| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
 

articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


IL RITORNO DELLA SCABBIA

Di Paola Marrocco

Stiamo assistendo ad un ritorno di questa malattia infettiva soprattutto nelle grandi cittā. E non si tratta sempre di famiglie povere e con condizioni igieniche carenti. Il primo segno č il prurito

scabbia
Il Sarcoptes Scabie, un acaro della famiglia degli Artropodi

La scabbia e’ una malattia infettiva altamente contagiosa, l’agente causale e’ l’acaro (SARCOPTES SCABIEI) che e’ in grado di vivere e di riprodursi solo su ospiti a sangue caldo: uomo e animali. Gli acari della scabbia sono diffusi in tutto il mondo. La scabbia non e’ una malattia limitata alle classi povere, come vuole erroneamente la credenza popolare, ma tende a manifestarsi in individui di qualsiasi livello sociale, con qualsiasi tipi di occupazione e in ogni fascia di eta’.
La trasmissione interumana necessita di contatti intimi, prolungati, come puo’ avvenire nei rapporti sessuali, o per individui a stretto contatto gli uni con gli altri come avviene nelle scuole, nelle caserme, nei dormitori. ecc.
Gli acari sopravvivono per molto poco tempo al di fuori dell’ospite naturale, ecco perche’ il contagio indiretto per mezzo dei vestiti per esempio e’ raro.

Oltre all’acaro strettamente adattato all’uomo esistono numerose varieta’ che infestano animali d’appartamento (cani e gatti) o d’allevamento (maiale).
La trasmissione di queste scabbie di interesse veterinario all’uomo e’ un evento eccezionale per via dello stretto adattamento di ogni varieta’ al loro ospite. La scabbia si manifesta con epidemie cicliche a distanza di 30-40 anni l’una dall’altra. Il periodo di incubazione dura in media tre settimane(in caso di primo contagio); e’ molto piu’ breve, 1-3 giorni, in caso di reinfestazione;
La scabbia e’ caratterizzata da un sintomo soggettivo importate: il prurito. Quest’ultimo inizialmente localizzato in prossimita’ dei glutei e degli spazi interdigitali, in seguito diviene generalizzato e si aggrava di notte.
L’eruzione scabbiosa e’ caratterizzata clinicamente da un elemento patognomonico della malattia: il cunicolo. Questo corrisponde al percorso scavato dall’acaro femmina attraverso lo strato corneo dell’epidermide, e lo si puo’ osservare soprattutto a livello degli spazi intedigitali delle mani e in prossimita’ della superficie flessoria dei polsi.
Sempre a carico della cute del paziente infetto e’ frequente il riscontro di tutta una serie di manifestazioni aspecifiche: lesioni da grattamento, lesioni escoriate a volta con sovrainfezione batterica e croste.
Nella donna e’ frequente l’innteressamento dei capezzoli, mentre nell’uomo costituisce un elemento utile per la diagnosi la presenza di lesioni papulo-erosive molto pruriginose a livello dei genitali.

TRATTAMENTO: Il prodotto piu’ utilizzato in commercio e’ il Benzoato di benzile, esso deve essere applicato per quattro o cinque sere consecutive dopo il bagno su tutto il corpo, capo e collo esclusi. Dopo aver completato il primo ciclo di terapia puo’ essere necessario ripetere il trattamento per altre quattro o cinque sere per ottenere una completa guarigione. Importante e’ anche la disinfestazione della biancheria con lavaggi ad elevata temperatura e dei vestiti mediante polveri acaricide.
E’ importante che il trattamento sia esteso a tutte le persone che compongono il nucleo familiare.

BIOLOGIA E CICLO VITALE: L’agente responsabile della scabbia e’ un acaro appartenente all’ordine degli Artropodi. Come tutti gli acari trascorre tutte le fasi del ciclo vitale su animali a sangue caldo (uomo-animali), possiede quattro paia di zampe, e riesce ad invadere gli strati piu’ superficiali dell’epidermide, formando gallerie che si estendono a volte fino allo strato granuloso.
Le femmine a temperature superiori ai 20-25° C sono particolarmente mobili e sono quindi capaci di penetrare nell’epidermide, in appena 20 minuti, per una profondita’ di 2,5-3 cm. Ciascuna femmina depone dalle due alle quattro uova al giorno. Dopo circa cinque giorni fuoriescono le larve (larve d’acaro) queste ultime subiscono tre mutazioni prima di trasformarsi in elementi adulti , capaci di accoppiarsi ed iniziare cosi’ di nuovo la deposizione delle uova. Il ciclo vitale 14-17 giorni.



 

 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore