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Morsi e punture: dai ragni alle zecche
Se si viene punti da un insetto si reagisce con un allarmismo che spesso e' ingiustificato. Conseguenza di una non sempre corretta informazione
da parte dei mass media
Aereoporto di Malpensa. Da un cargo proveniente dal Kenia scendono tre velenosissimi scorpioni: il panico assale addetti e medici in servizio. Un caso estremo, certamente, ma che riporta in attualita' che il rischio di una puntura di aracnidi e d’insetti e' sempre presente. Quando si deve ricorrere al medico o al pronto soccorso? Difficile rispondere, anche se il comprensibile bisogno di rassicurazione, nei confronti di potenziali rischi di reazioni gravi o mortali, e' in generale, piu' concreto che una reale necessita' terapeutica. Nel dubbio sulla tipologia di animale, la cosa migliore da fare resta, comunque, quella di rivolgersi subito al centro specialistico piu' vicino, onde evitare spiacevoli sorprese. In questo articolo cercheremo di dare alcune piccole indicazioni di comportamento ricordando,
pero', che le conseguenze del morso di un ragno o di un insetto dipendono da molteplici fattori: la reattivita' della persona che ha subito la puntura o la lesione, dalle diverse modalita' con cui viene inflitta la puntura, l'iniezione di potenziali allergeni. Andiamo ad analizzare quali i maggiori problemi e le cure piu' efficaci:
I ragni
I ragni sono quasi tutti velenosi. Tuttavia la maggior parte di loro ha denti troppo piccoli e fragili per poter penetrare nella cute. In Italia il ragno velenoso piu' diffuso e' la Tarantola comune
(Lycosa tarentula), che vive in particolare nel Centro-Sud. Il suo morso provoca un po' di arrossamento e gonfiore che si risolvono nel giro di qualche giorno. Altro esemplare velenoso e' il Ragno crociato
(Araneus diadematus), il cui morso, tuttavia, puo' inoculare solo una minima quantita' di veleno e non provoca alcun danno. L'unico esemplare veramente pericoloso presente in Italia e' il Malmignatto
(Latrodectus tredecimguttatus): un ragno di colore nero con 13 macchie sull'addome, generalmente di colore giallo, raramente di colore rosa o rosso. e' diffuso in Sardegna, Liguria e lungo la costa tirrenica centro-settentrionale. Nel mondo i ragni piu' pericolosi sono la Vedova nera
(Latrodectus Mactans) e il Ragno marrone o violino (Laxosceles reclusa) il cui morso puo' causare anche la morte.
Api, Vespe e Calabroni
Questi insetti possono iniettare, grazie al loro pungiglione, un particolare veleno.
• Se a essere punto e' un soggetto non allergico, la prima cosa da fare e' di eliminare il pungiglione eventualmente rimasto nella cute. La tecnica giusta e' di premere o raschiare. In seguito, se l'insetto e' un'ape si puo' applicare una pasta di bicarbonato di sodio diluita con acqua e ammoniaca o aceto se e' una vespa. e' consigliabile applicare del ghiaccio per attenuare il dolore. In caso si venga punti nelle zone circostanti la bocca sono consigliati gargarismi con acqua fredda salata (2 cucchiaini di sale fino per bicchiere d'acqua). Se si e' aggrediti da molti insetti che causano parecchie punture, in attesa del medico, conviene immergersi in una vasca d'acqua, meglio se tiepida, dopodiche' stendere sulla zona una pomata al cortisone per alleviare il dolore e limitare il gonfiore.
• Se ad essere punto e' un soggetto ipersensibile, puo' verificarsi uno shock anafilattico, che necessita l'immediato e opportuno intervento medico. In attesa del pronto intervento, bisogna far sdraiare il paziente, avvolgerlo in una coperta e tenere sotto controllo la respirazione, cosi' da poter intervenire con la respirazione bocca a bocca in caso di urgenza. e' sempre opportuno che i soggetti allergici si sottopongano alla desensibilizzazione usando antigeni verso tutto il corpo dell'imenottero o, meglio ancora, verso il veleno dell'insetto. Inoltre, si sa che la zona in cui ci si reca e' endemica, meglio avere con se un kit contenente anti-istaminici e adrenalina, farmaci in grado di salvare la vita se somministrati in tempi rapidi.
