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Quando l’herpes sceglie la
donna
Il principale responsabile di
malattie sessualmente trasmissibili a carattere ulcerativo e’ dotato di un
meccanismo patogeno caratteristico, causa d’infezioni primarie e recidivanti.
Il virus permane in modo cronico nell’ospite infettato e puo’ essere diffuso
anche da soggetti asintomatici. Specie se donne
dei dott.ri Pietro Lippa,
Vincenzo Milite, Franco Anglana, Serena Ronca, Roberto Senatori, Paolo Inghirami,
Giulio Ferrante
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Lesioni erpetiche:vescicole a
contenuto sieroso su una cute erimato-edematosa
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La diffusione di metodiche
diagnostiche piu’ sensibili, ha dimostrato che, anche nelle nazioni in via di
sviluppo, l’Herpes Simplex Virus (HSV), specie di tipo 2, rappresenta la causa
quasi prevalente di ulcere genitali (circa l’80% dei casi). La maggior parte
delle infezioni viene contratta tra i 15 e i 40 anni di eta’. Negli ultimi
anni, gli studi sierologici hanno evidenziato una sensibile crescita della loro
diffusione, con una generale discrepanza tra la prevalenza della positivita’
anticorpale e l’incidenza di infezioni cliniche, attuali o riportate in
anamnesi. Questo avviene perche’ molte infezioni sono asintomatiche o
sotto-diagnosticate: fino al 60% dei
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casi puo’ non essere riconosciuto.
Diversi fattori entrano in causa nel determinare questo fenomeno:
• le infezioni lievi,
specialmente da HSV-1, possono manifestarsi con sintomi attenuati;
• i sintomi sono ancora piu’
scarsi nei soggetti infettati in precedenza dall’HSV-1, in sede orale;
• la localizzazione puo’ a
volte essere “nascosta”, come a esempio nella sede peri-anale;
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• possono osservarsi quadri
clinici atipici, come fissurazioni, eritemi localizzati o nevralgia lombare non
associata a lesioni.
La storia naturale
dell’infezione e’ piuttosto caratteristica. Si contrae attraverso il
contatto con mucose orali o genitali infettate e puo’ essere trasmessa anche
in assenza di sintomi (virus shedding).
I virus erpetici, a DNA,
posseggono la capacita’ di sopravvivere nell’organismo ospite in due forme:
una attiva,
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replicativa, nella quale si ha la produzione di nuovi virioni,
e una
latente, nella quale vengono prodotte solo poche proteine virali e il virus e’
metabolicamente inattivo. L’agente virale, dopo aver dato origine
all’infezione primaria, a livello delle mucose orali o genitali, penetra
all’interno delle terminazioni nervose sensitive. Da qui viene trasportato,
fino all’assone, con andamento retrogrado, e alle cellule dei corrispondenti
gangli. Dopo un breve periodo in forma attiva, il virus acquisisce la forma
latente e, quindi, non risulta piu’ sensibile all’azione dei farmaci che
agiscono sulla sua replicazione. Durante questa fase, l’espressione genica del
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DNA virale e’ bloccata. La sola espressione rilevata nei neuroni sensitivi
e’ rappresentata da acidi ribonucleici (RNAs), correlati al virus, denominati
latency-associated transcripts (LATs). Il ruolo di questi trascritti sta proprio
nell’effetto di blocco della espressione di geni virali essenziali alla sua
replicazione. In seguito a riattivazione, dalla cellula nervosa, il virus puo’
ripercorrere il medesimo assone, in senso anterogrado, e raggiungere di nuovo le
regioni periferiche, dove da’ origine alle manifestazioni tipiche della
infezione secondaria. Se il virus colpisce pazienti con sistema immunitario
compromesso puo’ dar luogo alle forme di herpes cronico e di herpes
generalizzato. Un episodio di infezione secondaria (ricorrenza) si verifica
praticamente in tutti i soggetti di sesso maschile e nell’85% di quelli di
sesso femminile nel corso del primo anno dall’infezione. La media di
ricorrenza si colloca tra 5 e 6 episodi per anno.
