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Lipidi plasmatici e qualita' del sebo
Un importante ruolo nella eziologia della Dermatite
Seborroica risiede nei lipidi della ghiandola sebacea ma va studiato anche
il metabolismo lipidico in generale
Dott.ssa Monica Ottaviani Laboratorio di Fisiopatologia
Cutanea e Centro di Metabolomica Istituto Dermatologico San Gallicano, Romaa
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La patogenesi della Dermatite Seborroica non e' stata ancora
chiarita e diversi fattori, esogeni ed endogeni, vengono considerati come
possibili fattori patogenetici. La definizione “dermatite seborroica” puo'
facilmente indurre a pensare alla presenza di seborrea; in realta' i soggetti
affetti da tale dermatite non necessariamente presentano una secrezione sebacea
aumentata ne' e' stata dimostrata alcuna correlazione tra l'attivita' della
ghiandola sebacea e la suscettibilita' alla patologia. È innegabile che le zone
del corpo maggiormente colpite dalla dermatite seborroica siano comunque quelle
nelle quali vi e' una maggiore quantita' di lipidi di superficie cutanea, ossia
quelle zone ricche in ghiandole sebacee nelle quali oltre ai lipidi epidermici
si trovano anche i lipidi che costituiscono il sebo. Un diretto coinvolgimento
della ghiandola sebacea e/o della sua secrezione non puo' quindi essere escluso
ed eventuali alterazioni a carico della composizione del sebo devono essere
pertanto prese in considerazione tra i fenomeni associati all'insorgenza e
sviluppo della patologia. Come e' noto, i lipidi di superficie cutanea sono
costituiti da diverse classi lipidiche tra i quali gli esteri delle cere e lo
squalene rappresentano i lipidi caratteristici della sola secrezione sebacea. Lo
squalene, lipide specifico del sebo umano, presenta un elevato grado di
insaturazione che lo rende una molecola facilmente suscettibile a fenomeni
perossidativi. Il prodotto principale della reazione di ossidazione e' lo
squalene perossido che e' in grado di indurre reazioni di tipo infiammatorio.
L'importanza di mantenere bassi i livelli di squalene perossido nei lipidi
superficiali cutanei sembra essere confermata dal fatto che esiste una
correlazione diretta tra la quantita' di squalene e la quantita' di vitamina E,
principale antiossidante liposolubile veicolato attraverso la secrezione sebacea
sulla superficie cutanea. Recenti studi eseguiti nel nostro laboratorio sul sebo
di soggetti affetti da dermatite seborroica hanno messo in evidenza, confermando
dati ottenuti precedentemente, che il sebo di tali soggetti presenta una minore
quantita' di squalene. Tale diminuzione sembra essere dovuta a reazioni di
perossidazione che portano alla formazione di squalene perossido, quest'ultimo
e' infatti presente nel sebo dei soggetti affetti da dermatite seborroica a
livelli piu' alti rispetto a quanto riscontrato nel sebo di soggetti sani.
Parallelamente e' stata riscontrata anche una diminuzione nella quantita' di
vitamina E, ulteriore conferma di una alterazione di tipo ossidativo.
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La dermatite seborroica sembra quindi essere caratterizzata da
alterazioni qualitative della secrezione sebacea, alterazioni che
potrebbero giustificare, almeno in parte, la reazione infiammatoria
che si riscontra in corso di patologia. È possibile attribuire un
importante ruolo nell'insorgenza della patologia non solo ai lipidi
prodotti dalla ghiandola sebacea, ma al metabolismo lipidico in senso
generale; i soggetti affetti da dermatite seborroica presentano
infatti anche una diversa composizione, rispetto ai soggetti sani,
degli acidi grassi plasmatici. In particolare e' stato evidenziato un
deficit di acidi grassi poli-insaturi associato a una significativa
riduzione di vitamina E anch'essa plasmatica. Considerando le
alterazioni riscontrate sia a livello plasmatico sia a livello sebaceo
e' possibile ipotizzare che i lipidi epidermici che sono maggiormente
influenzati dagli acidi grassi presenti nel circolo ematico,
potrebbero non essere correttamente sintetizzati e dare luogo a
fenomeni desquamativi; la minore quantita' di vitamina E disponibile
potrebbe non essere sufficiente a garantire al sebo una protezione
antiossidante efficace portando alla formazione di squalene perossido
con conseguente sviluppo di una reazione infiammatoria. Approcci
terapeutici di tipo sistemico in grado di fornire una
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Diversi casi di dermatite seborroica
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protezione antiossidante e in grado di intervenire a
livello del metabolismo lipidico, in particolare a livello della sintesi degli
acidi grassi, potrebbero quindi rivelarsi efficaci sulla base dei markers
biochimici messi in evidenza nella dermatite seborroica.
Bibliografia su richiesta
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Squalene e Vitamina E
La constatazione che in corso di Dermatite seborroica non aumenta la secrezione sebacea, porta a valutare in maniera più attenta eventuali alterazioni della composizione lipidica del sebo stesso. In particolare il ruolo svolto dallo Squalene, un lipide specifico del sebo umano che nel corso della malattia tende a diminuire, in maniera quasi proporzionale al calo di vitamina E, e all’aumento di Squalene monoidroperossido. Questo dato è stato dimostrato dal punto di vista sperimentale tramite il prelievo di sebo sulla fronte con Sebutapes® ed estrazione con etanolo. L’analisi LC-MS riesce a determinare la quantità di squalene e di Squalene monoidroperossido (SQ-OOH) che sono correlate a quella di Vitamina E. La Vitamina E correla con lo Squalene, importante antiossidante cutaneo, nell’ambito di una strategia anti-ossidante fisiologica tesa a mantenere bassi livelli di perossidazione dello Squalene nei lipidi superficiali cutanei.
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La presenza di sei doppi legami nella formula dello squalene lo rende infatti un importante target biochimico delle radiazioni UV, facilmente suscettibile di photo-ossidazione. Lo Squalene è infatti il lipide più colpito (60% dopo 100-120 mJ/cm2) e va incontro a una rapida degradazione che facilita l’infiammazione specifica in diverse patologie dermatologiche, inclusa la dermatite seborroica (30%) - Picardo M et al, Arch Dermatol Res, 283:191-197, 1990
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