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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Rebibbia apre le porte al trattamento dei malati di psoriasi

Creato all'interno del Carcere romano un Centro pilota per il trattamento dei detenuti psoriasici con i nuovi farmaci biologici

di Riccardo Gatto

In italia l'incidenza della Psoriasi e' pari al 3% della popolazione, corrispondente all'incirca a 1 milione e 600 mila persone malate. ''Tale dato - afferma il Dr. Pasquale Fra­scione, Responsabile SSD Derma­tolo­gia IRE-IFO e consulente del carcere di Rebibbia - aumenta tra i detenuti dove si arriva anche al 5%''. In una affollata conferenza stampa, resa possibile dal contributo dell'azienda farmaceutica Wyeth, e' stato pertanto presentato il Centro Pilota Psocare nel ''Nuovo complesso'' dell'Istituto di Pena romano. Un passo decisivo verso il superamento delle difficolta' rappresentate dallo stato di detenzione per la cura della psoriasi, che in carcere si presenta di sovente anche in forme piu' gravi rispetto al resto della popolazione. I pazienti psoriasici vivono gia' disagi psicologici come depressione, stress e ansia, accompagnati da un aumento della vulnerabilita' emotiva e da una diminuzione dell'autostima, l'esperienza dimostra che quando si trovano in carcere, queste condizioni tendono notevolmente ad aggravarsi. Non mancano casi in cui i detenuti affetti da patologia si vergognino nel mostrarsi ai propri compagni di reclusione, temendo la derisione o peggio la discriminazione; e in una struttura che si propone come obiettivo quello di cercare di riformare il comportamento di individui che sono stati allontanati dalla societa', qualsiasi malattia che possa esser fonte di isolamento e di ulteriore sofferenza non puo' essere tollerato. ''Vogliamo quindi garantire anche a loro le cure migliori in circolazione - dichiara il Dr. Sergio Fazioli direttore della struttura di detenzione - e assicurare la continuita' della terapia: terminato il periodo di detenzione il paziente potra' proseguire il piano terapeutico all'interno del Sistema Sanitario Nazionale''. ''I farmaci biologici - ha spiegato il prof. Sergio Chimenti, Direttore della Clini­ca Der­ma­tologica dell'Universita' Tor Ver­ga­ta – ''co­stituiscono un'innovazione straordinaria nel campo della dermatologia agendo in modo selettivo sul sistema im­munitario, e ora saranno disponibili ol­tre che nei 147 Centri Psocare che vanta il nostro Paese, anche in questa struttura di riabilitazione: a ogni paziente verra' assegnato un codice (psocard) che, dopo la de­tenzione, seguira' il pa­ziente negli spostamenti sul territorio nazionale''. Tali farmaci si dividono in due gruppi di terapie: molecole il cui target e' il linfocita T (efalizumab) e molecole il cui target e' il TNF (adalimubab, infliximab, etanercept) e sono stati da alcuni anni autorizzati dal­l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il centro Psocare di Rebibbia nasce con il supporto delle societa' scientifiche dermatologiche (SIDeMaST e ADOI), dell'Associazione dei pazienti (ADIPSO) e del Gruppo Studi GISED, e rappresenta un esperimento che potra' essere riprodotto in altre case circondariali italiane.



 



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