Infezione primaria
L’infezione genitale primaria
si manifesta con una vulvite acuta: caratterizzata da una vera e propria
esplosione di vescicole, piu’ o meno riunite a gruppi, accompagnata da edema
infiammatorio diffuso, sia delle piccole che delle grandi labbra. Le vescicole
si rompono appena formate, lasciando numerose erosioni che si approfondano,
diventando piccole ulcere piatte a fondo giallastro di aspetto aftoide, talvolta
confluenti. Se le lesioni cutanee si estendono al margine anale (proctite
erpetica), alla mucosa vaginale (vaginite erpetica) e al collo dell’utero (cervicite
erpetica). Il quadro clinico e’ spesso aggravato da superinfezioni batteriche
e micotiche: le ulcere si ricoprono di essudato sieroso, mucoso o addirittura
purulento. Analogamente, nel maschio, si presentano vescicole confluenti con
tendenza a necrotizzare, che rapidamente si trasformano in ulcerazioni, spesso
di natura aftoide. Sovente sono presenti anche uretriti e linfoadenopatie
satelliti.
Il dolore che accompagna le
manifestazioni cutanee e’ intenso. Spesso le lesioni determinano un forte
bruciore, aggravato dalla minzione e si assiste a ritenzione urinaria volontaria
o riflessa. Se le ulcere coinvolgono la regione anale, e’ difficile anche la
defecazione. A questi dolori perineali, si aggiungono talvolta vere e proprie
nevralgie (sciatalgia, cruralgia).
La febbre di norma non e’ molto
elevata. Tuttavia, in rari casi, si assiste a episodi acuti febbrili, con
temperature molto elevate e reazione meningea, accompagnata da cefalea intensa.
Le adenopatie inguinali sono di solito bilaterali e dolorose
Diagnosi
La diagnosi di infezione erpetica
primaria e’ di solito facile, poiche’ nessuna affezione vulvare presenta
questo stesso quadro clinico acuto, salvo l’Herpes Zoster, facilmente
distinguibile per la monolateralita’ delle lesioni e per lo sviluppo
metamerico
Prognosi
La guarigione delle lesioni e del
quadro clinico avviene in media nel giro di 1-3 settimane, a seconda dell’intensita’
dell’infezione erpetica, dello stato generale della paziente e dell’intensita’
delle soprainfezioni. Se ben trattato, l’Herpes guarisce piu’ rapidamente.
La fase di latenza e’ variabile. I pazienti, infatti, sviluppano una infezione
secondaria ricorrente o recidivante dopo settimane o mesi dall’infezione
primaria. La frequenza delle recidive e’ minore nelle forme da HSV-1.
Infezione secondaria o ricorrente
o recidivante
L’infezione secondaria e’
caratterizzata da una vulvite erosiva piu’ localizzata e focale,
manifestandosi in genere in seguito a stress, affaticamento, esposizione solare
o durante il ciclo mestruale. Particolarmente colpiti sono i pazienti
immunodepressi. Le manifestazioni cutanee sono precedute alcune ore prima di
essere visibili da una sensazione di prurito e di bruciore nella sede
dell’eruzione. Solo raramente le eruzioni sono precedute (1-3 giorni prima) da
cefalea, malessere generale, dolori nevralgici delle cosce, all’ano e al
perineo. I suddetti sintomi si presentano sempre allo stesso modo nella stessa
paziente. Le lesioni sono caratterizzate da piccole vescicole a grappolo su una
zona eritematosa o edematosa, che lasciano il posto a erosioni dai contorni
policiclici o ad ulcerazioni di aspetto aftoide. Raramente nelle aree convesse
l'herpes appare rappresentato da una crosta a contorni policiclici che riproduce
fedelmente il disegno originale della lesione cutanea. Al suo interno le
vescicole conservano ancora la loro individualita’ con aspetto
squamo-crostoso. Anche in questi casi e’ presente dolore, anche se meno
intenso, e la linfoadenopatia, spesso monolaterale, non e’ sempre dolente. La
durata dell’eruzione e’ variabile, in media una settimana, ma sempre piu’
breve della forma primaria.