Zecche
La zecca e' vettore di molte malattie, nonche' di avvelenamento. Alcuni esemplari (come il Dermacentor e la
Amblyomma) possono causare la c.d. paralisi da zecca, i cui sintomi sono: anoressia, stanchezza, debolezza muscolare, mancanza di coordinazione fino alla paralisi bulbare o respiratoria. Altri esemplari causano vescichette, pustole, ulcerazioni, gonfiori e dolori di diversi gradi. In caso di paralisi da zecche possono essere necessarie applicazioni di O2 e assistenza respiratoria. Le lesioni devono essere pulite accuratamente con soluzione di Burow 1:20 e spennellate con la tripla tintura acquosa usata per i morsi di vipera. In caso di gravi reazioni possono essere utili dei
corticosteroidi. Alla vista di una zecca sulla cute e' possibile cercare di staccare da soli l'animale: con un paio di pinzette si puo' tentare di tirarla fuori verso l'alto con molta calma; se questa operazione non riesce, altre alternative possono essere: il calore (accendere un fiammifero e toccare la zecca con la capocchia); un goccio di alcool (mirando sempre la testa della zecca e aspettando almeno 10 minuti); una goccia di paraffina o dello smalto per unghie (sostanze in grado di sigillare le piccole aperture per la respirazione sui fianchi dell'animale). Al contrario, c'e' chi afferma che, oltre all'uso della pinzetta, e' meglio evitare qualsiasi altra manovra, rivolgendosi subito al pronto soccorso. In tutti i casi, dopo l'estrazione e' importante effettuare un'accurata disinfezione, evitando i disinfettanti coloranti. Una volta tolta, la zecca non va mai gettata, ma bruciata: e' il sistema migliore per garantirne la scomparsa.
Centopiedi e i millepiedi
Alcuni generi di centopiedi (Scolopendra) possono dare un morso doloroso, con un certo gonfiore ed eritema localizzati, che dura fino a 48 ore; raramente possono dare infezioni e necrosi. In Italia e' diffusa la Scolopendra cingolata, il cui morso, pur dolorosissimo, non provoca gravi conseguenze. I millepiedi, invece, non mordono, ma se toccati possono liberare una secrezione tossica che puo' causare irritazione cutanea locale e, nei casi piu' gravi, una certa necrosi. In caso di morso di centopiedi e' utile l'uso di un cubetto di ghiaccio per ridurre il dolore. Le secrezioni tossiche dei millepiedi, invece, devono essere rimosse dalla cute lavandole con abbondante acqua e sapone; da evitare l'uso di alcool. In entrambi i casi, se si sviluppa una reazione cutanea, e' necessario applicare una crema o una lozione a base di
corticosteroidi. In caso di contaminazione degli occhi e' necessario un intervento rapidissimo, con immediate irrigazioni e l'applicazione di una pomata analgesica a base di cortisone.
Gli psicotteri (o pulci del legno)
I generi piu' diffusi sono il Liposcelis, presente soprattutto nelle biblioteche,
l'Ectopsocus, comune nei giardini alberati e il Trogium, noto come "pidocchio dei libri". In caso di irritazione per morso di psicottero si deve applicare un cubetto di ghiaccio sopra la puntura per bloccare il gonfiore e impedire al veleno di diffondersi; anche il caldo puo' essere utile perche' neutralizza una delle sostanze chimiche che provocano l'infiammazione (basta prendere un asciugacapelli e dirigere il getto sulla puntura); in alternativa, si puo' applicare dell'aspirina, bagnando prima la zona colpita e appoggiandovi sopra la compressa (accorgimento vietato per chi e' allergico all'aspirina). Puo' essere utile anche applicare sulla puntura una pasta di acqua e bicarbonato; e dell’ammoniaca per alleviare rapidamente il dolore. In mancanza di tutto
cio', formare una pastella con terra argillosa e acqua e applicarla sulla zona colpita, coprendo con una garza o un fazzoletto, lasciando agire finche' la pasta non si asciuga.
Gli scorpioni
La maggior parte sono relativamente innocui; i loro morsi causano solo dolore localizzato, prurito con un po' di gonfiore, ingrossamento delle linfoghiandole regionali e aumento della temperatura cutanea e della sensibilita' attorno alla ferita. In rari casi,
pero', la puntura di scorpione puo' generare una necrosi emorragica ed effetti
cardiotossici, anche letali. Cio' dipende soprattutto dalla reattivita' del soggetto colpito e dal suo peso, che condiziona la concentrazione del veleno nell'organismo. In particolare, i bambini possono manifestare irrequietezza, con movimenti anomali della testa, del collo e degli occhi; negli adulti puo' esserci tachicardia, ipertensione, aumento del ritmo respiratorio, debolezza e disturbi motori. Nei casi piu' lievi, la puntura dello scorpione non necessita di un trattamento specifico: basta un cubetto di ghiaccio sulla zona colpita per ridurre il dolore. Consigliabile il riposo assoluto a letto, senza cibo per le prime 8-12 ore dalla puntura. |