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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012

 


Salute del piede

Una cattiva salute del piede dell’anziano puo' favorire cadute e fratture. La prevenzione e' multidisciplinare e coinvolge Geriatra, Ortopedico, Dermatologo e la nuova figura del Podologo

dr.ssa Nella Pulvirenti, Medico Dermatologo, Clinica Dermatologica, Universita' di Catania

Sempre più la scienza medica considera le problematiche patologiche e parafisiologiche connesse con l’invecchiamento in una visione complessiva sia di organismo che di organo. E cio' fa progressivamente emergere l’importanza della salute del piede come vero e proprio “tesoro” con il quale si “paga” la qualita' della vita dell’anziano. In particolare, dopo i 60 anni, l’insieme dei segni e dei sintomi a carico della cute e degli annessi ungueali del piede, viene riconosciuto come una sindrome che Luigi Uccioli della Clinica Medica dell’Universita' di Roma Tor Vergata chiama FAS - Foot Aging Syndrome: la Sindrome del Piede dell’Anziano, mettendo in evidenza tematiche, niente affatto banali, profondamente incidenti sul benessere, sulla qualita' della vita e, spesso, sulla salute e sulla vita stessa del soggetto anziano e delle quali, per questo, sara' fondamentale prestare molta maggiore attenzione per il prossimo futuro. L’obiettivo, innanzitutto, e' chiaro: individuare e controllare - in sostanza, riuscire a gestire - i disordini a livello del piede che caratterizzano la sindrome del piede dell’anziano, perche' cio' corrisponde a diminuire in maniera importante il rischio di caduta e l’incidenza di fratture. Un vasto campo di interventi, sia preventivi che curativi, mirato a contrastare l’insorgenza e la progressione di segni e sintomi dermatologici che, sul piano epidemiologico e' ormai chiaro, costituiscono un fattore di rischio crescente di caduta; il rischio tende poi ad aumentare in maniera esponenziale con l’aumentare dell’eta'. Le proiezioni delle Nazioni Unite indicano che, nel 2020, gli ultrasessantenni supereranno i 17 milioni in Italia - il 31% della popolazione - e i 185 milioni in Europa - il 26% della popolazione. Negli Stati Uniti i problemi del piede dell’anziano sono tra le prime 20 più comuni cause di ricorso a consulenza sanitaria. Le cadute traumatiche e atraumatiche costituiscono la sesta causa di morte per gli ultra 65enni, oltre a determinare un progressivo declino delle funzioni e della qualita' della vita. In questa ottica, l’osservazione dermatologica diviene determinante. La pelle del piede gia' di per se' grandemente sollecitata, per periodi sempre prolungati, da una miriade di stimoli esogeni ben superiori a quelli che coinvolgono altri organi, e' un tessuto condizionato da problematiche endogene multifattoriali: dalle alterazioni degenerative a carico dell’apparato muscolo-tendineo, cartilagineo e osseo, si aggiungono le alterazioni del sistema endocrino, di quello nervoso periferico - sia somatico che autonomico - e ancor più di quello circolatorio. Basta pensare, a esempio, all’incidenza del diabete, dell’ipertensione, delle dislipidemie che, nella popolazione anziana vanno assumendo le caratteristiche di una epidemia; problematiche che spesso coesistono e si sinergizzano tra loro determinando conseguenze pesanti soprattutto a carico di un organo, come il piede, tanto sollecitato e nello stesso tempo cosi' “periferico”. Più segni e sintomi contemporanei all’esame dermatologico del piede, costituiscono un importante elemento predittivo di future cadute nell’anziano. Innanzitutto il dolore: diffuso, di tipo iperalgico, costantemente avvertito e riportato da più dell’ottanta percento dei soggetti sopra i 60 anni, ben distinto da quello dovuto ad alterazioni di tipo artrosico. Il dolore al piede incide poco sulle abilita' basali come lavarsi il viso e le mani, mangiare, vestirsi e spogliarsi, usare il bagno, alzarsi dal letto e distendersi, ma si associa significativamente a disabilita' nello svolgere attivita' più complesse quali fare il bagno o la doccia, tagliarsi le unghie dei piedi, cucinare, sbrigare le faccende domestiche, salire le scale, uscire per la spesa e lo shopping, camminare. In sostanza