Forme cliniche dell’infezione
secondaria
• Forma aftoide relativamente
frequente. Si manifesta con ulcere di forma ovalare a fondo giallastro e bordi
eritematosi. In questi casi e’ fondamentale la diagnosi di laboratorio per
differenziare tale affezione dalla malattia di Beçhet (comunque molto rara).
• Forma ulcerosa, rara e caratterizzata da ulcere profonde
spesso infette. Le indagini di laboratorio sono fondamentali per differenziare
questo tipo di lesione dalle aftosi, dalla sifilide e dall’ulcera venerea
molle.
• Forma fissurata: si tratta di
fissurazioni piu’ o meno raggruppate, spesso dolenti, difficilmente
distinguibili da una psoriasi o da un Lichen fissurato
• Forma edematosa: nella forma
edematosa propriamente detta, senza presenza di vescicole, la diagnosi e’
assai difficile, per cui e’ buona regola ricorrere agli esami di laboratorio
Herpes cronico
Negli organismi immunodepressi
(HIV, trapianti, pazienti in terapia con antiblastici o cortisonici), l’Herpes
puo’ dare origine a forme particolari, molto gravi. Le manifestazioni cutanee
sono identiche da un punto di vista qualitativo alle forme erpetiche classiche.
Tuttavia, sono assai estese, in forma di larghe placche
vescicolo-ulcero-crostose, coinvolgenti il perineo e i glutei. Queste forme,
spesso invalidanti, possono precedere una malattia erpetica generalizzata.
Herpes generalizzato
Tale forma e’ clinicamente
identica alla varicella e all’Herpes Zoster ed e’ caratterizzata da piccole
vescicole disseminate su tutta la cute. Rappresenta una forma molto grave che
necessita di intensa terapia antivirale. Sono degne di nota le inter-relazioni
esistenti tra infezione da HIV e Herpes Virus. L’infezione genitale erpetica
e’ stata implicata come co-fattore nel contagio, trasmissione e progressione
della patologia HIV-correlata. Le forme sintomatiche rendono il soggetto piu’
suscettibile al contagio da parte dell’HIV, mentre, nei soggetti HIV-positivi,
la frequenza delle recidive e’ molto piu’ alta e la presenza di lesioni
ulcerative da HSV li rende piu’ contagianti.
Contagio
L’Herpes genitale e’
contagioso in tutte le sue localizzazioni cutaneo-mucose. La possibilita’ di
contagio e’ minore nei casi di recidive, poiche’ i virus sono poco numerosi
e rimangono presenti per poco tempo nelle lesioni. E’ di fondamentale
importanza ricordare che la diffusione del virus puo’ avvenire anche in
assenza di segni o sintomi di infezione, condizione che favorisce il contagio.
Tale fenomeno e’ piu’ frequente nei soggetti di sesso femminile, avviene
piu’ spesso nei periodi immediatamente precedenti o successivi alla recidiva
clinica, e riguarda essenzialmente le forme da HSV-2. Puo’ essere dovuto a
riattivazione in sedi mucose poco accessibili, quali la portio o l’area
perianale, o puo’ derivare da lesioni piccole, asintomatiche, non riconosciute
(piccole fissurazioni).
