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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


Occhiali da sole

Non solo la pelle ma anche gli occhi vanno adeguatamente protetti dalle radiazioni solari. Qualita' e sicurezza sono le caratteristiche fondamentali che un buon occhiale da sole dovrebbe avere. Ma l'Unione Nazionale Consumatori lancia l'allarme e chiede il ritiro dal mercato di 90 modelli di provenienza e marca anonima

Di Cristina D'Onofrio

La denuncia presentata al Ministero dell'Industria e' precisa e ben documentata. L'Unione Nazionale Consumatori l'ha accompagnata con i risultati di un'indagine condotta su circa 200 campioni di occhiali da sole, in parte acquistati direttamente da ditte italiane d'importazione, in parte prelevati negli esercizi commerciali che li offrono nel mercato italiano.
 Il 43% dei modelli esaminati, per lo piu' importati dall'Estremo Oriente e non di marca,  ha fallito i test tecnici e non sarebbe conforme alle  prescrizioni di legge (Direttiva 89/686/CEE e D.L. n. 475/1992), e, anzi, potrebbe provocare danni alla vista e incidenti perche' inadatti alla guida e alla distinzione dei colori semaforici. Il 98%, infine, sono risultati fuori legge perche' carenti dell'identificazione del fabbricante o del mandatario, l'indicazione della categoria del filtro, il numero e l'anno della norma. Per tutti e' stato richiesto l'immediato ritiro dal mercato. La campagna di informazione sugli occhiali da sole, realizzata in collaborazione con la Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia, ha l'obiettivo d'informare l'opinione pubblica sui requisisiti essenziali di sicurezza di un occhiale da sole, che al di la' della moda, della forma e del design, spesso corrispondono alle sue "doti non visibili" previste dalla legislazione nazionale e comunitaria. L'occhio, per la sua funzione e posizione anatomica e' continuamente esposto allo stress causato dalla luce. I tessuti oculari assorbono le radiazioni luminose in maniera differente, in funzione della lunghezza d'onda. La regione ad alta energia dello spettro visibile (da 400 a 500 nm) e' notevolmente piu' pericolosa della zona a bassa energia (da 500 a 700 nm) e per esempio, la retina e' molto sensibile al danno provocato proprio dalla cosiddetta luce blu (400-500 nm), mentre il cristallino puo' subire danni a causa di UV  prossimi (300-400 nm) e la cornea e' particolarmente vulnerabile ai raggi UV-C.
 Le piu' importanti malattie oculari nella cui patogenesi l'azione delle radiazioni solari giuoca un ruolo importante sono la cataratta e la degenerazione maculate, affezioni che si definiscono "correlate all'eta' " ma che oggi si sa non dipendono in senso stretto da veri fenomeni di senescenza. 

Radiazioni solari e patologie oculari
Danno fotochimico corneale: La radiazione a onda corta puo' danneggiare la cornea e causare una lesione epíteliale che si manifesta con un intenso bruciore agli occhi. Si risolve spontaneamente entro 2 - 3 giorni.
Danno al cri'stalli'no: l'assorbimento a livello del cristallino delle corte lunghezze d'onda dello spettro, a lungo andare, interferisce con la sua trasparenza e determina opacita' e sviluppo di cataratta, una condizione direttarnente collegata all'esposizione alla luce solare.
Danno retinico: le patologie retiniche per le quali e' stato dimostrato con certezza, o con forte probabilita', un coinvolgimento delle radiazioni UV e della luce blu sono l'edema maculare cistoide, la retinopatia solare, i melanomi oculari e soprattutto la degenerazione maculare legata all'eta', che e' tra le principali cause di cecita' anche nel mondo sviluppato.
Danno congiuntivale: una reazione congiuntivale puo' essere dovuta a una esposizione a raggi UVA e la loro aggressione potrebbe essere il primum movens del pterigio che e' una crescita anormale dei tessuti connettivali sub-congiuntivali.

