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Dalla confluenza del sebo con i grassi di superficie quali
squalene, cere, acidi grassi liberi ed esterificati. In particolare questi
ultimi (e la componente alcolica delle cere) sono strutturalmente e
fisiologicamente differenti da analoghe frazioni presenti nei fluidi e tessuti
dell’organismo. Durante la cheratogenesi, i lipidi delle membrane delle
cellule cutanee vanno incontro a modificazioni con formazione di strutture
lipidiche, quali ad esempio le ceramidi, caratteristiche degli epiteli
cheratinizzati. Dalla confluenza del sebo con i grassi liberatisi durante il
disfacimento delle cellule epidermiche nelle ultime fasi della
cheratinizzazione, si produce una miscela complessa, a pH leggermente acido
(5.5), che si distribuisce sulla pelle, con l’eccezione delle palme delle mani
e dei piedi, come ultimo strato di rivestimento (SSL = skin surface lipids o
lipidi della superficie cutanea). Tali lipidi contribuiscono in larga misura
all’integrita', morbidezza, plasticita', idratazione cutanea, alla funzione
barriera contro la penetrazione dell’acqua e dei soluti, alla difesa contro
gli attacchi ossidativi dell’environment (radiazioni ultraviolette, inquinanti
atmosferici, ecc.), al bilancio ecologico della superficie, e pertanto allo
svolgimento delle funzioni della pelle come organo esterno. Inoltre, data la
particolare ricchezza, la diversita' strutturale e la variabilita' dei
componenti in rapporto alle diverse condizioni fisiologiche, questi lipidi
contribuiscono insieme al prodotto delle ghiandole sudoripare (alcuni
preferiscono parlare di mantella idro-lipidica, anziche' di SSL), a dare una
sorta di impronta chimica caratteristica per ciascun individuo, condizione
essenziale per quella comunicazione olfattiva iter-umana che, anche se ridotta
rispetto a quella degli animali ha il suo ruolo nei rapporti sociali e di
attrazione sessuale.
In particolare, le frazioni del sebo, soprattutto cere, squalene e trigliceridi,
grazie alla loro idrofobicita', sono di ausilio per l’attivita' della funzione
barriera dello strato corneo contro la penetrazione dell’acqua e di soluti, e
nella selettivita' del flusso transcutaneo di sostanze idrofiliche e idrofobiche.
I digliceridi e i monogliceridi, prodotti dalla idrolisi dei trigliceridi,
contribuiscono a mantenere nei limiti fisiologici il grado di idratazione
cutanea, sia a causa della loro igroscopicita' sia per il fatto che possono
formare films molecolari sulle microgocce di sudore, ritardando cosi'
l’evaporazione.
Gli acidi grassi dalla inconsueta struttura liberatisi in seguito all’idrolisi
dei trigliceridi contribuiscono al determinismo della flora cutanea permettendo
la sopravvivenza soltanto a microrganismi compatibili. In determinate condizioni
la microflora cutanea puo' a sua volta influenzare la composizione lipidica
superficiale come nel caso dell’acne e della Pityriasis versicolor, nelle
quali a causa dell’attivita' lipolitica del Corynebacterium acnes o del
Pityrosporum orbicularis e/o ovalis sui trigliceridi, di determina un aumento
percentuale degli acidi grassi liberi, che abbassano ulteriormente il pH
cutaneo, essendo i maggiori responsabili della stesso.
La composizione lipidica dell’epidermide “in toto” riflette il contenuto
lipidico delle cellule epidermiche nelle varie fasi della maturazione: i lipidi
delle cellule basali e spinose (cellule proliferative e differenziate) sono
diversi da quelli delle cellule granulari (cellule senescenti) e da quelli delle
cellule del corneo cellule morte).I lipidi epidermici giocano un ruolo
importante nella struttura delle cellule epidermiche, nel controllo della loro
crescita e del loro differenziamento, nella loro coesione e desquamazione e
nella formazione e funzione di una barriera di permeabilita' all’acqua
(“water barrier”).
La produzione di questa barriera ha rappresentato una fase critica
dell’evoluzione della vita dei vertebrati nelle zone aride e asciutte del
globo terrestre. |