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L'esperienza del San Gallicano
Nei soggetti affetti da Dermatite Seborroica esistono
alterazioni sistemiche di tipo biochimico che alterano l'omeostasi delle
membrane cellulari
del Prof. Aldo Di Carlo Direttore Scientifico San Gallicano IRCCS Roma
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La dermatite seborroica e' un'affezione cutanea piuttosto
comune la cui terapia si e' avvalsa sinora di numerosi rimedi a base di zolfo,
coaltar, solfuro di selenio, zincopiritione o anche di benzoilperossido,
litiosuccinato, propilenglicole, in rapporto alle loro proprieta' antimicotiche
e/o antinfiammatorie a seconda delle ipotesi etiopatogenetiche, pitirosporica o
infiammatoria, di volta in volta proposte. L'impiego degli Imidazolici non ha
risolto il problema, data la loro riconosciuta attivita' sia antimicotica che
antinfiammatoria.
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Un aggiornamento interessante nella terapia della Dermatite Seborroica
e' derivato dai risultati di studi condotti nell'Istituto S. Gallicano
che, attraverso gli importanti risultati ottenuti dal Prof. Siro
Passi, hanno evidenziato in soggetti affetti da DS, sia
immunocompetenti che con malattia HIV, peculiari alterazioni
biochimiche sistemiche quali un deficit di PL-PUFA (acidi grassi
polinsaturi dei fosfolipidi), di vit. E, di glutatione perossidasi e
glutatione ridotto (GSH). Da alcuni anni sappiamo che i PL-PUFA sono
importanti componenti delle membrane
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Modifiche del parametro Desquamazione in corso di trattamento
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cellulari di cui assicurano la permeabilita' e la fluidita', mentre la
Vit E (a-tocoferolo) e la glutatione perossidasi (GPx) sono essenziali
componenti del sistema antiossidativo assicurando la protezione delle
membrane stesse contro il rischio di lipoperossidazione. In
definitiva, si puo' ritenere che l'ottimale equilibrio biochimico tra
PL-PUFA e pool antiossidativo concorra a mantenere l'omeostasi delle
membrane cellulari.
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Modifiche del parametro Prurito in corso di trattamento
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Queste premesse hanno portato a rivedere sotto nuovi aspetti il
trattamento dei soggetti affetti da DS, basato sull'associazione di
una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi dei fosfolipidi (PL-PUFA)
e un prodotto farmaceutico sperimentale (in forma di capsule)
contenente Vit. E, selenio-metionina e metionina, somministrato per
bocca in dosi adeguate al deficit riscontrato in ogni singolo
soggetto. Bisogna infatti ricordare che il selenio e la metionina sono
necessari alla formazione della glutatione perossidasi (GSH-Px), il
primo come gruppo prostetico ed il secondo come precursore del
glutatione ridotto (GSH).
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HIV positivi. Regressione dei sintomi durante il trattamento
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Sulla base di questi dati e' stato avviato uno studio clinico-terapeutico in
ambito nazionale coordinato dall'Istituto S. Gallicano, riguardante soggetti con
Dermatite Seborroica HIV negativi ed HIV positivi per un totale di 596 casi,
distinti in 545 HIV– e 51 HIV+. Soggetti immunocompetenti Per quanto riguarda
i 545 soggetti HIV negativi dello studio, 60,2% uomini e 39,8% donne, e' stata
rilevata una maggior frequenza di soggetti appartenenti alla fascia di eta'
20-30 anni con eta' media negli uomini di 36,5 anni e nelle donne di 33,0 anni.
La sede unica piu' colpita e' risultata il viso (77,0% dei soggetti), seguito
dal cuoio capelluto (17,5%), mentre nel caso di localizzazione polidistrettuale
piu' frequente e' risultata l'associazione viso-cuoio capelluto (50,6%) seguita
da viso - cuoio capelluto - regione mediosternale (18,9%) Tra le patologie di
maggior rilievo, riferite dal 5,5% dei soggetti, sono risultate prevalenti le
allergopatie (23,3%) e le gastroenteropatie (20,0%). La presenza della
componente desquamativa e' stata rilevata prima del trattamento nel 91,7% dei
soggetti, con prevalenza delle forme medio-gravi (79%); dopo 30 giorni di
trattamento la desquamazione e' stata evidenziata nel 24% dei soggetti e, al
termine dei 60 giorni, nel 8,8%. Il prurito era presente inizialmente in tutti i
soggetti, nella meta' dei casi con intensita' medio-grave; al 30° giorno di
trattamento e' stato rilevato nel 11, 2% dei pazienti e dopo 60 giorni nel
2,7%.