Le difese naturali
L'apparato palpebrale costituisce la miglior difesa naturale verso tutte le radiazioni, ma con il tempo, la cute delle palpebre delle persone cronicamente esposte alla luce del sole, va incontro a invecchiamento precoce e appare flaccida, raggrinzita e irregolarmente pigmentata. Oltre che con l'ammiccamento palpebrale l'occhio si dfende con le modifiche della pupilla, la funzione schermo del cristallino e soprattutto i pigmenti oculari della retina (luteina, zeaxantina e melanina), che filtrano la luce proteggendo le cellule nervose dai danni fototossici.

Le difese artificiali
Gli occhiali da sole sono definiti dall'attuale normativa come "Dispositivi di Protezione Individuale" e le lenti solari possono essere considerate filtri attenuatori in grado di ridurre la quantita' di energia solare senza alterare significativamente lo spettro sia filtri protettivi che hanno il compito di eliminare quelle radiazioni che hanno il massimo di probabilita' di essere nocive per l'occhio. In particolare le lenti devono assorbire tutte le radiazioni UV che sono dannose per ogni parte dell'occhio e possono infastidire la percezione visiva perche' alcuni fotoni assorbiti dal cristallino generano fluorescenza, producendo abbagliamento. L'assorbimento totale delle radiazioni violetto-blu (tra 400 e 500 nm) potenzialmente lesivi per la retina, costituirebbe una protezione ottimale ma cio' non e' praticamente possibile perche' verrebbe a verificarsi una distorsione nella percezione dei colori viola e blu che apparirebbero con i toni del grigio e nero, i gialli sarebbero sbiaditi, i colori porpora apparirebbero rossicci e quelli bluverdi come verdi. Perche' non si verifichino queste alterazioni cromatiche e' sufficiente lasciar filtrare fino un massimo del 5 delle radiazioni visibili a alta energia (luce blu). In conclusione relativamente alla funzione protettiva un occhiale da sole deve essere in grado di eliminare le radiazioni dannose, diminuire l'abbagliamento mantenere una corretta percezione cromatica. Se una sola di queste tre caratteristiche viene a mancare, non sol non si sta acquistando un buon occhi le da sole, ma lo stesso potrebbe anche essere dannoso.

LUTEINA
E' un pigmento in grado di filtrare la luce blu presente nell'occhio in piccolissime quantita' sin dalla nascita e in numerosi vegetali verdi o gialli (broccoli, cavoli, spinaci, zucche, ecc.)
La luteina assunta con l'alimentazione si accumula nella parte della retina piu' importante per la funzionalita' visiva (macula lutea)

Requisiti fondamentali di un buon occhiale da sole:
1) Le lenti devono assorbire tutti i fotoni UV
2) Le lenti devono assorbire la maggior parte dei fotoni visibili ad alta energia
3) I filtri devono attenuare l'intensita' luminosa totale
4) attenuare le pericolose radiazioni IR di corta lunghezza d'onda che producono calore facilitando l'effetto fotochimico.

I NUMERI DEGLI OCCHIALI DA SOLE IN ITALIA
Sono circa 1.500 i produttori italiani (1250 a conduzione artigianale  e 260 industriale)
Il 54% della popolazione (26,3 milioni di italiani) portano gli occhiali da sole
La spesa media per un occhiale da sole e' di lire 200.000
L'occhiale da sole si cambia in media ogni 2 anni
L'84% dei soggetti utilizza glimocchiali da sole tutti i giorni o quasi e il 55% ne possiede piu'di un paio
L'82% considera l'estetica della montatura l'aspetto piu' importantenella scelta dell'occhiale da sole, mentre solo il 49% guarda le lenti

Fonte FAO: il mercato dei prodotti ottici in Italia - settembre 2000

Caratteristiche di un occhiale da sole

Test di uniformita'
Fattore di trasmissione
Potere refrattivo
Luce diffusa
Qualita' del materiale e della superficie
Resistenza del ponte
Infiammabilita'
Robustezza del filtro
Antiallergico




 

 



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