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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Nuove frontiere nelle iperpigmentazioni

Il volto di una donna coperto da una o piu' macchie perde quella omogeneita' dell'incarnato che spesso e' alla base della bellezza. La sfida per il medico sta nell'eliminarle 

Dr.ssa Francesca de Angelis, Specialista in Chirurgia Plastica, Napoli

 
La presenza di macchie brune di varia origine e natura e' un estetismo frequentissimo. Come ben sanno i colleghi che si sono confrontati con questo inestetismo, la terapia invece e' tutt'altro che semplice. Inutile negarlo: la macchia che deturpa l'estetica di un viso ancora giovane e' comunque un difetto che gli specialisti non amano, soprattutto per l'impredittibilita' dei risultati offerti dalle attuali terapie. 
Iperpigmentazioni molto fastidioseIperpigmentazioni molto fastidiose
Iperpigmentazioni molto fastidioseIperpigmentazioni molto fastidiose
Esempio di paziente prima e dopo 2 mesi di trattamento: a destra la paziente ha applicato una soluzione a base di idrochinone al 4% a sinistra il MelaClear. Sia al controllo clinico che all’esame mediante filtro UV non sono riscontrabili differenze fra i due lati.
E' anche vero che l'accuratezza diagnostica facilita spesso il compito, poiche' per esperienza si sa che alcune forme di iperpigmentazioni (es. cloasma) sono piu' difficili da trattare rispetto ad altre. La dermatologia ci insegna che le macchie ipercromiche dipendono generalmente da un accumulo di sostanze pigmentarie (melanina, rame, emosiderina, ecc.) a diversi livelli cutanei e il trattamento ovviamente deve essere strettamente correlato alla natura dell'inestetismo. Piu' specificamente in questa comunicazione ci interesseremo di quelle macchie che dipendono da accumuli di melanina, e che possono essere determinate da svariate cause: esposizione e/o sovraesposizione solare, condizioni sistemiche come la gravidanza, assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, reazioni fototossiche e/o fotoallergiche, ecc. Da sempre il problema e' stato sentito come grave in particolare dalle donne e per questo nel tempo si sono sviluppate metodiche e formulazioni che hanno cercato una soluzione estetica efficace e facilmente applicabile. Oggi esistono svariate possibilita' terapeutiche per queste condizioni, dal trattamento topico mediante l'utilizzo di sostanze dermocosmetiche definite ''schiarenti'', 
interventi professionali attraverso peelings, luce pulsata e laser frazionati, ma ciascuna opzione terapeutica e', a mio parere, viziata o dal limite di non essere da sola capace di risolvere il problema o dallo svantaggio di necessitare di una convalescenza piuttosto lunga dopo il trattamento. Di sicuro, secondo la mia esperienza di chirurgo plastico, l'efficacia maggiore si ottiene combinando piu' di questi metodi  Iperpigmentazioni molto fastidiose
Décolleté prima e dopo due mesi di trattamento con il solo MelaClear.
Iperpigmentazioni molto fastidiose e strumenti e in quest'ottica la scelta del prodotto cosmetico da affiancare all'intervento strumentale e' certamente importante. Abbiamo la necessita', infatti, di un prodotto che si applica topicamente su una pelle gia' trattata chimicamente o attraverso gli strumenti del caso, non determini nessun tipo si sensibilizzazione cutanea. L'obiettivo e' trovare una formulazione ideale per le sinergie terapeutiche, che agisca in se' ma non interferisca con l'azione degli altri componenti del protocollo scelto.  Si tratta di una linea di prodotti che si compone di un siero per la cura domiciliare che si applica due volte al giorno, e un prodotto professionale 
applicato dal medico come un peeling una volta a settimana, ma che in realta' non puo' essere definito come tale: e' piu' da considerarsi infatti come un biostimolante cutaneo, non effettuando una vera esfoliazione e non avendo i classici svantaggi dei peelings tradizionali, a partire dalla fotosensibilita'. Entrambi i preparati sono costituiti da Acido Fitico al 2%, Acido L-Ascorbico al 10% e uno specifico sistema modulatore dei ROS. Le due formulazioni differiscono solo nel pH. L'originalita' di questo prodotto consiste nell'aver compreso la pluralita' di azione depigmentante svolta dalla Vitamina C. Mentre tutti gli altri prodotti schiarenti sembrano agire tipicamente a un unico livello della melanogenesi, la Vitamina C agisce a cinque livelli. Durante la melanogenesi interferisce e inibisce l'attivita' della tirosinasi, inibisce la perossidazione, la riduzione dei prodotti, effettua un'azione di scavenger dei ROS e accelera il turnover cutaneo, stimolando l'eliminazione della melanina dagli strati piu' superficiali. Gli studi (Dr. I. Karavani, Antwerp, Belgium, 2007) condotti sul Melaclear hanno dimostrato che non soltanto la sua efficacia e' sovrapponibile a quella dell'idrochinone al 4% ma a differenza di quest'ultimo, non si osserva un plateau nell'efficacia dopo 4 mesi di applicazione, non si osservano aree di ipersensibilita' o arrossamenti e non ci sono i rischi riportati in letteratura tipici dell'idrochinone. Un secondo studio ha verificato che il MelaClear ha un'efficacia sovrapponibile a un peeling a base di acido glicolico al 60%: ancora una volta l'assenza totale di fenomeni di ipersensibilizzazione cutanea, irritazione, desquamazione o fotosensibilita' lo rendono maggiormente accettabile da parte del paziente, piu' facile da gestire e consentono di garantire una continuita' del trattamento depigmentante anche durante i mesi estivi: periodo nel quale generalmente ogni terapia deve essere sospesa e dove si osserva una ricaduta o un peggioramento della situazione clinica. Il mio suggerimento e' quello di iniziare la terapia con il MelaClear proprio in questo periodo (estate) e affiancarlo poi, nei mesi invernali, alle altre terapie di norma utilizzate (IPL, peelings) vista l'estrema tolleranza e la sinergia d'azione sicuramente svolta.





 



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