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Per il sole: fare una scelta anti-radicale
Dopo un inverno ricco di sole, con la primavera si torna a parlare di fotoprotezione topica e sistemica con integratori alimentari in grado di limitare dall'interno i danni da UVA
e UVB
di Giorgio J.J. Bartolomucci
Una recente indagine condotta da una rivista specializzata ha dimostrato che gli Italiani fanno un largo uso di sostanze
antiossidanti. In solo quindici anni, infatti, la teoria dei radicali liberi e dei danni da loro provocati alle cellule umane, si
e' diffusa fra la popolazione dando luogo a un nuovo segmento di mercato, quello degli integratori alimentari destinati a mantenere giovane e in forma il nostro corpo, e in particolare la nostra pelle. Cosa siano i radicali liberi cosa ormai nota: si tratta di molecole instabili, cui manca un elettrone, che cercano disperatamente di raggiungere un equilibrio catturando elettroni da altre molecole che a causa di
cio' vengono ossidate e vanno incontro a danneggiamenti. Si sa inoltre che i radicali liberi
piu' aggressivi (superossido, radicale ossidrile, ossigeno singoletto, perossido d'idrogeno) derivano dall'elemento
piu' importante per la nostra vita, l'ossigeno, il quale ha, nella sua orbita esterna, elettroni molto aggressivi che cercano disperatamente una loro
stabilita', senza alcun rispetto per il DNA delle nostre cellule, per le proteine e i lipidi presenti nelle diverse cellule che compongono il nostro organismo. Si viene
cosi' a determinare un fenomeno che e' chiamato stress ossidativo, che e' ormai accertato essere alla base di numerose patologie degenerative, dall'arteriosclerosi al cancro, ma anche delle rughe e del precoce invecchiamento cutaneo. Fortunatamente il nostro organismo
e' attrezzato con specifici sistemi di difesa organizzati all'interno del sistema immunitario. Quotidianamente, una grande
quantita' di radicali liberi indotti da cause interne (metabolismo dei cibi e respirazione) ed esterne (raggi solari, inquinamento, fumo, stress, pesticidi, radiazioni elettromagnetiche) viene contrastato e neutralizzato, ma talvolta le difese possono essere indebolite e
cio' puo' provocare un disequilibrio che si manifesta prima in ambito cellulare e poi nei vari tessuti e organi. A livello della cute i radicali liberi in eccesso, come succede quando ci si espone troppo al sole, aggrediscono il derma, principalmente l'acido
ialuronico, le proteine del collagene e dell'elastina che, con il tempo, va incontro a reazioni ossidative che portano alla disorganizzazione e alla disintegrazione delle fibre che danno consistenza ed
elasticita' alla pelle. Come conseguenza il turnover cellulare rallenta, compaiono le prime rughe e il viso inizia a rilassarsi. Molti enzimi sono efficaci nella difesa endogena della cellula e la loro azione
e' duratura nel tempo. La ricerca biochimica ne ha identificati almeno tre: il Glutatione Perossidasi e la
Catalasi, entrambi molto attivi contro la
tossicita' del perossido di idrogeno, e un enzima che contrasta il Radicale Superossido, impedendo la sua trasformazione nel temibile Radicale Ossidrile. Il suo nome
e' complesso e per questo frequentemente viene indicato solo con una sigla: Superossidodismutasi
(SOD). Con gli anni la
capacita' del nostro corpo di produrlo in risposta alla formazione di nuovi radicali liberi diminuisce, e la sua mancanza
puo' essere causa di una ridotta abilita' delle cellule e dei tessuti ad
autoripararsi. Cio' comporta, fra l'altro, una minore capacita' della pelle di resistere alle infiammazioni, di difendersi dalle scottature provocate dai raggi UV e per le cicatrici un allungamento dei tempi di guarigione. Per questa ragione, recentemente sono stati immessi sul mercato prodotti topici a base di SOD o che ne mimano l'effetto protettivo. Il suo vantaggio rispetto a comuni antiossidanti
e' che non si consuma nello svolgimento della sua azione. Una loro applicazione
puo' servire a rafforzare le nostre difese immunitarie e a contrastare lo stress
ossidativo, aiutando il nostro organismo a mantenersi giovane, sano e
piu' bello. Ma soprattutto ad ampliare quella forbice fra eta' biologica ed eta' cronologica che
e' oggi il vero obiettivo della piu' moderna ricerca dermocosmetica.
Una giornata a parlare di sole
L'estate e' alle porte e un approfondimento riguardo le ultime conoscenze sui rischi legati all'esposizione ai raggi UV si rende necessario. Sotto accusa l'assottigliamento dello strato di ozono e i comportamenti errati che sono alla base dell'incremento delle malattie cutanee dovute al sole. Obiettivo che ogni dermatologo dovrebbe porsi
e' individuare gli strumenti piu' efficaci per prevenire i danni immediati (eritema e
fotoustione) e quelli a
piu' lungo termine (fotoaging, fotoimmunosoppressione, e fotocarcinogenesi). Per discutere di questi temi
e' stato organizzato a Roma, nella giornata del 10 maggio 2008 - inizio dei lavori ore 9.30 termine dei lavori 17.00 - un incontro ECM dedicato alla fotoprotezione topica e sistemica
(Holiday Inn Rome West - via Aurelia). Fra i relatori che porteranno la loro esperienza di ricerca la dott.ssa Pacifico (Basi molecolari del danno cutaneo da raggi UV); il prof. Calzavara (Effetti dannosi acuti e cronici del sole sulla cute normale e fotoprotezione sistemica); il prof. Leone (Patologie con
fotosensibilita' e fotoprotezione topica); la dott.ssa Zane (Effetti benefici dell'esposizione solare); la prof.ssa Castellazzi
(Probiotici e sistema immune cutaneo: ruolo nella fotoprotezione). Partecipazione libera riservata ai medici
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