Diagnosi di laboratorio
• Esami colturali: poiche’
gli HSV sono molto sensibili al calore, al pH e alla essiccazione, occorrono
prelievi assai precoci sulle lesioni; terreni di coltura specifici, trasporti
rapidi dei prelievi al laboratorio e sistemi di conservazione sicuri
(conservazione in ghiaccio secco a temperatura -70∞C). Le colture sono
positive nel 94% dei casi sulle vescicole, nell’85% dei casi sulle pustole,
nel 70% dei casi sulle ulcere e solo nel 27% dei casi sulle croste. Nelle
riattivazioni della malattia, otteniamo solamente il 50% dei risultati positivi
e cio’ sia per la relativa insensibilita’ della metodica, che per la storia
naturale della malattia.
• Citodiagnosi: l’effetto
citopatogeno del virus si evidenzia da 1 a 4 giorni dalla comparsa delle
lesioni. La citodiagnosi si effettua mediante uno striscio eseguito sul fondo di
una vescicola o di una erosione, su un vetrino colorato con il metodo
May-Grunwald-Giemsa, che permette di evidenziare le cellule specifiche: cellule
giganti multinucleate o con nucleo rigonfio (cellule di Unna). L’effetto
citopatogeno e’ reso ancora piu’ evidente da piu’ moderne tecniche di
immunoistochimica che, tramite anticorpi monoclonali, permettono altresi’ la
tipizzazione virale. In alcune “colture negative” e’ possibile evidenziare
il virus solo tramite la PCR, che smaschera gli acidi nucleici virali. E’
possibile dimostrare anticorpi specifici nelle secrezioni vaginali, tramite la
tecnica Western Blot, valutando le IgG e le IgA verso proteine VP5, che
compaiono dopo circa 15 giorni dall’infezione. Si potrebbero evidenziare
ancora piu’ precocemente le IgM (che compaiono dopo circa 6 giorni), ma queste
scompaiono molto precocemente dalle secrezioni. La comune diagnosi sierologica
ha scarsa rilevanza clinica, sia ricercando gli anticorpi totali, che le IgM
specifiche, in quanto non permette la valutazione della forma di infezione
(primaria, reinfezione, persistente, ecc.). I test sierologici tipo-specifici
possono essere utili nel management della paziente. Hanno inoltre scarso valore
diagnostico la marcatura con la fluoresceina e la colorazione con la
immunoperossidasi, per identificare inclusioni intracellulari e cellule
multinucleate.
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Terapia dell’Herpes genitale
Nella terapia dell’Herpes
genitalis possono essere utilizzati farmaci antivirali specifici, farmaco
immunomodulatori e vaccini, farmaci coadiuvanti e farmaci sintomatici per il
dolore, nonche’ terapie locali per lenire gli effetti sulla cute.
Farmaci antivirali
La terapia con anti-virali orali
puo’ ridurre la
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durata e la severita’ della manifestazione clinica,
nonche’ la frequenza di ricorrenze. I farmaci antivirali agiscono sulla
sintesi proteica e sulla replicazione del DNA. Generalmente si comportano da
virostatici. Il piu’ usato e’ l’acyclovir, un analogo purinico, che viene
fosforilato dalla timidino-chinasi virale, ma non da quella dell’ospite (pochi
effetti collaterali) ed e’ incorporato nel DNA virale al posto della
desossiguanosina-trifosfato.
Altri farmaci attualmente
utilizzati sono il valaciclovir e il famciclovir. Sostanzialmente, l’approccio
farmacologico puo’ essere di due tipi:
1. terapia antivirale episodica,
quando la terapia viene iniziata autonomamente dal paziente alla comparsa dei
sintomi precoci della recidiva;
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2. terapia antivirale soppressiva,
con la somministrazione giornaliera di farmaco, al fine di ridurre il rischio di
ricorrenza. La terapia soppressiva e’ generalmente indicata nei casi con
severo impatto sulla qualita’ di vita, con ricorrenze frequenti, severe o
debilitanti.
• Farmaci immunomodulanti: la
timopentina determina un aumento dei linfociti T helper che, incrementando la
produzione di Interleuchina, stimolano i linfociti T citotossici, le cellule NK
e la produzione di Interferone.
