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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012

 

Ulcus cruris un protocollo di terapia 

Tramite l’ossimetria transcutanea perilesionale e’ stato dimostrato che una terapia combinata puo’ migliorare il decorso delle ulcere flebopatiche agli arti inferiori

prof. Cervadoro


Le ulcere venose agli arti inferiori hanno notevole importanza sul piano epidemiologico per la frequenza con cui si manifestano e la morbidita’ che rivestono; l’insufficienza venosa e’ responsabile dell’80-90% dei casi delle ulcere agli arti inferiori, colpendo dall’1 al 3% della popolazione. La guarigione spesso e’ lenta, l’andamento e’ cronico, la terapia topica e generale sono alla base del processo di riepitelizzazione (1). 

La finalita’ dello studio da noi condotto, e’ stata quella di valutare, mediante l’ossimetria transcutanea, l’efficacia di un protocollo di terapia topica a base di argento catadinico micronizzato a elevato potere antibatterico (Katoxyn® Deverge’ M.&M. -Torino) (2), sistemica con Vulnodiet®, integratore alimentare la cui formulazione e’ stata studiata per fornire sostanze utili al fisiologico trofismo del microcircolo (rutina), sostanz 0nco, Ferro, Rame, Selenio) (4); e per finire terapia fisica mediante l’apparecchiatura BE 101 Bio-ejt® che eroga correnti  

ulcera

elettroioniche attraverso l’utilizzo di un elettrodo caricato ad alta tensione in grado di rompere la rigidita’ dialettrica dell’aria nello spazio circostante. Le intensita’ sono variabili e agiscono sui singoli elementi cellulari e ristabiliscono nuovi circuiti energetici che si traducono in azione antalgica, neoformazione di collagene e neoangiogenesi.

ulcera Materiali e metodi

 Sono stati valutati 30 pazienti di eta’ compresa tra i 55 e i 76 anni (18 F-12 M) con ulcere  flebopatiche agli arti inferiori, seguiti ambulatorialmente presso la Clinica Dermatologica di Pisa. A tutti i pazienti ammessi allo 

studio e’ stata misurata la tensione transcutanea (5) di ossigeno (TcO2) in sede perilesionale al tempo 0 (Fig.1), dopo 14gg (tempo 1) e 28gg (tempo 2) dall’inizio dello studio mediante il Radiometer TCM 3 (Fig.2) (6). I pazienti sono stati randomizzati in tre gruppi per ricevere tre differenti trattamenti:

Il gruppo A (n: 10) sottoposto a controlli ossimetrici dopo 14gg (tempo 1) e dopo 28gg (tempo 2) e a 3 trattamenti settimanali con Bioejt di intensita’ crescente, 5 per la prima sett, 6 per la successiva e cosi’ via fino a 8;

Il gruppo B (n: 10) sottoposto a controlli ossimetrici dopo 14gg (tempo 1) e dopo28 gg (tempo 2) e all’assunzione di Vulnodiet 2 cp/die e ad applicazioni sul letto dell’ulcera di Katoxyn 2 volte/die:

Il gruppo C (n: 10) sottoposto a controlli ossimetrici dopo 14gg (tempo 1) e dopo 28 gg (tempo 2), a 3 trattamenti settimanali con Bioejt, all’assunzione di Vulnodiet 2 cp/die e ad applicazioni sul letto dell’ulcera di Katoxyn 2 volte/die. L’ulcere e la cute perilesionale sono state deterse secondo metodiche standarizzate, le medicazioni sono state cambiate quotidianamente secondo necessita’.  

Risultati

Al tempo 0 la TcO2 perilesionale misurata, a tutti i pazienti in studio, con il Radiometer TCM3 mostrava valori medi di 21.4 mmHg. Dopo 14gg e 28gg i pazienti che sono stati sottoposti al triplice trattamento sia con Vulnodiet che con Katoxyn ed elettroionoterapia mostravano un sensibile aumento della tensione transcutanea di ossigeno perilesionale, con valori medi 

rispettivamente di 24,9 mmHg al tempo 1 e di 26,2 mmHg al tempo 2 

Conclusioni

Nei pazienti che hanno assunto gli integratori alimentari e hanno applicato sul letto dell’ulcera l’Argento catadinico micronizzato e sono stati sottoposti a elettroionoterapia la tensione

ulcera
ulcera Materiali e metodi

 Sono stati valutati 30 pazienti di eta’ compresa tra i 55 e i 76 anni (18 F-12 M) con ulcere  flebopatiche agli arti inferiori, seguiti ambulatorialmente presso la Clinica Dermatologica di Pisa. A tutti i pazienti ammessi allo trascutanea di ossigeno e’ sensibilmente migliorata, cosi’ come la perfusione capillare locoregionale e quindi il microcircolo (Figure 3-4).

Clinicamente abbiamo potuto apprezzare un appiattimento del bordo con un miglioramento della riepitelizzazione e della progressione dello stesso, una buona detersione del fondo, confermando che la medicazione a base di Argento catadinico (Katoxyn†®) oltre ad avere un potere battericida, la’ dove la lesione ha un piccolo diametro, riesce a farla riepitelizzare, e la’ dove il diametro e’ rilevante, riesce a preparare oltre ai bordi, un fondo che puo’ essere utilizzato con successo per una copertura con innesto autologo (totale o Reverdin). 

Questa metodica consente inoltre di ridurre a un semplice trattamento ambulatoriale sia la fase di assistenza e di preparazione, sia la fase chirurgica.

BIBLIOGRAFIA

1) Finzi AF. - Boneschi V. “Lesioni ulcerative cutanee”. BIMS. 1997; 13: 4-9.

2) Donati L. et al. “Indagine clinicońmicrobiologica sulle proprieta’ antisettiche e riparative di Katoxyn”. Minerva Chir. 8, 1986.

3) Houwing R. - Overgoor M. - Kon M. et al.: “Pressure-induced skin lesions in pigs: reperfusion injury and the effects of vitamin E”. J Wound Care. 2000; 9 (1): 36-40.

4) Kohn S. - Kohn D. - Schiller D.: “Effect of zinc supplementation on epidermal Langerhansí cells of elderly patients with decubital ulcers”. J Dermatol 2000; 27(4): 258-63.

5) Nemeth AJ. - Eaglstein WH. - Falanga V:. “Clinical parameters and transcutaneous oxygen measurements for the prognosis of venous ulcers”. J. Am Acad Dermatol. 1989;

6) Romanelli M. - Barachini P. Ossimetria transcutanea: applicazioni cliniche e sperimentali in dermatologia. G Ital Dermatol e Venereol 1997; 132: 169-175.





 

 

 


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