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L'eritema e' stato osservato prima del trattamento nell'88% dei
soggetti, con una incidenza del 77% di casi medio-gravi; al 30° e
60° giorno questa percentuale e' scesa rispettivamente al 49,5% e
all'11%. I parametri biochimici relativi alla valutazione ematica dei
grassi saturi, polinsaturi (PUFA) e dell'a-tocoferolo i cui valori
all'inizio erano apparsi in tutti i soggetti significativamente
alterati, dopo 30 giorni di trattamento hanno fatto rilevare una
sensibile tendenza alla normalizzazione sia del valore degli acidi
grassi saturi che dei polinsaturi, tendenza ancor piu' evidente al
controllo a 60 giorni. Infatti il valore percentuale degli acidi
grassi saturi, che normalmente costituiscono il 40-45% degli acidi
grassi totali, nei soggetti con
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prima e dopo il trattamento
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Dermatite Seborroica raggiungeva inizialmente il 52% per poi ridiscendere
al 47,5% a 1 mese e al 46% dopo due mesi di trattamento. Analogamente i
polinsaturi, la cui percentuale sugli acidi grassi totali oscilla normalmente da
38% a 42%, dai valori iniziali (media) di 31,4% si riportavano dopo 1 mese al
37% e dopo 2 mesi rientravano nella norma, pur se nei limiti inferiori.
Conseguentemente l'indice C18:2/C20:3+C20:4 che rispetto ai valori di normalita'
(1,2-1,4) mostrava in questi soggetti valori elevati in partenza (4,7) dopo 1
mese di trattamento e' sceso a 2,9 e dopo 60 giorni a 2,79. Riguardo i valori
antiossidativi, la tocoferolemia che inizialmente era al di sotto della norma
(VN 11,7 ± 1,8µg/ml), risaliva a 15 µg/ml dopo 30 giorni e a 17,1 µg/ml dopo
60 giorni di terapia. Gruppo soggetti HIV positivi. Nei 51 soggetti HIV positivi
affetti da dermatite seborroica sono risultati prevalenti gli uomini (84,3%)
rispetto alle donne (15,7%) mentre in entrambi i gruppi l'eta' a maggiore
prevalenza era la 2a e 3a decade di vita ; l'eta' media nelle donne, 30,2 anni,
contro 25,8% degli uomini, e media di 28 anni. Il trattamento
dietetico-farmacologico condotto per tre mesi ha mostrato una riduzione della
sintomatologia clinica in tutti i soggetti. In particolare il sintomo
desquamazione, presente nel 100% dei soggetti inizialmente, si registrava nel
50% dei soggetti dopo 1 mese, nell'8% a due mesi, persistendo nel 20% dei
soggetti a tre mesi. Analogamente il prurito presente inizialmente nel 100% dei
pazienti persisteva nel 30% dei soggetti dopo un mese di terapia, nel 10% a 2
mesi e praticamente risultava assente in tutti i soggetti dopo tre mesi di
terapia. L'eritema assai evidente in tutti i pazienti inizialmente, era presente
nel 60% dei soggetti a un mese, per scendere al 20% a due mesi e solo nel 17%
dei soggetti dopo tre mesi di terapia. La media delle tre percentuali valutata a
30, 60 e 90 giorni ha mostrato fino a due mesi valori sovrapponibili o appena
superiori a quelli dei soggetti HIV negativi . I dati biochimici plasmatici dei
soggetti HIV positivi affetti da dermatite seborroica hanno dimostrato una piu'
lenta tendenza alla normalizzazione rispetto ai soggetti HIV negativi delle
frazioni di PL-FA, in particolare di PL-SAT, PL-PUFA e dell'indice
C18:2/C20:3-C20:4. In particolare quest'ultimo tendeva sia nei controlli a 30 e
90 gg. a valori prossimi ai fisiologici (vn 1,4-1,8). Per quanto riguarda lo
studio antiossidativo la tocoferolemia raggiungeva e anche superava i valori
della norma gia' a 30 giorni cosi' come era stato osservato negli HIV negativi.
In questi soggetti poi e' stata anche valutata la vit. E linfocitaria che, nei
controlli effettuati a 30, 60, e 90 giorni ha mostrato una tendenza progressiva
verso il range di normalita', raggiungendo al 90° giorno valori medi di 62 ng/ml
cell. Anche la GSH-Px e il GSH eritrocitari hanno fatto rilevare una
progressione simile. Conclusioni L'analisi dei risultati della sperimentazione
clinica svolta comporta tre rilievi fondamentali: a) il riscontro nei soggetti
HIV negativi e soprattutto in soggetti HIV positivi di un deficit biochimico
sistemico, caratterizzato da alterati valori plasmatici dei PL-PUFA, Vit. E e
della GSH e GSH-Px eritrocitari; b) l'efficacia del trattamento terapeutico
impiegato consistente nell'associazione di una dieta ricca di acidi grassi
polinsaturi con il prodotto sperimentale dietetico; c) la normalizzazione delle
alterazioni biochimiche e la contemporanea regressione delle manifestazioni
dermatitiche, con valori di risoluzione del 93% nei 545 soggetti HIV negativi e
dell'88% nei 51 HIV positivi. Dovra' essere poi chiarita in studi successivi la
mancata risposta al trattamento terapeutico rilevato in circa il 12% dei
soggetti della sperimentazione (malassorbimento di ac.grassi essenziali?).
Emerge infine il problema del follow-up e delle recidive, da prevenire con
l'impiego di una posologia ridotta e preventiva del farmaco oppure con dosi
piene al momento della recidiva. In ogni caso una dieta ricca di acidi grassi
polinsaturi dovrebbe essere mantenuta e andrebbe effettuata una periodica
valutazione degli specifici esami biochimici. Bibliografia su richiesta
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