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LAVARSI TANTO? LAVARSI MEGLIO
di Clorinda Salvatori |
Gli Italiani hanno un buon rapporto con l'acqua e il sapone. Lo dimostrano
studi di mercato che indicano i detergenti per il viso e per il corpo ai primi
posti nelle vendite dei prodotti di cosmesi. Ma non sempre si lavano bene
In Italia l'igiene personale e' diventata una forma di rito quotidiano.
L'anno passato, una indagine condotta dalla Demoskopea per conto della Palmolive
aveva rivelato che oltre il 92% degli italiani non si accontentano di lavarsi,
ma in maggioranza dichiarano che la pulizia corrisponde a benessere, vitalita' e
piacere. La ricerca aveva anche cercato di classificare i comportamenti nei
riguardi di acqua e sapone proponendo diverse tipologie di consumatori. Piu'
numerosi i pulitissimi avanzati (41,4% del campione) che amano lavarsi spesso e
bene e rifiutano di interagire con persone sporche, giudicandole sgradevoli e
irrispettose degli altri. Per lo piu' donne e uomini sotto i 45 anni,
preferiscono i saponi liquidi e i bagnoschiuma, mentre ai prodotti per il corpo
chiedono di prendersi cura della pelle. Seguono i puliti vetero igienisti (16%),
un gruppo costituito principalmente da anziani, pensionati e casalinghe, persone
abituate a considerare l'igiene un dovere e a lavarsi bene e spesso. Valutano
meglio le persone pulite ed esprimono giudizi severi nei riguardi di chi non ha
cura del proprio aspetto. |
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Piu' eterogeneo il gruppo dei puliti menefreghisti
(13,5%), persone di eta' media, benestanti, residenti in comuni medio-piccoli,
diplomati e laureati. Pur essendo attenti alla propria igiene personale (sono
dei veri fan del bagno e del bidet) ma non attribuiscono alla cultura della
pulizia un ruolo predominante. I pulitini tolleranti (12,9%) intendono la
pulizia come salute e relax ma accettano di non avere pregiudizi su chi si lava
poco. Sono in maggioranza giovani, di scolarita' media, residenti in provincia.
Si passa infine a quegli 8 milioni di nostri connazionali che sarebbero da
considerarsi sporchetti menefreghisti (12,9%) o sporchi e cattivi (3,1%). I
primi si lavano meno della media, sono colti e abbienti, abitano nelle aree
metropolitane e tendono a essere critici nei riguardi degli altri gruppi
sociali, in particolare gli stranieri.
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I secondi, infine, mostrano un sincero
rifiuto per l'acqua e il sapone, non si vergognano di lavarsi poco ma anzi
esprimono indifferenza a qualsiasi disapprovazione sociale. Sono in gran parte
maschi di oltre 45 anni, di classe socio-economica e titolo di studio
medio-bassi, residenti nelle metropoli settentrionali. Osservando la ricerca si
osserva, pero', che i prodotti per l'igiene sono scelti non sempre per le loro
formulazioni ma anche per l'eleganza delle confezioni (30%), per i bei colori
(28%) o perche' partecipano all'arredo del bagno (31%). In molti, invece
associano i saponi liquidi e solidi, i bagnoschiuma e i docciaschiuma oltre che
all'igiene (87%), anche alla freschezza (75%), al piacere tattile (54%), alla
schiumosita' (53%), alla carezza (45%) e alla seduzione (42%). A voler
considerare l'igiene personale un indicatore di civilta' di un popolo,
certamente c'e' da essere felici che nel nostro Paese si siano registrati questi
risultati, resta pero' un quesito: oltre che a lavarsi molto, gli italiani sanno
lavarsi bene? |
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Talvolta, infatti, e' proprio l'eccesso di prodotti o le
formulazioni troppo aggressive che creano problemi. Il mantenimento del film
idrolipidico di superficie e la funzione barriera cutanea possono essere messi a
rischio da sostanze detergenti che non rimuovono dalla pelle solo l'eccesso di
secrezioni, la flora microbica, lo sporco ambientale e le cellule sfaldate dello
strato corneo, ma anche i lipidi che l'epidermide produce regolarmente per
proteggersi. Come conseguenze si assiste a una disidratazione della cute e a un
impoverimento delle sue difese. e' esperienza comune a molti dermatologi, che in
generale i pazienti non tengono in dovuta considerazione che la scelta dei vari
prodotti per la detersione deve essere legata alla propria tipologia di pelle
(secca, grassa, mista) e alla natura della problematica cutanea di cui soffrono
(acne, rosacea, dermatite atopica, ecc.). |

Interno di una ghiandola sudoripara con batteri
che si annidano fra le sue pareti e che contribuiranno alla formazione
dell’odore corporeo
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Non andrebbe infatti mai trascurato
il pH delle formulazioni, la quantita' e il tipo di tensioattivi presenti, il
potere irritante, le proprieta' idratanti e emollienti che riducono l'azione
lesiva del detergente. Un'altra caratteristica che caratterizza i prodotti
migliori consiste in un'azione di reintegro della quota lipidica dello strato
corneo asportata mediante il lavaggio perche' la pulizia della pelle non deve
essere intesa come la semplice rimozione dello sporco ma un trattamento
quotidiano rispettoso della fisiologia e dell'ecosistema della cute. |
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