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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 

 


Il sole e la psico neuroimmunologia

L'associazione inconscia tra sole, salute e buonumore poggia su presupposti spesso poco noti ma che la scienza sta cercando di chiarire

di Ernesto Ravaghe

Recita un antico detto delle nostre campagne: il sole la mattina rende allegra la cascina. L'associazione implicita tra sole e buonumore, presente in questo proverbio popolare come in mille altri che siamo abituati a sentire fin da piccoli e' talmente assimilata nella nostra cultura da sembrarci un assioma, per non dire una banalita'. Tanto che nel nostro vocabolario corrente noi usiamo l'aggettivo solare per indicare una persona gioiosa, felice, aperta alla vita. Tuttavia molti ignorano che il binomio sole-buonumore non e' solo frutto di una superstizione inventata dai nostri padri ma che anzi alla sua base vi sono anche delle prove scientifiche, frutto di anni di studi e ricerche. A tutti e' noto gia' da tempo che esistono alcune patologie, anche gravi che dipendono in massima parte dalla scarsa esposizione ai raggi solari. Trascurando quelle che in primis colpiscono l'organismo umano basta ricordare  le cosiddette depressioni stagionali come quella invernale, per esempio, (non a caso piu' frequente nelle popolazioni del nord-Europa), che si caratterizza per la comparsa di sintomi depressivi in ottobre e una seguente fase di peggioramento durante l'inverno. Ancor piu' grave il disturbo bipolare: una grave patologia mentale caratterizzata dall'alternanza di fasi di depressione e di eccitamento, dove gli episodi depressivi sono piu' frequenti in autunno e inverno, mentre quelli di eccitamento si verificano in tarda primavera e all'inizio dell'estate. Altro dato interessante, emerso da diversi studi, e' che nonostante il tenore di vita piu' alto e il maggior livello di istruzione, rispetto ai paesi mediterranei o tropicali, sono i paesi del nord (e quindi quelli piu' freddi e meno esposti al sole) ad avere il triste primato del numero di persone che ogni hanno cadono nel tunnel della depressione e arrivano a togliersi la vita. In poche parole cio' che emerge e' che l'oscurita' e quindi la mancanza di sole agirebbero sull'individuo stimolando sensazioni e stati d'animo negativi, a volte dall'effetto addirittura paralizzante, come angoscia, pessimismo e ansie. Ma in che modo i raggi solari riescono a influenzare la nostra psiche? Recenti ricerche nel campo della psiconeuroimmunologia hanno dimostrato che la luce solare, e soprattutto quella del mattino, sarebbe un'ottima stimolatrice di alcuni meccanismi biologici che appunto influiscono sensibilmente sul nostro umore. La luce solare favorisce infatti l'attivazione del sistema neuroendocrino e dell'asse ipotalamo- ipofisi-tiroide-surrene con una conseguente sensazione di benessere che in alcuni casi arriva a coinvolgere anche l'intero stato di salute del nostro corpo. I raggi del sole, tra l'altro, bloccano la produzione di melatonina, un ormone che regola diversi processi metabolici, e in particolar modo agisce sui ricettori della seratonina, forse il piu' importante regolatore dei nostri stati d'animo. Succede cosi' che tale stimolazione agisca positivamente non solo su chi e' semplicemente di malumore ma anche su chi soffre di sindromi depressive, soprattutto di tipo esogeno, cioe' dovute principalmente a fattori ambientali. Ultimamente negli USA si e' arrivati a considerare che, per alcune persone, l'esposizione al sole avrebbe il significato di una dipendenza il cui bisogno puo' essere soddisfatto, come per una droga, solo da forti dosi di UV. Naturalmente il sole non guarisce dalle sindromi depressive piu' gravi, tuttavia, puo' rivelarsi comunque un toccasana rapido e naturale nei casi sopra citati o aiutare le terapie standard che vanno affrontate per curare tali disturbi della psiche. Certo, sappiamo anche che il sole non ha solo effetti positivi e che l'esposizione prolungata alle radiazioni UV-A e UV-B, in mancanza delle giuste misure di protezione (prodotti solari e comportamenti adeguati al nostro fototipo e all'eta') puo' risultare dannosa, non solo perche' anticipa l'invecchiamento cutaneo ma soprattutto perche' puo' favorire l'insorgere di pericolose neoplasie. Tuttavia considerare il sole e la tintarella dei nemici sarebbe un errore gravissimo. Anche perche' il sole e' utile nella cura delle malattie reumatiche e a livello cutaneo, determina l'attivazione della vitamina D che contribuisce alla mineralizzazione ossea con il suo effetto ''antirachitico''. Senza contare che i raggi solari aiutano il metabolismo della nostra pelle, tonificano e favoriscono il ricambio cellulare, potenziano il sistema immunitario e regolano la secrezione sebacea. Cosi', l'esposizione solare risulta particolarmente indicata nella cura di quegli individui che soffrono di psoriasi e l'eliobalneoterapia facilita la remissione della malattia, restituendo alla pelle di gomiti, ginocchia e altre sedi eventualmente interessate un aspetto piu' liscio e uniforme, eliminando quelle antistetiche e fastidiose squame bianco-argentee. Per finire, ricordiamo che, pur non rappresentando una vera e propria soluzione, la luce solare puo' anche contribuire a combattere qualche piccolo brufolo e a nascondere le manifestazioni dell'acne. Se e' vero pero' che l'abbronzatura ha principalmente un effetto psicologico e serve a mimetizzare e nascondere le lesioni, attenzione, perche' la maggior chiusura dei pori, data dall'ispessimento dello strato corneo, il caldo e l'umidita', puo' persino finire col peggiorare la situazione.




 

 

 


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