• Vaccini: recentemente si e’
iniziato a utilizzare, nella profilassi delle infezioni recidivanti, un vaccino
antierpetico presente in due forme: una costituita da virus dell’Herpes
simplex di tipo I (Lupidon HÆ), indicata nell’immunoprofilassi delle
infezioni da HSV I, e una costituita da virus dell’Herpes simplex di tipo II (Lupidon
GÆ), indicata nell’immunoprofilassi delle infezioni da HSV II. Le due forme
sono ottenute coltivando i virus in uova embrionate di pollo e inattivandoli al
calore (2 ore a 56°). Tali vaccini stimolano prevalentemente l’immunita’
cellulare specifica attraverso una clonazione di linfociti T helper specifici,
ma stimolano anche, attraverso l’attivazione del complesso delle
linfomonochine, una risposta aspecifica del sistema immunitario (attivazione dei
macrofagi, dei granulociti, delle cellule NK). In caso di dubbio sul sottogruppo
(I o II) o nei pazienti infettati da entrambi i virus, si devono usare tutti e
due i vaccini a giorni alterni, oppure mescolandoli nella stessa siringa e
inoculandoli lentamente, sempre per via sottocutanea, in due punti diversi, per
evitare un eccessivo accumulo di liquido.
•Terapie locali
Il dolore e il bruciore delle
lesioni ulcerative viene spesso alleviato dall’uso di anestetici locali, quali
la xilocaina al 5%. Alcuni Autori riferiscono che il composto puo’
occasionalmente ridurre la replicazione virale. Molto importante e’ proteggere
la lesione dal passaggio dell’urina, per cui si possono usare pomate alla
vaselina o altre creme barriera, da limitare solo alla fase acuta, per evitare
l’effetto occludente su lesioni essudanti. Nei casi gravi la donna puo’
svuotare la vescica durante la doccia o il bagno. Come gia’ accennato,
l’Herpes genitale puo’ essere complicato da infezioni sovrapposte con
contaminazione batterica dei tessuti lesi. Tale complicanza aggrava notevolmente
il dolore e il bruciore. Analogamente, alcune volte l’Herpes e’ accompagnato
dalla Candidiasi. Per quanto sopra esposto, e’ fondamentale non ignorare e
quindi diagnosticare tempestivamente eventuali infezioni batteriche e/o
micotiche e impostare una appropriata terapia specifica, anche generale. Per
ridurre la sensazione di bruciore e per portare a un rapido essiccamento le
ulcere, assai utili sono alcune sostanze che, applicate localmente, associano a
un effetto astringente e riducente una azione antibatterica e antimicotica. Le
sostanze piu’ usate, sia per impacco che per pennellature, sono il
permanganato di potassio (1:20000), l’eosina (2%) e il nitrato d’argento
(1:1000). Per aumentare le difese locali nelle infezioni vulvo-vaginali, assai
utili possono risultare gli ovuli e le lavande a base di Metisoprinolo. La
soluzione ottenuta sciogliendo le bustine in acqua risulta molto utile
nell’utilizzo in forma di impacco. Le eventuali neuralgie, cistiti e proctiti
associate rispondono molto bene ai FANS; in particolare, l'ibuprofene sembra
essere il piu’ utile.
Altre terapie
Terapia Ortomolecolare
Fitoterapia
Terapia Omotossicologica
Questo capitolo e' un riadattamento del capitolo Herpes Virus Simplex, dal
nuovissimo Trattato di Patologia Vulvare, opera in cinque tomi, a cura di
Anglana, Lippa, Ronca e Pelisse, edito dalla SEE Editrice di Firenze, nella
collana Progressi in Ginecologia,
Si ringrazia L'Editore per la concessione,
Per sapere di piu' sul trattato: www.see-editrice-firenze.it
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