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Occhiali da sole
Non solo la pelle ma anche gli occhi vanno adeguatamente
protetti dalle radiazioni solari. Qualita' e sicurezza sono le
caratteristiche fondamentali che un buon occhiale da sole dovrebbe avere. Ma
l'Unione Nazionale Consumatori lancia l'allarme e chiede il ritiro dal
mercato di 90 modelli di provenienza e marca anonima
Di Cristina D'Onofrio
La denuncia presentata al Ministero dell'Industria e' precisa e ben documentata.
L'Unione Nazionale Consumatori l'ha accompagnata con i risultati di un'indagine
condotta su circa 200 campioni di occhiali da sole, in parte acquistati
direttamente da ditte italiane d'importazione, in parte prelevati negli esercizi
commerciali che li offrono nel mercato italiano.
Il 43% dei modelli esaminati, per lo piu' importati dall'Estremo Oriente e
non di marca, ha fallito i test tecnici e non sarebbe conforme alle
prescrizioni di legge (Direttiva 89/686/CEE e D.L. n. 475/1992), e, anzi,
potrebbe provocare danni alla vista e incidenti perche' inadatti alla guida e
alla distinzione dei colori semaforici. Il 98%, infine, sono risultati fuori
legge perche' carenti dell'identificazione del fabbricante o del mandatario,
l'indicazione della categoria del filtro, il numero e l'anno della norma. Per
tutti e' stato richiesto l'immediato ritiro dal mercato. La campagna di
informazione sugli occhiali da sole, realizzata in collaborazione con la
Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia, ha
l'obiettivo d'informare l'opinione pubblica sui requisisiti essenziali di
sicurezza di un occhiale da sole, che al di la' della moda, della forma e del
design, spesso corrispondono alle sue "doti non visibili" previste
dalla legislazione nazionale e comunitaria. L'occhio, per la sua funzione e
posizione anatomica e' continuamente esposto allo stress causato dalla luce. I
tessuti oculari assorbono le radiazioni luminose in maniera differente, in
funzione della lunghezza d'onda. La regione ad alta energia dello spettro
visibile (da 400 a 500 nm) e' notevolmente piu' pericolosa della zona a bassa
energia (da 500 a 700 nm) e per esempio, la retina e' molto sensibile al danno
provocato proprio dalla cosiddetta luce blu (400-500 nm), mentre il cristallino
puo' subire danni a causa di UV prossimi (300-400 nm) e la cornea e'
particolarmente vulnerabile ai raggi UV-C.
Le piu' importanti malattie oculari nella cui patogenesi l'azione delle
radiazioni solari giuoca un ruolo importante sono la cataratta e la
degenerazione maculate, affezioni che si definiscono "correlate all'eta'
" ma che oggi si sa non dipendono in senso stretto da veri fenomeni di
senescenza.
Radiazioni solari e patologie oculari
Danno fotochimico corneale: La radiazione a onda corta puo'
danneggiare la cornea e causare una lesione epíteliale che si manifesta con un
intenso bruciore agli occhi. Si risolve spontaneamente entro 2 - 3 giorni.
Danno al cri'stalli'no: l'assorbimento a livello del cristallino delle
corte lunghezze d'onda dello spettro, a lungo andare, interferisce con la sua
trasparenza e determina opacita' e sviluppo di cataratta, una condizione
direttarnente collegata all'esposizione alla luce solare.
Danno retinico: le patologie retiniche per le quali e' stato
dimostrato con certezza, o con forte probabilita', un coinvolgimento delle
radiazioni UV e della luce blu sono l'edema maculare cistoide, la retinopatia
solare, i melanomi oculari e soprattutto la degenerazione maculare legata all'eta',
che e' tra le principali cause di cecita' anche nel mondo sviluppato.
Danno congiuntivale: una reazione congiuntivale puo' essere dovuta a
una esposizione a raggi UVA e la loro aggressione potrebbe essere il primum
movens del pterigio che e' una crescita anormale dei tessuti connettivali
sub-congiuntivali.
