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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


del Prof. Aldo Di Carlo Direttore Scientifico San Gallicano IRCCS Roma

L'esperienza del San Gallicano

Nei soggetti affetti da Dermatite Seborroica esistono alterazioni sistemiche di tipo biochimico che alterano l'omeostasi delle membrane cellulari

del Prof. Aldo Di Carlo Direttore Scientifico San Gallicano IRCCS Roma

La dermatite seborroica e' un'affezione cutanea piuttosto comune la cui terapia si e' avvalsa sinora di numerosi rimedi a base di zolfo, coaltar, solfuro di selenio, zincopiritione o anche di benzoilperossido, litiosuccinato, propilenglicole, in rapporto alle loro proprieta' antimicotiche e/o antinfiammatorie a seconda delle ipotesi etiopatogenetiche, pitirosporica o infiammatoria, di volta in volta proposte. L'impiego degli Imidazolici non ha risolto il problema, data la loro riconosciuta attivita' sia antimicotica che antinfiammatoria. 

Un aggiornamento interessante nella terapia della Dermatite Seborroica e' derivato dai risultati di studi condotti nell'Istituto S. Gallicano che, attraverso gli importanti risultati ottenuti dal Prof. Siro Passi, hanno evidenziato in soggetti affetti da DS, sia immunocompetenti che con malattia HIV, peculiari alterazioni biochimiche sistemiche quali un deficit di PL-PUFA (acidi grassi polinsaturi dei fosfolipidi), di vit. E, di glutatione perossidasi e glutatione ridotto (GSH). Da alcuni anni sappiamo che i PL-PUFA sono importanti componenti delle membrane  Modifiche del parametro Desquamazione in corso di trattamento
Modifiche del parametro Desquamazione in corso di trattamento
cellulari di cui assicurano la permeabilita' e la fluidita', mentre la Vit E (a-tocoferolo) e la glutatione perossidasi (GPx) sono essenziali componenti del sistema antiossidativo assicurando la protezione delle membrane stesse contro il rischio di lipoperossidazione. In definitiva, si puo' ritenere che l'ottimale equilibrio biochimico tra PL-PUFA e pool antiossidativo concorra a mantenere l'omeostasi delle membrane cellulari.  Modifiche del parametro Prurito in corso di trattamento
Modifiche del parametro Prurito in corso di trattamento 
Queste premesse hanno portato a rivedere sotto nuovi aspetti il trattamento dei soggetti affetti da DS, basato sull'associazione di una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi dei fosfolipidi (PL-PUFA) e un prodotto farmaceutico sperimentale (in forma di capsule) contenente Vit. E, selenio-metionina e metionina, somministrato per bocca in dosi adeguate al deficit riscontrato in ogni singolo soggetto. Bisogna infatti ricordare che il selenio e la metionina sono necessari alla formazione della glutatione perossidasi (GSH-Px), il primo come gruppo prostetico ed il secondo come precursore del glutatione ridotto (GSH). 
HIV positivi. Regressione dei sintomi durante il trattamento
HIV positivi. Regressione dei sintomi durante il trattamento
Sulla base di questi dati e' stato avviato uno studio clinico-terapeutico in ambito nazionale coordinato dall'Istituto S. Gallicano, riguardante soggetti con Dermatite Seborroica HIV negativi ed HIV positivi per un totale di 596 casi, distinti in 545 HIV– e 51 HIV+. Soggetti immunocompetenti Per quanto riguarda i 545 soggetti HIV negativi dello studio, 60,2% uomini e 39,8% donne, e' stata rilevata una maggior frequenza di soggetti appartenenti alla fascia di eta' 20-30 anni con eta' media negli uomini di 36,5 anni e nelle donne di 33,0 anni. La sede unica piu' colpita e' risultata il viso (77,0% dei soggetti), seguito dal cuoio capelluto (17,5%), mentre nel caso di localizzazione polidistrettuale piu' frequente e' risultata l'associazione viso-cuoio capelluto (50,6%) seguita da viso - cuoio capelluto - regione mediosternale (18,9%) Tra le patologie di maggior rilievo, riferite dal 5,5% dei soggetti, sono risultate prevalenti le allergopatie (23,3%) e le gastroenteropatie (20,0%). La presenza della componente desquamativa e' stata rilevata prima del trattamento nel 91,7% dei soggetti, con prevalenza delle forme medio-gravi (79%); dopo 30 giorni di trattamento la desquamazione e' stata evidenziata nel 24% dei soggetti e, al termine dei 60 giorni, nel 8,8%. Il prurito era presente inizialmente in tutti i soggetti, nella meta' dei casi con intensita' medio-grave; al 30° giorno di trattamento e' stato rilevato nel 11, 2% dei pazienti e dopo 60 giorni nel 2,7%. 
