Il trattamento della pelle secca
Purtroppo l’uomo non puo' vivere in un ambiente costantemente favorevole all’idratazione
della sua pelle. Al contrario si stanno diffondendo comportamenti e ambienti in
contrasto con la naturale fisiologia cutanea (basti pensare al largo uso dell’aria
condizionata). Percio' si impone il ricorso a prodotti cosmetici. Lo strato
corneo, nella cute secca, va incontro a fenomeni di disidratazione,
delipidizzazione e ispessimento (ipercheratosi). Un approccio per ripristinare
la barriera cutanea e' di includere nei cosmetici lipidi compatibili con quelli
interstiziali del corneo (colesterolo, cerebrosidi, glicolipidi, ecc.). Non e'
pero' sufficiente aggiungere grassi alla superficie cutanea, ma e' anche
necessario stimolare le cellule epidermiche a sintetizzare lipidi che percolino
a riempire gli spazi intercellulari dello strato corneo.
Conclusione
La ricerca dermocosmetica si e' rapidamente evoluta soprattutto negli ultimi 50
anni. La disponibilita' di molte sostanze emollienti ha reso possibile una
grande crescita del settore "idratazione" nell’industria cosmetica.
Le attuali tendenze portano a un recupero cosmetico della normale funzionalita'
cutanea, abbinando il desiderio di "bellezza" a effetti
"medicamentosi" piu' significativi, come il ritardo del
fotoinvecchiamento e la prevenzione foto-oncologica. Si e' notato come
recentemente siano stati messi a punto prodotti cosmetici funzionali che
coniugano l’attivita' puramente idratante con azioni antiossidanti o
antiflogistiche, grazie alla scoperta e all’utilizzo di molecole sempre piu'
innovative.
I FATTORI PIU' IMPORTANTI
Per comprendere la secchezza cutanea e' necessario approfondire la conoscenza
dello strato corneo e delle altre strutture importanti per l’idratazione
cutanea: il film idrolipidico di superficie e la barriera cutanea.
Lo strato corneo
e' un costituente epidermico sottoposto a notevole stress ambientale, che
possiede numerose proprieta' meccaniche, essendo alla base della funzione
barriera della pelle. Una sua caratteristica e' la capacita' di fissare acqua,
grazie alla ricchezza di alcuni componenti come il lattato di sodio, i
mucopolisaccaridi, le esosamine, ecc. Nello strato corneo l’acqua si trova
libera oppure associata, tramite legami idrogeno o covalenti, alle proteine (involucrina,
loricrina, filaggrina) di membrana dei corneociti (per il 20%) e ai lipidi
interlamellari (per il 30%). L’idratazione dello strato corneo e' in costante
equilibrio sia con l’ambiente esterno sia con il microambiente cutaneo
sottostante. Grazie al suo progressivo disfacimento, lo strato corneo libera
nell’interstizio molecole che, insieme ai componenti elaborati dalle ghiandole
sebacee e sudoripare contribuiscono a formare l’ NMF (natural moisturizing
factor), che rappresenta quindi un complesso di sostanze igroscopiche e
idrosolubili contenute nell’interstizio intercorneocitario. L’NMF riveste un
ruolo molto importante nell’idratazione, tanto che una sua carenza implica una
perdita idrica nel corneo stimata attorno al 25% e una riduzione di elasticita'
del 66%. L’NMF e' cosi' costituito:
- aminoacidi (40%);
- PCA (acido pirrolidone carbossilico sotto forma di sale di sodio e potassio)
(12%).
- e' sintetizzato nell’epidermide a partire dall’acido glutammico;
- acido lattico (presente come lattato di sodio) (12%); appartiene alla famiglia
degli alfa-idrossi-acidi;
- urea (7%): molecola a duplice azione: idratante a concentrazioni inferiori al
10%,cheratolitica a concentrazioni superiori. Il suo uso e' pero' gravato da una
modesta capacita' irritativa;
- NH-3, acido urico, glucosamina, creatinina (1.5%);
- citrato (0.5%);
- Na, K, Ca, Mg, Cl (18.5%);
- zuccheri, acidi organici, peptidi, materiali vari non meglio definiti
chimicamente (8.5%).
