelle abitudini alimentari possono aiutare a diminuire la gravita' di eventuali attacchi oltre a servire come trattamento alternativo per coloro che hanno problemi con i rimedi tipici. La maggior parte degli esperti raccomanda praticamente a tutti di non mangiare piu' di un paio d’etti di carne magra, pollame o pesce al giorno - in quanto le proteine raffinate aumentano il livello di acido urico nel sangue e di evitare quantita' eccessive di proteine animali. Carni provenienti da organi (fegato, cervella, reni), acciughe, aringhe e sgombro hanno un livello particolarmente alto di purine. 
Limitare o evitare l’alcool: un uso eccessivo di alcolici non puo' essere la causa della gotta, ma puo' scatenare un attacco, quindi l’assunzione di bevande alcoliche deve essere molto limitata. Bere molti liquidi perche' essi aiutano a diluire l’acido urico nel sangue e nell’urina. Se il dolore e' localizzato alle gambe, spostarsi con l’ausilio di stampelle. Durante gli attacchi e' consigliato il riposo a letto. Il peso delle lenzuola o delle coperte puo' aumentare il dolore nella zona colpita: utilizzare in questi casi un alzacoperte. Un tempo, la gotta era definita ''la malattia dei ricchi'', poiche' colpiva con una frequenza decisamente maggiore le persone che mangiavano molta carne (alimento che i poveri non si potevano permettere). In effetti, tutti gli studi scientifici condotti sulla gotta hanno confermato in parte questa definizione popolare, dimostrando che un’alimentazione povera protegge dalla malattia (pur non essendo in grado di escluderne la comparsa). Questo dato e' stato verificato in occasione di determinati momenti storici: durante le grandi guerre, per esempio, l’incidenza della gotta calo' in modo molto brusco, proprio perche' le persone si nutrivano di cibi meno costosi rispetto alla carne. La critica alla medicina allopatica (in pratica quella ufficiale) e' forte da parte di chi, non a torto, ritiene che anche in questo caso, non si va a monte del problema ma si cerca solo di limitare il dolore cioe' gli effetti senza eliminarne la causa. L’approccio olistico ritiene invece che si debba andare oltre, nel caso specifico si deve comprendere perche' c’e' un eccesso di acido urico. Semplificando, gli antichi da sempre hanno sostenuto che ''noi siamo cio' che mangiamo'': se il corpo umano, macchina perfetta e dall’ingegneria ancora a noi non completamente conosciuta, attinge dall’esterno il carburante – cibo, e' dalla miscelazione di esso che dipende il suo corretto funzionamento.  




 


 



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