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articolo aggiornato il: Saturday 03 December 2011

 

Luce e calore contro l’acne

del dott. Ivano Luppino, Dermatologo ISPLAD Serv. Dermatol. Terme Acireale (ASL 3-CT)

Fra le varie terapie proposte per la cura dell’acne si sta facendo strada quella che utilizza una particolare lunghezza d’onda della luce insieme al calore. E i risultati sembrano positivi

acne

L’acne e' un’infiammazione delle unita' pilo-sebacee di alcune aree del corpo, in particolare del viso, che si riscontra piu' frequentemente nell’adolescenza e con maggiore incidenza nei soggetti di sesso maschile. Le lesioni acneiche sono il risultato dell’interazione tra ipercheratinizzazione follicolare, produzione di sebo e presenza di batteri (tra cui il Propionibacterium acnes - P. Acnes) all’interno del canale follicolare. Il processo acneico ha inizio, per effetto dell’interazione tra sebo e batteri, con la formazione del 

microcomedone, gradino piu' basso delle espressioni acneiche. Su questa particolare condizione si inserisce l’intensa seborrea dovuta all’aumentata attivita' funzionale delle ghiandole sebacee; la maggiore quantita' di sebo prodotta viene convertita dai batteri, attraverso la produzione di lipasi, in acidi grassi. Il sebo e gli acidi grassi causano una reazione infiammatoria sterile dell’unita' pilo-sebacea che, per effetto dell’ipercheratinizzazione dei cheratinociti che rivestono il condotto del follicolo, crea un intasamento, visibile con un punto nero o un punto bianco a seconda se ci sia o meno uno sbocco all’esterno. Le pareti del follicolo, a questo punto, possono rompersi diffondendo il contenuto nel derma e provocando la comparsa di papule, pustole e/o noduli, quindi passando da un quadro piu' lieve a uno piu' severo. L’infiammazione e' tanto piu' violenta quanto maggiore e' la risposta immunitaria al P. Acne, al Propionibacterium granulosum, allo Stafilococcus epidermidis, alla Malassetia furfur. 
I P. Acne cutanei sono batteri anaerobi a crescita lenta, che generalmente sono incapaci di moltiplicarsi in follicoli in cui la velocita' di secrezione del sebo e' elevata poiche' i loro prodotti vengono eliminati con il flusso di sebo; nel caso in cui, invece, il follicolo si ostruisce, questo diventa un sistema di coltura chiuso in cui batteri e prodotti terminali non possono uscire; l’accumulo, a livelli tossici, danneggia la parete del follicolo generando la risposta infiammatoria. Benche' la fisiopatologia dell’acne non abbia praticamente piu' segreti, essa rimane una patologia molto diffusa e, spesso, altamente invalidante per la vita di relazione del soggetto che ne' e' affetto; in piu' le esigenze legate ai moderni stili di vita spingono i pazienti a cercare delle soluzioni sempre nuove che siano di rapida e sicura efficacia. La terapia medica dell’acne puo' essere topica e/o sistemica; la prima si avvale soprattutto di antibiotici, di alfa idrossiacidi e di retinoidi; la terapia sistemica si avvale invece di antibiotici e di isotretinoina. Ambulatorialmente puo' essere utile intervenire con l’applicazione di peeling chimici con AHA. I limiti delle terapie mediche, pero' sono tanti, sia per quelle a carattere topico sia per quelle sistemiche; infatti, le prime danno spesso origine a sensibilizzazione e arrossamenti, mentre le seconde portano spesso all’insorgenza di resistenza agli antibiotici con possibili fenomeni di intolleranza e/o fastidiosi effetti collaterali. Una soluzione alternativa e' oggi rappresentata dalla fototerapia mediante l’utilizzo di energia pulsata e calore (LHE). La tecnologia utilizzata si basa su una lampada che emette una luce non coerente, con lunghezza d’onda tra 430 e 1100 nm, con una ampiezza di 35 ms, una fluenza massima di 9 J/cm2 per impulso e con uno spot di 22_55 mm. La terapia si rivolge direttamente alla causa dell’acne, agendo su molecole sintetizzate in grande quantita' dal P. Acnes, cioe' le porfirine: queste rendono il batterio particolarmente sensibile alla luce. Quando la porfirina e' esposta alla luce visibile diventa chimicamente attiva e raggiunge uno stato eccitato che si traduce nella formazione di un Ossigeno singoletto che si lega alle membrane cellulari e distrugge il P. Acnes e le cellule della ghiandola sebacea. Come per ogni altra reazione fotochimica l’efficacia del procedimento e' legata alla: concentrazione delle porfirine e dei fotoni, alla temperatura a cui avviene la reazione fotochimica, e alla lunghezza d’onda utilizzata. In particolare, e' utile tener conto che: 