Il film idrolipidico di superficie
e' prodotto dall’attivita' delle ghiandole sebacee, sudoripare e dalla perdita
di acqua transepidermica. Scorre poi nei solchi della pelle fino a distribuirsi
in modo piu' o meno uniforme, a seconda delle aree cutanee. e' costituito da:
sebo, detriti cellulari, sostanze di derivazione batterica, acqua e materiale
esogeno. e' indispensabile nel mantenimento dell’omeostasi cutanea perche'
determina la resistenza agli agenti aggressivi ambientali (chimici o
microbiologici) e contribuisce alle proprieta' plastiche dell’epidermide.
La barriera cutanea
La pelle regola il passaggio di elettroliti e acqua verso l’esterno e previene
l’entrata di sostanze esterne grazie a una sua azione di barriera. Essenziali
per adempiere a questa funzione sono sia il contenuto cellulare dei
cheratinociti, sia il materiale lipidico a loro inframmezzato. Quando una o
entrambe queste componenti sono alterate, la funzione barriera viene meno e
avviene un passaggio transepidermico di gas, sostanze chimiche ed elettroliti. L’alterazione
di barriera porta a modificazioni cutanee incompatibili con lo stato di salute e
si instaurano dermopatie di varia natura. La barriera della cute e' spesso
danneggiata anche da manovre quotidiane (come lavaggi ripetuti) o da lavori in
ambiti professionali a rischio (imprese di pulizia, chimici, sanitari, ecc.).
I TRATTAMENTI SPECIFICI IDRATANTI
1) Umettanti: aumentano la ritenzione di acqua dall’esterno nel corneo l’NMF
i polioli: sono piccole molecole con numerosi gruppi idrossilici (idrofilici)
fortemente igroscopiche. Comprendono il glicerolo, il sorbitolo e il glicole
propilenico (quest’ultimo possiede capacita' idratante a concentrazione
inferiore al 10%, cheratolitiche se a concentrazione superiore al 40%);
macromolecole che, pur non penetrando nel corneo a causa del loro peso
molecolare, sono fortemente igroscopiche e formano un film semipermeabile di
superficie; glicosaminoglicani (GAG): si trovano naturalmente nella sostanza
fondamentale di tutti i tessuti connettivi (cartilagini, derma, ecc.), dove
formano gel idrati. Possiedono un grande numero di gruppi idrossilici che
conferiscono loro ottime capacita' di trattenere acqua. Comprendono l’acido
ialuronico e il condroitin solfato, che sono polisaccaridi; collagene e
elastina: sono le strutture proteiche piu' importanti dei tessuti connettivi
(compreso il derma). Queste proteine sono di solito usate in forma denaturata o
idrolizzata, assumendo proprieta' igroscopiche; DNA, la cui idrofilia deriva
dall’abbondanza di gruppi fosfato. e' usato in cosmetologia in forma
denaturata e parzialmente idrolizzata; liposomi: sono piccole vescicole di
50-500 nm. di diametro circondate da una o piu' membrane a doppio strato di
fosfolipidi. All’interno si trova materiale in fase acquosa. Un’ulteriore
evoluzione e' rappresentata dai niosomi, dove i fosfolipidi di membrana sono
costituiti da lipidi amfifilici non ionici di sintesi. I liposomi hanno elevata
affinita' per lo strato corneo e apportano una profonda idratazione grazie alla
somiglianza delle loro membrane con il cemento intercorneocitario epidermico.
2) Filmogeni: riducono la perdita idrica transepidermica mediante un film
occlusivo lipidico.
Sono costituiti da sostanze variamente oleose che agiscono producendo
indirettamente una impermeabilizzazione della superficie cutanea e impedendo cosi'
la perdita d’acqua nell’ambiente esterno (perspiratio insensibilis). Si
ottiene, in altre parole, un’idratazione "endogena". Sono
fondamentalmente emulsioni olio in acqua (O/A) o acqua in olio (A/O). Dopo la
loro applicazione la fase acquosa evapora e la restante fase oleosa forma un
film piu' o meno occlusivo sulla superficie cutanea, riducendo conseguentemente
la perdita transepidermica di acqua. Ovviamente le emulsioni A/O sono le piu'
oleose e le piu' occlusive. Recentemente sono state sviluppate emulsioni
plurifasiche O/A/O e A/O/A, con proprieta' idratanti maggiori rispetto alle
formulazioni tradizionali. La fase oleosa delle emulsioni puo' comprendere:
idrocarburi: vaselina, paraffina, peridrosqualene;
siliconici;
oli di derivazione animale o vegetale;
alcooli grassi (stearico, palmitico);
cere: sono esteri di acidi e alcooli grassi a lunga catena;
lanolina, secreta dalle ghiandole sebacee della pecora, e' un complesso di
esteri e poliesteri.
