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La psoriasi e l'immunologia
Oggi si sa molto di piu' sul ruolo svolto dal Sistema Immunitario Cellulare nella patogenesi della Psoriasi, ma la materia
e' veramente molto complessa
del Prof. Pietro Cappugi Universita' di Firenze
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Da diversi anni si studia con maggiore attenzione il ruolo assunto dal Sistema Immunitario Cellulare nello scatenarsi della Psoriasi. Tant'e' che diversi autori considerano questa dermopatia cronica come una malattia autoimmune
organospecifica, mediata da cellule attivate del Sistema immunitario. Secondo questo approccio la Psoriasi sarebbe pertanto simile ad altre malattie immunomediate come il
Crohn, l'Artrite Reumatoide, la Sclerosi multipla, o anche l'inizio del Diabete giovanile. A conferma di
cio' il fatto che nelle placche psoriasiche, l'infiltrato nella epidermide e' costituito da neutrofili e da
mononucleati, mentre nel derma prevalgono i leucociti mononucleari, sia sotto forma di Linfociti T che di Cellule dendritiche
DCs. Inoltre, nelle venule l'endotelio
e' attivato e vi aderiscono linfociti, monociti e neutrofili, presentando ICAM-1 pari a CD54
(intracellular adhesion molecule 1) e VCAM-1 pari a CD106 (vascular cell adhesion
molecule) ed E-selectin(CD62E).
E' opinione degli esperti che l'infiltrato in aggregati di leucociti
mononucleati, linfociti T e cellule dendritiche DCs nel derma
puo' funzionare da tessuto linfoide organizzato che perpetua l'infiltrato immune nella placca
psoriasica. In molti concordano che le cellule effettrici dell'immunita'
''innata'' nelle lesioni psoriasiche includerebbe i neutrofili, le cellule
dendritiche, plasmocitoidi e i CD11c+DCs. Le chemochine IL-8 e il regolatore di crescita oncogeno
''a''(GRO-a = CXCL1) e probabilmente la proteina S100A7/A8/A9, derivanti dai cheratinocidi produce un gradiente chemotattico per la migrazione dei neutrofili dell'epidermide. Va inoltre ancora chiarito il ruolo delle Cellule dendritiche BDCA-2+ CD123+plasmocitoide
DCs.
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Ci rendiamo conto che il discorso non
e' assolutamente semplice e potrebbe rimanere confinato agli addetti ai lavori, Per questo tentiamo una spiegazione che prende a spunto la tradizionale relazione orientale fra lo Yin e lo
Yang. Sono due i tipi cellulari fondamentali che interagirebbero nella formazione di una lesione
psoriasica: i cheratinociti e i leucociti mononucleati. L'espressione genica di questi due tipi cellulari sono influenzati da distinti geni di
suscettibilita' per la psoriasi. La relazione potenziale nelle lesioni psoriasiche
e' caratterizzata dal bilanciamento tra l'attivazione dei tipi cellulari dell'immunita' innata (leucociti,
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fagociti e
DCs) e acquisita (cellule T) che agiscono sui cheratinociti e i fattori prodotti dai cheratinociti epidermici che agiscono sui linfociti T e sulle cellule dendritiche
DCs. Il sistema bidirezionale di informazioni tra le cellule nelle placche psoriasiche si muoverebbe secondo il criterio di bilanciamento reciproco proprio dello yin e dello
yang. In altre parole, nella placca psoriasica matura c'e' una stretta interdipendenza dell'infiltrato infiammatorio dell'epidermide e del derma,
cosi' come c'e' un bilanciamento tra il sistema immune innato e immune acquisito. Le Chemochine prodotte dai cheratinociti nell'epidermide agiscono sia sul sistema immune innato che su quello acquisito, stimolando le cellule dendritiche
DCs, i neutrofili e la secrezione di mediatori innati ma anche i linfociti T. I cheratinociti liberano anche citochine e fattori di crescita, portando il gene alterato del cheratinocita a esprimersi con una iperplasia rigenerativa, ma anche all'induzione di molecole di adesione per le cellule T e per i cheratinociti stessi. Di ritorno, le citochine derivate dal sistema immune agiscono sui cheratinociti sia per indurre l'espressione di geni infiammatori e della proliferazione, inoltre il tessuto linfoide nel derma della placca
psoriasica, le molecole del sistema immune innato e cquisito interagiscono fra loro. Va inoltre aggiunto che i fondamenti genetici conosciuti nella psoriasi sono complessi, con10 o
piu' loci di suscettibilia' e questi, probabilmente, interagiscono con i vari fattori ambientali che a loro volta agiscono sulla pelle e sul sistema immune. Un discorso a se stante meriterebbe l'analisi della rete d'interazioni delle citochine e dei fattori di crescita nelle lesioni
psoriasiche. Altrettanto va
detto a riguardo dei Fattori Genetici predisponenti che si distingono in
''Disease specific genes'' e in ''severity genes''. I primi modulano l'espressione clinica della malattia, i secondi ne influenzano la
gravita', l'estensione, la risposta infiammatoria e immunologica. Negli ultimi decenni,
e' stata ben documentata l'associazione fra psoriasi e specifici antigeni del sistema maggiore
d'istocompatibilita' (MHC), complesso localizzato sul braccio corto del cromosoma 6, all'interno del MHC umano o HLA. Nei primi anni ‘70, fu individuata l'HLA-B13 ma anche il B17, successivamente l'associazione con gli antigeni HLA-Cw6 e Cw7, nel 1982 fu dimostrata l'associazione con
l'aplotipo HLA-DR7. Oggi si ritiene che l'HLA-Cw6 sia implicato nello sviluppo della psoriasi con un rischio 10 volte superiore ai Cw6 negativi, e che predispone all'esordio della malattia in
eta' generalmente inferiore ai 40 anni.La forma a insorgenza precoce o Tipo 1 Cw6+ si associa ad altri aplotipi HLA, B13, B17, Bw57, DR7 prima dei 40 e corrisponde a forme altamente familiari. Il tipo
II, dopo i 40 anni, non associato a familiarita', documenta aplotipi Cw2 e B27 (articolare,
ungueale). E' da notare che la psoriasi e' la sola malattia infiammatoria cronica che ha una forte associazione con
HLA-Cw, e circa 2/3 dei pazienti sono portatori dell'allele HLA-Cw*0602. Recentemente Cw6 associato a forma
piu' grave, per estensione ed elevato fenomeno Koebner, peggiora durante le infezioni faringee ed
e' associata nel 100% dei casi con la psoriasi guttata poststreptococcica dei bambini. Viene documentato infine che nella psoriasi artropatica
e' frequentemente riscontrato l'HLA B27. In conclusione, e' innegabile il ruolo del sistema immunitario nella psoriasi e
cio' spiega e dimostra anche il fatto che questa dermopatia cronica possa essere trattata mediante agenti biologici selettivi per il bersaglio immunologico o attraverso il blocco dei suoi
attivatori.
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