il dolore al piede diviene una causa rilevante di disabilita' funzionale in soggetti che di per se' sarebbero ancora in buona salute e modifica progressivamente la dinamica del passo con tutte le conseguenze negative che ne derivano per l’intero organismo. In genere il dolore al piede, avvertito dai soggetti anziani più in posizione eretta che a riposo e con una incidenza nettamente superiore nella donna rispetto all’uomo, e' significativamente associato ad alterazioni della cute; fissurazioni e ragadi che coinvolgono l’epidermide come conseguenza di stati di severa e perdurante secchezza, ipercheratosi più o meno diffuse in zone di pressioni eccessive, callosita' estese e tilomi localizzati. Con elevata frequenza l’integrita' biochimico-morfologica della barriera epidermica e il recupero delle proprieta' di barriera in condizioni di stress, si presentano entrambe compromesse; si osserva una ridotta coesione dei cheratinociti e una aumentata desquamazione, il contenuto lipidico cutaneo globale diminuisce, maggiormente a carico degli sfingolipidi e delle ceramidi. Tutto cio' puo' determinare, inoltre, una invasivita' facilitata da parte di dermatofiti con sviluppo di micosi localizzate alla cute del piede e alle unghie. Vi e' poi, come fattore addizionale del rischio di cadute, il deterioramento degli annessi cutanei e in particolare delle unghie del piede. Sullo stato delle unghie l’attenzione dermatologica deve essere massima; trascurare sintomi come le iniziali alterazioni della morfologia dell’unghia e del letto ungueale corrisponde, il più delle volte, a consentire l’instaurarsi di patologie anche gravi che tendono a cronicizzate con grande facilita'. Si pensi all’onicocriptosi, quello stato patologico dell’unita' morfo - funzionale unghia/letto ungueale, molto doloroso, caratterizzato spesso da formazione di tessuto iper-reattivo di natura granulomatosa. A carico degli annessi ungueali si rilevano, con elevata frequenza, sviluppo di ipertrofie, di deformita' e incurvature con presentazione della lamina inspessita, secca, fragile, facilmente aggredibile da lieviti e dermatofiti. A carico della componente vascolare periferica possono manifestarsi alterazioni arteriose con aumento del dolore della gamba e del piede, all’elavazione e a riposo, un significativo abbassamento della temperatura cutanea e presenza di rossore. Tipicamente i pazienti possono accusare crampi al polpaccio e all’arco del piede durante il movimento; la deambulazione e' disturbata fino a divenire claudicatio. Nel caso di patologia venosa il dolore alla gamba e al piede aumenta ad arto abbassato; il piede e' caldo. La cute presenta alterazioni pigmentarie e il cosi' detto edema pittato e' molto comune. Un effetto a lungo termine dell’insufficienza venosa e' l’indurimento cutaneo; nel caso di stasi venosa, prurito e bruciore sono i sintomi caratteristici. Le deformita' digitali, tanto frequenti oltre i 60 anni sia nella donna che nell’uomo, rappresentano i segni più evidenti di alterata funzionalita' muscolo-scheletrica e articolare, intrinseca all’invecchiamento. Insieme al dolore, oltre a generare disabilita' e ad alterare pesantemente la qualita' della vita, le deformita' digitali si accompagnano a un notevole aumento del rischio di caduta. Tra le patologie aggravanti, l’artrite infiammatoria determina un intenso dolore delle articolazioni metatarsofalangee, edema e dolore alla palpazione in sede plantare e dorsale. Eccessi di carico, obesita' e traumi contribuiscono ulteriormente a compromettere l’integrita' muscoloscheletrica e articolare riverberandosi pesantemente sull’integrita' della cute del piede. Il problema più comune associato alle deformita' digitali e' lo sviluppo di cheratosi dolorose sulle aree di prominenza e tra le dita. e' il caso, molto comune, dell’alluce valgo al quale si accompagna frequentemente borsite mediale, particolarmente dolorosa. L’alluce limitato nei suoi movimenti caratteristici o totalmente rigido, dovuto a lesione cartilaginea o a patologie infiammatorio-degenerative articolari, evoca dolore nella sua estensione e limita il movimento complessivo del piede. 





 

 



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