L'eritema e' stato osservato prima del trattamento nell'88% dei soggetti, con una incidenza del 77% di casi medio-gravi; al 30° e 60° giorno questa percentuale e' scesa rispettivamente al 49,5% e all'11%. I parametri biochimici relativi alla valutazione ematica dei grassi saturi, polinsaturi (PUFA) e dell'a-tocoferolo i cui valori all'inizio erano apparsi in tutti i soggetti significativamente alterati, dopo 30 giorni di trattamento hanno fatto rilevare una sensibile tendenza alla normalizzazione sia del valore degli acidi grassi saturi che dei polinsaturi, tendenza ancor piu' evidente al controllo a 60 giorni. Infatti il valore percentuale degli acidi grassi saturi, che normalmente costituiscono il 40-45% degli acidi grassi totali, nei soggetti con dermatite seborroica prima e dopo il trattamentodermatite seborroica prima e dopo il trattamento
prima e dopo il trattamento
 Dermatite Seborroica raggiungeva inizialmente il 52% per poi ridiscendere al 47,5% a 1 mese e al 46% dopo due mesi di trattamento. Analogamente i polinsaturi, la cui percentuale sugli acidi grassi totali oscilla normalmente da 38% a 42%, dai valori iniziali (media) di 31,4% si riportavano dopo 1 mese al 37% e dopo 2 mesi rientravano nella norma, pur se nei limiti inferiori. Conseguentemente l'indice C18:2/C20:3+C20:4 che rispetto ai valori di normalita' (1,2-1,4) mostrava in questi soggetti valori elevati in partenza (4,7) dopo 1 mese di trattamento e' sceso a 2,9 e dopo 60 giorni a 2,79. Riguardo i valori antiossidativi, la tocoferolemia che inizialmente era al di sotto della norma (VN 11,7 ± 1,8µg/ml), risaliva a 15 µg/ml dopo 30 giorni e a 17,1 µg/ml dopo 60 giorni di terapia. Gruppo soggetti HIV positivi. Nei 51 soggetti HIV positivi affetti da dermatite seborroica sono risultati prevalenti gli uomini (84,3%) rispetto alle donne (15,7%) mentre in entrambi i gruppi l'eta' a maggiore prevalenza era la 2a e 3a decade di vita ; l'eta' media nelle donne, 30,2 anni, contro 25,8% degli uomini, e media di 28 anni. Il trattamento dietetico-farmacologico condotto per tre mesi ha mostrato una riduzione della sintomatologia clinica in tutti i soggetti. In particolare il sintomo desquamazione, presente nel 100% dei soggetti inizialmente, si registrava nel 50% dei soggetti dopo 1 mese, nell'8% a due mesi, persistendo nel 20% dei soggetti a tre mesi. Analogamente il prurito presente inizialmente nel 100% dei pazienti persisteva nel 30% dei soggetti dopo un mese di terapia, nel 10% a 2 mesi e praticamente risultava assente in tutti i soggetti dopo tre mesi di terapia. L'eritema assai evidente in tutti i pazienti inizialmente, era presente nel 60% dei soggetti a un mese, per scendere al 20% a due mesi e solo nel 17% dei soggetti dopo tre mesi di terapia. La media delle tre percentuali valutata a 30, 60 e 90 giorni ha mostrato fino a due mesi valori sovrapponibili o appena superiori a quelli dei soggetti HIV negativi . I dati biochimici plasmatici dei soggetti HIV positivi affetti da dermatite seborroica hanno dimostrato una piu' lenta tendenza alla normalizzazione rispetto ai soggetti HIV negativi delle frazioni di PL-FA, in particolare di PL-SAT, PL-PUFA e dell'indice C18:2/C20:3-C20:4. In particolare quest'ultimo tendeva sia nei controlli a 30 e 90 gg. a valori prossimi ai fisiologici (vn 1,4-1,8). Per quanto riguarda lo studio antiossidativo la tocoferolemia raggiungeva e anche superava i valori della norma gia' a 30 giorni cosi' come era stato osservato negli HIV negativi. In questi soggetti poi e' stata anche valutata la vit. E linfocitaria che, nei controlli effettuati a 30, 60, e 90 giorni ha mostrato una tendenza progressiva verso il range di normalita', raggiungendo al 90° giorno valori medi di 62 ng/ml cell. Anche la GSH-Px e il GSH eritrocitari hanno fatto rilevare una progressione simile. Conclusioni L'analisi dei risultati della sperimentazione clinica svolta comporta tre rilievi fondamentali: a) il riscontro nei soggetti HIV negativi e soprattutto in soggetti HIV positivi di un deficit biochimico sistemico, caratterizzato da alterati valori plasmatici dei PL-PUFA, Vit. E e della GSH e GSH-Px eritrocitari; b) l'efficacia del trattamento terapeutico impiegato consistente nell'associazione di una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi con il prodotto sperimentale dietetico; c) la normalizzazione delle alterazioni biochimiche e la contemporanea regressione delle manifestazioni dermatitiche, con valori di risoluzione del 93% nei 545 soggetti HIV negativi e dell'88% nei 51 HIV positivi. Dovra' essere poi chiarita in studi successivi la mancata risposta al trattamento terapeutico rilevato in circa il 12% dei soggetti della sperimentazione (malassorbimento di ac.grassi essenziali?). Emerge infine il problema del follow-up e delle recidive, da prevenire con l'impiego di una posologia ridotta e preventiva del farmaco oppure con dosi piene al momento della recidiva. In ogni caso una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi dovrebbe essere mantenuta e andrebbe effettuata una periodica valutazione degli specifici esami biochimici. Bibliografia su richiesta



 

 

 

 


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