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Il sole e la psico neuroimmunologia
L'associazione inconscia tra sole, salute e buonumore poggia
su presupposti spesso poco noti ma che la scienza sta cercando di chiarire
di Ernesto Ravaghe
Recita un antico detto delle nostre campagne: il sole la mattina
rende allegra la cascina. L'associazione implicita tra sole e buonumore,
presente in questo proverbio popolare come in mille altri che siamo abituati a
sentire fin da piccoli e' talmente assimilata nella nostra cultura da sembrarci
un assioma, per non dire una banalita'. Tanto che nel nostro vocabolario
corrente noi usiamo l'aggettivo solare per indicare una persona gioiosa,
felice, aperta alla vita. Tuttavia molti ignorano che il binomio sole-buonumore
non e' solo frutto di una superstizione inventata dai nostri padri ma che anzi
alla sua base vi sono anche delle prove scientifiche, frutto di anni di studi e
ricerche. A tutti e' noto gia' da tempo che esistono alcune patologie, anche
gravi che dipendono in massima parte dalla scarsa esposizione ai raggi solari.
Trascurando quelle che in primis colpiscono l'organismo umano basta ricordare
le cosiddette depressioni stagionali come quella invernale, per esempio, (non a
caso piu' frequente nelle popolazioni del nord-Europa), che si caratterizza per
la comparsa di sintomi depressivi in ottobre e una seguente fase di
peggioramento durante l'inverno. Ancor piu' grave il disturbo bipolare: una
grave patologia mentale caratterizzata dall'alternanza di fasi di depressione
e di eccitamento, dove gli episodi depressivi sono piu' frequenti in autunno e
inverno, mentre quelli di eccitamento si verificano in tarda primavera e all'inizio
dell'estate. Altro dato interessante, emerso da diversi studi, e' che
nonostante il tenore di vita piu' alto e il maggior livello di istruzione,
rispetto ai paesi mediterranei o tropicali, sono i paesi del nord (e quindi
quelli piu' freddi e meno esposti al sole) ad avere il triste primato del numero
di persone che ogni hanno cadono nel tunnel della depressione e arrivano a
togliersi la vita. In poche parole cio' che emerge e' che l'oscurita' e quindi
la mancanza di sole agirebbero sull'individuo stimolando sensazioni e stati d'animo
negativi, a volte dall'effetto addirittura paralizzante, come angoscia,
pessimismo e ansie. Ma in che modo i raggi solari riescono a influenzare la
nostra psiche? Recenti ricerche nel campo della psiconeuroimmunologia hanno
dimostrato che la luce solare, e soprattutto quella del mattino, sarebbe un'ottima
stimolatrice di alcuni meccanismi biologici che appunto influiscono
sensibilmente sul nostro umore. La luce solare favorisce infatti l'attivazione
del sistema neuroendocrino e dell'asse ipotalamo- ipofisi-tiroide-surrene con
una conseguente sensazione di benessere che in alcuni casi arriva a coinvolgere
anche l'intero stato di salute del nostro corpo. I raggi del sole, tra l'altro,
bloccano la produzione di melatonina, un ormone che regola diversi processi
metabolici, e in particolar modo agisce sui ricettori della seratonina, forse il
piu' importante regolatore dei nostri stati d'animo. Succede cosi' che tale
stimolazione agisca positivamente non solo su chi e' semplicemente di malumore
ma anche su chi soffre di sindromi depressive, soprattutto di tipo esogeno, cioe'
dovute principalmente a fattori ambientali. Ultimamente negli USA si e' arrivati
a considerare che, per alcune persone, l'esposizione al sole avrebbe il
significato di una dipendenza il cui bisogno puo' essere soddisfatto, come per
una droga, solo da forti dosi di UV. Naturalmente il sole non guarisce dalle
sindromi depressive piu' gravi, tuttavia, puo' rivelarsi comunque un toccasana
rapido e naturale nei casi sopra citati o aiutare le terapie standard che vanno
affrontate per curare tali disturbi della psiche. Certo, sappiamo anche che il
sole non ha solo effetti positivi e che l'esposizione prolungata alle
radiazioni UV-A e UV-B, in mancanza delle giuste misure di protezione (prodotti
solari e comportamenti adeguati al nostro fototipo e all'eta') puo' risultare
dannosa, non solo perche' anticipa l'invecchiamento cutaneo ma soprattutto
perche' puo' favorire l'insorgere di pericolose neoplasie. Tuttavia
considerare il sole e la tintarella dei nemici sarebbe un errore gravissimo.
Anche perche' il sole e' utile nella cura delle malattie reumatiche e a livello
cutaneo, determina l'attivazione della vitamina D che contribuisce alla
mineralizzazione ossea con il suo effetto ''antirachitico''. Senza contare che
i raggi solari aiutano il metabolismo della nostra pelle, tonificano e
favoriscono il ricambio cellulare, potenziano il sistema immunitario e regolano
la secrezione sebacea. Cosi', l'esposizione solare risulta particolarmente
indicata nella cura di quegli individui che soffrono di psoriasi e l'eliobalneoterapia
facilita la remissione della malattia, restituendo alla pelle di gomiti,
ginocchia e altre sedi eventualmente interessate un aspetto piu' liscio e
uniforme, eliminando quelle antistetiche e fastidiose squame bianco-argentee.
Per finire, ricordiamo che, pur non rappresentando una vera e propria soluzione,
la luce solare puo' anche contribuire a combattere qualche piccolo brufolo e a
nascondere le manifestazioni dell'acne. Se e' vero pero' che l'abbronzatura
ha principalmente un effetto psicologico e serve a mimetizzare e nascondere le
lesioni, attenzione, perche' la maggior chiusura dei pori, data dall'ispessimento
dello strato corneo, il caldo e l'umidita', puo' persino finire col peggiorare
la situazione.
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