• una sorgente di luce pulsata (PW) e' piu' efficiente di una luce a onde continue (CW), poiche' la prima fornisce 10.000 volte piu' fotoni che la sorgente di onde continue.
• per effetto della reazione descritta dall’equazione di Arrhenius, un aumento della temperatura di 10° C comporta un raddoppio dell’effetto di una reazione chimica, inoltre l’aumento della temperatura della pelle di 10º C per un tempo breve, 35 msec, non comporta nessun effetto negativo per la salute del paziente.
• la luce blu e' teoricamente la piu' efficace lunghezza d’onda visibile per la maggior parte delle porfirine endogene del P. Acnes, perche' la banda tra 407- 420 nm e' il range di lunghezza d’onda che riesce a coprire tutto lo spettro di assorbimento delle porfirine. Ma la luce blu ha una scarsa profondita' di penetrazione nella pelle. Al contrario, la luce rossa e' meno efficace per fotoeccitare le porfirine, ma penetra piu' profondamente nel tessuto. Inoltre la luce rossa in confronto alla luce blu puo' anche avere proprieta' antinfiammatorie per l’influenza delle citochine rilasciate dai macrofagi. Ma una delle principali limitazioni della fototerapia per l’acne e' il fatto che i fotoni devono penetrare nell’epidermide prima che si possa raggiungere la profondita' necessaria per l’attivazione delle porfirine. La profondita' da raggiungere per i follicoli sul viso e' di circa 3 mm. Il calcolo della profondita' della penetrazione della luce ha evidenziato che la luce blu nel range di 400-430 nm penetra nella pelle fino alla profondita' di 0,25 mm. Percio' anche se il coefficiente di eccitazione delle porfirine in questa banda e' molto alto questa luce non e' preferenziale per la terapia dell’acne. Al contrario la fototerapia a luci verde e luci rosse, utilizzata per la cura dell’acne, presenta un buon grado di penetrazione dei fotoni nei follicoli del viso e del collo (almeno 3 mm), anche se offre un coefficiente di eccitazione delle porfirine piu' basso di quello ottenibile dalla combinazione di luce blu e rossa. Conseguentemente l’utilizzo combinato di fototerapia a luce verde e rossa e di energia, tramite una tecnologia brevettata quale la LHE, puo' essere coadiuvata dall’aumento della temperatura al fine di raddoppiare la capacita' di reazione delle porfirine a produrre ossigeno in grado di distruggere i P. Acne, senza che tale aumento della temperatura, per un tempo di 35 msec, comporti effetti negativi per il paziente. Inoltre la LHE usa un duplice percorso per l’energia della luce e del calore, permettendo di avere un maggior controllo della temperatura che si raggiunge sulla pelle, eliminando la necessita' di raffreddamento e riducendo drasticamente eventuali effetti collaterali. La LHE viene utilizzata in pazienti affetti da acne in vari stadi e di varia estensione per un periodo di 8 settimane e le sedute hanno cadenza bisettimanale; durante la seduta viene effettuato un primo passaggio su tutte le aree affette, intervallato da 10 min. di pausa dopo la quale viene effettuato un secondo passaggio. A partire dalla seconda settimana sono evidenti i primi miglioramenti: diminuzione del grado di infiammazione delle lesioni e lieve diminuzione del numero delle lesioni. In base alla nostra esperienza, al termine del trattamento quasi tutte le lesioni sono sparite mentre le restanti, oramai non piu' in fase attiva vanno incontro a risoluzione nelle settimane seguenti. I risultati ottenuti permangono per lungo tempo, anche nei follow up eseguiti nei mesi che seguono la terapia, durante i quali il paziente non segue nessuna terapia medica di supporto. Le lesioni tendono a non ripresentarsi e c’e' un sempre progressivo miglioramento del quadro acneico.

Bibliografia
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