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riflessioni sul sole
Ancora molto c’e' da sapere sull’atteggiamento che abbiamo verso il sole. Alcuni spunti arrivano da una ricerca condotta dall’Universita' di Napoli
Da anni ci si chiede se le campagne di educazione per una esposizione intelligente ai raggi solari stiano raggiungendo qualche risultato. Fra gli esperti i pareri sono discordi: ci sono i pessimisti che temono che nulla si possa fare contro le lusinghe e seduzioni collegabili a una bella
abbronzatura, mentre altri sono convinti che, a forza di messaggi corretti, la popolazione italiana, e soprattutto le mamme, si sia raggiunto un livello di coscienza maggiore e che i comportamenti, seppure lentamente, stiano cambiando per il meglio. Difficile dire chi abbia ragione, soprattutto perche' i dati che emergono dalle ricerche valutano piu' l’atteggiamento che il comportamento degli intervistati. Ciononostante, questi strumenti di lavoro sono essenziali per migliorare qualsivoglia strategia di prevenzione e comunicazione e vanno letti con grande attenzione perche' forniscono spunti di notevole importanza. e' il caso dell’indagine condotta dai
Proff. Giuseppe Monfrecola e Gabriella Fabbroncini, dermatologi dell’Universita' di Napoli, in collaborazione con la Johnson
& Johnson, che hanno intervistato 600 adulti, in eta' compresa fra i 22 e i 52 anni, 37% maschi e 63% donne. Solo 556 questionari si sono rivelati utili all’indagine e hanno mostrato una netta prevalenza degli utilizzatori di protettori solari 458 (82,4%) rispetto ai non utilizzatori 98 (17,6%). Alcuni dati sociodemografici interessanti: chi usa i solari e' mediamente piu' giovane di 4 anni, non mostra differenze in titolo di studio, ne' attivita' lavorativa, a eccezione di una prevalenza fra le casalinghe (17% vs 6%). Notevole invece il dato sullo stato civile: i coniugati tendono a proteggersi di meno (58% vs 44%) mentre circa il 50% dei consumatori di solari sono nubili e celibi contro un 35% dei non utilizzatori. Ma passiamo a vedere quali sono le conoscenze del consumatore rispetto al proprio
fototipo. Il 73% di chi compra un protettore asserisce di conoscere il proprio fototipo (principalmente II e
III), a confronto di un 57% che si attribuisce un fototipo IV e decide di fare a meno di un filtro. Alla richiesta se sanno cosa significhi Fattore di protezione, il 66% dei primi dice di si, vs il 42 %, ma pochi sanno darne una definizione precisa. La maggior parte lo identifica con il concetto di barriera o di schermo e oltre il 70% delle due popolazioni si lamentano che la terminologia e' troppo complicata. Passiamo ora al rapporto che gli italiani hanno con il sole. Le esposizioni dirette avvengono durante il periodo estivo e sono concentrate soprattutto nel week-end. Il 38% non ha paura a sfidare le ore piu' pericolose (dalle 11 alle 15), mentre il 15% spende l’intera giornata sotto i raggi (dalle 8 alle 18). Il 44% del campione intervistato riferisce che si scotta facilmente, riportando rossore (43%), bruciore, prurito e desquamazione. Per l’11% il sole ha solo effetti positivi, il 17% lo ritiene assolutamente dannoso, mentre il restante 72% ritiene che abbini insieme effetti positivi e negativi: scottature (30%), tumori (30%),
foto-invecchiamento (26%), fotosensibilizzazione da farmaci o da cosmetici. Il solare viene utilizzato nei primi giorni dal 46%, dal 32% sempre, e dal 22% spesso.
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Il mercato dei protettori solari nel mondo (in US$)
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1999 |
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
crescita
1999/2003 |
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Stati Uniti |
Protettori
Autoabbronzanti
Doposole |
548
130
59 |
567
136
62 |
586
158
65 |
606
170
70 |
627
185
74 |
+3,4%
+9,2%
+5,7% |
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Germania |
Protettori
Autoabbronzanti
Doposole |
375
14
48 |
393
14
50 |
412
15
51 |
432
14
53 |
453
16
55 |
+4,9%
+4,4%
+3,4% |
| U.K. |
Protettori
Autoabbronzanti
Doposole |
200
11
26 |
206
12
27 |
212
13
28 |
218
14
30 |
224
15
31 |
+2,8%
+7,2%
+4,6% |
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Australia |
Protettori
Autoabbronzanti
Doposole |
38
6
1 |
40
6
1 |
42
6
1 |
44
6
1 |
45
7
1 |
+4,4%
+2,9%
= |
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Lo si compra per motivi di carattere preventivo (34% nei riguardi delle ustioni, 13% per i tumori cutanei), ma anche alla ricerca di valori aggiunti(efficacia conto le rughe, abbronzarsi meglio, mantenersi idratati, per stare di piu' al sole). Il consiglio piu' ascoltato e' quello del dermatologo (17%), del medico di famiglia (7%), del farmacista (6%). Oltre il 16% attinge notizie dai mezzi d’informazione. Lo cercano in Farmacia 36 persone ogni 100, 27 in Profumeria mentre acquistano altri prodotti, 25 nel supermercato per questioni di prezzo, e 10 nelle erboristerie perche' prediligono prodotti naturali. Meta' della popolazione decide l’acquisto all’inizio della stagione estiva, gli altri prima di partire per le vacanze. La scelta del Fattore di Protezione e' principalmente personale (62%) e solo parzialmente suggerita dal Dermatologo (14%) o dal Farmacista (10%). Piu' della meta' del campione preferisce una informazione in termini numerici, mentre per gli altri vanno meglio terminologie come massima o minima protezione. Solo un terzo cambia il Fattore di Protezione del solare durante il periodo di esposizione, diminuendolo per consentire una maggiore abbronzatura. Le parti del corpo piu' protette: il viso (39%), il decollete' (24%), il corpo (18%) e gli arti (19%). Il veicolo preferito dal 53% e' la crema, mentre scelgono il latte il 22% e l’olio il 20%, cresce la richiesta di uno spray (25%). Dal solare ci si aspetta: principalmente un’azione idratante, il prolungamento dell’abbronzatura, un’efficacia antirughe e antimacchie brune. Il 65% dei soggetti intervistati utilizza un dopo-sole per favorire l’idratazione cutanea, sentirsi piu' freschi e attenuare eventuali effetti dannosi dei raggi. Si comprano filtri solari anche per i propri figli ma non sempre si utilizza lo stesso prodotto per tutta la famiglia. Per i figli la protezione piu' adottata e' fra i 10 e 40
SPF. Solo il 10% preferisce puntare su un SPF 60. La scelta della marca e' del tutto personale (68%), suggerita dal Dermatologo (6%), dal Farmacista (6%), dalla pubblicita' (7%). Altri utili dati: chi non usa i solari lo fa perche' li ritiene inutili (37%), perche' ostacolano l’abbronzatura (20%), perche' ungono la pelle (17%), il vestiario (11%), o perche' creano una inestetica patina biancastra (4%). Per finire, una
curiosita': l’arancione e' il colore che i clienti pensano che meglio si adatta a un protettore solare.
(L.Z.)
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