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Vesciche
Nel lavoro e nello sport, le vesciche delle mani e dei piedi rappresentano piccoli fastidi in grado di rendere piu' difficile l’attività e la vita quotidiana
del Dott. Raffaele Soccio
Quanto sono importanti i nostri piedi? Finche' non si fanno sentire capita di non attribuirgli grande importanza, ma quando all’improvviso compare una vescica
e' quasi impossibile ignorarli. Le occasioni perche' questo accada sono tantissime: scarpe nuove o troppo strette, lunghe passeggiate con calzature inadatte, ogni attività che provochi attrito e strofinio sulla cute. Con gli scarponi da sci indosso
e' poi praticamente impossibile non soffrirne. Ma anche ripetute sfide al biliardino, il vecchio calciobalilla per intenderci, ne sono una conclamata causa. Per non parlare delle attività manuali svolte senza i necessari guanti, con gli attrezzi che vanno a strofinare le parti interessate. Dallo sport al lavoro, le vesciche sono in grado di rendere qualunque attività un po' piu' dolorosa di quello che realmente
e'. Il fastidio procurato da questa piaga, spesso, puo' rendere mani e piedi campi di battaglia sensibili e a rischio di infezione. Le vesciche sono dei rigonfiamenti della pelle con formazione di liquido sottocutaneo a causa dell’attrito della cute con agenti esterni con cui essa entra in contatto. Tutto avviene a livello dello strato corneo dove lo sfregamento prolungato determina una rottura dei legami che tengono compattate le cellule. Nel caso dei piedi, per esempio, la frizione che va a ledere la pelle puo' essere determinata anche dalla forma della calzatura o ancora dalla presenza di cuciture in rilievo che premono e con il movimento determinano un continuo attrito. Il risultato sarà la generazione della vescica, con la formazione tra lo stato corneo e gli strati piu' profondi, di un liquido, che a ben vedere
e' siero. Sarà proprio la presenza della parte liquida del sangue a causare le infiammazioni. Con il proseguimento dello stimolo, si corre il rischio della lacerazione con distacco dello strato corneo, e rottura della vescica. Sono da evitare quindi le creme che favoriscono la macerazione della cute. Ci si lamenta molto di questi inconvenienti, ma una lesione come la vescica va intesa come un meccanismo di protezione degli strati cutanei piu' profondi, in cui si trovano le terminazioni nervose del dolore. Attenzione quindi a non romperla perche' proprio la sottile pelle intatta che la ricopre
e' la migliore protezione possibile dalle infezioni. Il modo migliore per prevenirla
e' un’accorta scelta degli accessori da utilizzare, dalle calze alle scarpe fino ai guanti. Altra misura
e' una buona cura delle parti piu' sensibili, come il tallone, le dita e il collo del piede: che andrebbero frizionate regolarmente, specialmente prima di fare sport, con della crema neutra o con dell’olio da massaggio. La pelle diventa piu' morbida e allo stesso tempo meno sensibile agli sfregamenti. Quando ci si accorge che si sta formando una vescica, si dovrebbe al piu' presto proteggere la zona, meglio se con un moderno cerotto
idrocolloidale, in modo da isolarla da ulteriori attriti;
e' inutile ricordare che questa applicazione non deve provocare pieghe, fonte di un nuovo sfregamento. Con il tempo, l’evoluzione fisiologica di queste lesioni vede il siero lentamente riassorbirsi e la lesione cicatrizzarsi facilmente senza che rimanga alcuna traccia. Basterà non sottoporre la pelle a ulteriori attriti. Se invece si ha l’impressione che la vescica, specie se di grandi dimensioni, sia in procinto di rompersi,
e' buona regola lavare la parte con acqua e sapone e poi disinfettare. Una volta si raccomandava di bucare lateralmente, con un ago sterile monouso, la vescica favorendo la fuoriuscita del liquido, applicando a protezione un cerotto in plastica, che lasciasse traspirare la pelle. Oggi non ce n’e' piu' bisogno perche' la tecnologia idrocolloidale permette ai liquidi di evaporare e allo scollamento cutaneo di regredire rapidamente in poco tempo.
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