3) Molecole cosmetologicamente attive naturali o di sintesi
Sono sostanze che vengono continuamente aggiornate sulla base di ricerche
specifiche, ma anche di pressioni di mercato e di domanda da parte dei
consumatori. Alcune molecole sono state studiate farmacologicamente con trials
clinici e la loro efficacia e' stata dimostrata. Per altri composti, purtroppo,
valgono solo considerazioni empiriche-popolari senza alcun fondamento
scientifico e si trovano al di fuori della cosiddetta evidence based dermatology.
Stati estremi di cute secca, sconfinanti con le ipercheratosi, possono essere
trattati con sostanze cheratolitiche quali:alfa-idrossi-acidi: acidi organici
che includono l’acido lattico, glicolico, malico, tartarico, citrico,
gluconico, mandelico, salicilico. Queste molecole hanno proprieta' idratanti a
basse concentrazioni e riducono la coesione corneocitaria alla base dello strato
corneo. A elevate concentrazioni predomina l’azione cheratolitica, con effetto
negli strati epidermici piu' profondi e anche nel derma papillare e reticolare;
glicole propilenico
urea.
Altri ingredienti cosmetologici di comprovata efficacia.
Cera d’api. Numerose le specie di api in grado di produrre cera: Apis
mellifera, cerana, dorsata, laboriosa, florea, andreniformis. La cera e'
costituita da piu' di 80 diverse sostanze definite cromatograficamente. Si
presenta come una sostanza grassa, molle, untuosa, di odore gradevole; e'
frequentemente utilizzata in dermocosmesi per preparati utili per la cute
xerotica. Dalla cera d’api e' stata recentemente estratta una miscela di
alcooli a alto peso molecolare denominata D-002 che, tra i suoi componenti
principali contiene il triacantolo. In studi sperimentali su ratti e' stata
dimostrata una modesta attivita' anti infiammatoria del D-002 se tale composto
viene somministrato per bocca, effetto verosimilmente mediato dal leukotriene
B4.
Acido glicirretico: e' una sapogenina derivata dalla radice della liquirizia.
Possiede capacita' antiflogistiche, tanto che studi clinici controllati ne hanno
dimostrato l’efficacia nel trattamento di forme eczematose subacute-croniche.
Butirospermum: ottenuto dai semi del Butyrospermum parkii; e' un insieme di
sostanze oleose con proprieta' emollienti e antiflogistiche.
Bisabololo: e' un estratto essenziale dell’olio di camomilla, dotato di
effetto anti infiammatorio.
Allantoina: chimicamente definita come 5-ureido-idantoina, e' una diureide dell’acido
gliossilico. e' strutturalmente correlata con l’urea, con cui condivide gli
effetti cosmetici. e' presente nel liquido allantoideo, nell’urina fetale, in
molte piante e nelle urine di molti mammiferi (con esclusione dell’uomo e
delle scimmie antropomorfe). e' la sostanza attiva nella terapia larvale. L’allantoina
si e' dimostrata attiva come cicatrizzante, ammorbidente, cheratolitico. Essa
favorisce l’idratazione cutanea e il distacco dei corneociti.
Tocoferolo: la vit.E viene usata sia per via sistemica, in associazione con l’acido
ascorbico per bloccare la formazione di nitrosamine, composti cancerogeni, sia
topicamente come idratante naturale. Possiede attivita' antiossidante e previene
lo stress ossidativo prodotto dai radicali liberi sulle membrane cellulari.
Partecipa direttamente alla costituzione delle membrane fosfolipidiche. Come
ampiamente dimostrato, i raggi ultravioletti inducono formazione di perossidi
nella loro interazione con la cute. L’uso locale di tocoferolo riduce
sperimentalmente il danno attinico cutaneo migliorando indirettamente l’elasticita'
e contrastando l’invecchiamento della pelle. Un recente studio suggerisce un
ruolo di protezione foto-cancerogena al tocoferolo quando incorporato in schermi
solari. Studi autorevoli hanno dimostrato che il tocoferolo e' una molecola in
grado di penetrare in profondita' nella pelle, fino al derma.
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