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La psoriasi una patologia spesso patologia ignorata
La distanza fra i bisogni dei cittadini e la politica
parlata dovrebbe preoccupare la nostra classe dirigente non solo durante i
dibattiti televisi, ma nello svolgersi della vita quotidiana. Perché i
malati di psoriasi votano e un giorno potrebbero anche stancarsi
(Dott. Salvatore Chimenti,
Specialista Medicina Interna, Bari)
Ci sono situazioni in cui al cronista verrebbe voglia di urlare la propria
rabbia senza attendere di sedersi alla scrivania per buttare giù il pezzo. Poi,
spesso, capita che il tempo smorza la propria indignazione e, in nome del quieto
vivere si finisce per scrivere qualcosa di accomodante che non crea problemi né
a se stessi né al giornale, ma che non fa certo onore alla verità dei fatti e
alla professione. Per riassumere in una frase le emozioni vissute durante il
Congresso Internazionale Psoriasi: problema medico e sociale, organizzato dall’
A.DI.PSO (Associazione per la difesa degli psoriasici, Via Tacito 90, 00193
Roma, tel/fax 06-3211545), tenutosi a Roma dal 25 al 27 novembre 1999,
basterebbe una frase: Politici, vergogna!!! E vi spieghiamo perché. L’iniziativa
presa, con grande impegno e professionalità, dai familiari dei malati di
psoriasi coincideva con il decimo anniversario della nascita dell’Associazione
e voleva costituire un momento di confronto fra pazienti, medici e politici i
quali avevano assicurato in massa la loro partecipazione. E invece quando la
Presidentessa dell’Adipso, la dott.ssa Mara Maccarone è salita sul palco per
dare inizio ai lavori, aveva in mano un pacco di telegrammi che sembravano
scritti con la carta carbone. Così nell’ordine sono state lette a alta voce
le scuse per non aver potuto partecipare inviate dal Presidente della Regione
Lazio Piero Badaloni, dal Presidente della Camera dei deputati, Luciano
Violante, del Senato, Nicola Mancino, del Presidente del Consiglio Massimo D’Alema,
del Ministro della Sanità, Rosy Bindi, dell’On. Angelo Natali della
commissione antimafia, e dell’Assessore alla sanità del Comune di Roma. Tutti
inevitabilmente costretti a saltare l’importante manifestazione per
sopravvenuti impegni. E ha fatto sorridere il tentativo dell’unico
parlamentare presente, l’On. Jas Gawronski, che portava i saluti del capo dell’opposizione,
Silvio Berlusconi, che, parole sue, "se ce la farà cercherà di passare
questa sera per darvi un saluto". Un tentativo quasi patetico di far
apparire meno profonda quella distanza fra cittadini e mondo della politica che
nei dibattiti sembra tanto preoccupare i nostri politici, ma che nei fatti
appare sempre più incolmabile. Perché quei 2-3 milioni di italiani che
soffrono di psoriasi non erano certamente tutti presenti al Congresso di Roma,
ne avevano a disposizione una televisione per presentare le proprie storie o un
partito per porre le proprie condizioni, ma non sono cittadini di serie B e alla
prossima elezione verranno sollecitati a dare fiducia, a votare, a non
allontanarsi da quella politica che costantemente li ignora e li offende. Se
fossero venuti avrebbero sentito richieste semplici ma concrete come quella
posta da Giovanni Cuzzocrea, rappresentante della Calabria, che denuncia la
mancanza di un servizio di dermatologia in tutta la ASL di Palmi, o da Giacomo
Scira, siciliano, che ogni giorno si batte per convincere i genitori dei bambini
"sani" che a scuola la psoriasi non è contagiosa, e intanto stenta a
ottenere un locale per le riunioni dell’associazione. E avrebbero dovuto
pazientemente sopportare la dura filippica contro di loro fatta dal pugliese
Tonino Stramaglia, che ha chiesto una maggiore spesa per la ricerca scientifica.
Ma come detto, all’appello c’erano i familiari, molti medici ma nessun
politico, così probabilmente la psoriasi resterà per molti di loro quella
patologia ignorata che i pazienti denunciano. Perché solo chi non conosce il
decorso cronico di questa dermatite può pensare che l’unica forma invalidante
"per legge" sia la psoriasi pustolosa grave. Oltre l’amarezza resta
comunque il successo della manifestazione scientifica e nelle orecchie la
domanda posta da un paziente: ma i politici non si ammalano mai? (G.B.)
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