Le difese naturali
L'apparato palpebrale costituisce la miglior difesa naturale
verso tutte le radiazioni, ma con il tempo, la cute delle palpebre delle persone
cronicamente esposte alla luce del sole, va incontro a invecchiamento precoce e appare
flaccida, raggrinzita e irregolarmente pigmentata. Oltre che con l'ammiccamento
palpebrale l'occhio si dfende con le modifiche della pupilla, la funzione
schermo del cristallino e soprattutto i pigmenti oculari della retina (luteina,
zeaxantina e melanina), che filtrano la luce proteggendo le cellule nervose dai
danni fototossici.
Le difese artificiali
Gli occhiali da sole sono definiti dall'attuale normativa come
"Dispositivi di Protezione Individuale" e le lenti solari possono
essere considerate filtri attenuatori in grado di ridurre la quantita' di
energia solare senza alterare significativamente lo spettro sia filtri
protettivi che hanno il compito di eliminare quelle radiazioni che hanno il
massimo di probabilita' di essere nocive per l'occhio. In particolare le lenti
devono assorbire tutte le radiazioni UV che sono dannose per ogni parte
dell'occhio e possono infastidire la percezione visiva perche' alcuni fotoni
assorbiti dal cristallino generano fluorescenza, producendo abbagliamento.
L'assorbimento totale delle radiazioni violetto-blu (tra 400 e 500 nm)
potenzialmente lesivi per la retina, costituirebbe una protezione ottimale ma
cio' non e' praticamente possibile perche' verrebbe a verificarsi una
distorsione nella percezione dei colori viola e blu che apparirebbero con i toni
del grigio e nero, i gialli sarebbero sbiaditi, i colori porpora apparirebbero
rossicci e quelli bluverdi come verdi. Perche' non si verifichino queste
alterazioni cromatiche e' sufficiente lasciar filtrare fino un massimo del 5
delle radiazioni visibili a alta energia (luce blu). In conclusione
relativamente alla funzione protettiva un occhiale da sole deve essere in grado
di eliminare le radiazioni dannose, diminuire l'abbagliamento mantenere una
corretta percezione cromatica. Se una sola di queste tre caratteristiche viene a
mancare, non sol non si sta acquistando un buon occhi le da sole, ma lo stesso
potrebbe anche essere dannoso.
LUTEINA
E' un pigmento in grado di filtrare la luce blu presente nell'occhio in
piccolissime quantita' sin dalla nascita e in numerosi vegetali verdi o gialli
(broccoli, cavoli, spinaci, zucche, ecc.)
La luteina assunta con l'alimentazione si accumula nella parte della retina piu'
importante per la funzionalita' visiva (macula lutea)
Requisiti fondamentali di un buon occhiale da sole:
1) Le lenti devono assorbire tutti i fotoni UV
2) Le lenti devono assorbire la maggior parte dei fotoni visibili ad alta
energia
3) I filtri devono attenuare l'intensita' luminosa totale
4) attenuare le pericolose radiazioni IR di corta lunghezza d'onda che producono
calore facilitando l'effetto fotochimico.
I NUMERI DEGLI OCCHIALI DA SOLE IN ITALIA
Sono circa 1.500 i produttori italiani (1250 a conduzione artigianale
e 260 industriale)
Il 54% della popolazione (26,3 milioni di italiani) portano gli occhiali da sole
La spesa media per un occhiale da sole e' di lire 200.000
L'occhiale da sole si cambia in media ogni 2 anni
L'84% dei soggetti utilizza glimocchiali da sole tutti i giorni o quasi e il
55% ne possiede piu'di un paio
L'82% considera l'estetica della montatura l'aspetto piu' importantenella
scelta dell'occhiale da sole, mentre solo il 49% guarda le lenti
Fonte FAO: il mercato dei prodotti ottici in Italia -
settembre 2000
Caratteristiche di un occhiale da sole
Test di uniformita'
Fattore di trasmissione
Potere refrattivo
Luce diffusa
Qualita' del materiale e della superficie
Resistenza del ponte
Infiammabilita'
Robustezza del filtro
Antiallergico
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