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interesse
come "alimento funzionale", nel contesto della diffusione dell’autoprescrizione
e del fiorire della cosiddetta medicina naturale (14). Bisogna poi considerare
altre due categorie di supplementi dietitici correlati ai probiotici:
• i prebiotici: ingredienti alimentari non digeribili,
che favoriscono la crescita e l'attivita' di batteri intestinali benefici;
• i simbiotici: l'associazione di probiotico piu'
prebiotico con effetti favorevoli sull'equilibrio della flora enterica.
I probiotici sono costituiti essenzialmente dai cosiddetti
"fermenti lattici" (Lactic Acid Bacteria), batteri anaerobi in grado
di produrre acido lattico a partire da differenti substrati dietetici:
Bacteroides, Bifidobacteria, Eubacteria, Peptostreptococcus e Fusobacteria. I
piu'
frequentemente utilizzati sono i Lactobacilli, i Bifidobacteria e alcuni ceppi
di Streptococcus.
In pratica il loro utilizzo puo' avvenire attraverso
l'ingestione di prodotti caseari fermentati o di preparazioni da banco
contenenti batteri vivi liofilizzati.
I probiotici
per essere efficaci devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
-
rimanere vitali durante il periodo di conservazione e
d’uso,
-
esercitare un effetto benefico sull'organismo ospite,
-
non essere ne' patogeni ne' tossici,
-
contenere un elevato numero di cellule vitali,
-
essere in grado di sopravvivere nel tratto digestivo,
-
poter aderire alle cellule epiteliali
mucosali,
-
esercitare funzioni metaboliche a livello enterico,
-
produrre sostanze antagonizzanti i patogeni.
I vantaggi conseguenti all'assunzione di probiotici
consistono nell’alleviare i sintomi da malassorbimento del lattosio, aumento
delle resistenze naturali nei confronti delle infezioni intestinali,
miglioramento dei processi digestivi, stimolazione della risposta immune.
Principali indicazioni terapeutiche dei probiotici
• Malassorbimento di lattosio:
alla nascita tutti i
mammiferi dispongono di sufficienti quantita' di lattasi per digerire il
lattosio presente nel latte materno. In numerosi soggetti, la progressiva
riduzione dell'attivita' lattasica, comporta la comparsa di fastidiose
manifestazioni cliniche (meteorismo, flatulenze, coliche e diarrea) in seguito
all'assunzione di latte e prodotti caseari. e' stato dimostrato che l'assunzione
di certi probiotici (in particolare vari ceppi di Lactobacillus e Streptococcus
thermophilus) esercita un'attivita' lattasica nel lume enterico, facilitando la
digestione e quindi alleviando l'intolleranza.
• Enterocolite necrotizzante del prematuro:
e'e' stato
dimostrato che un supplemento giornaliero di Lactobacillus rhamnosus riduce il
rischio di contrarre l'enterocolite necrotizzante, per cui e' ipotizzabile che
sia utile modificare la flora intestinale degli immaturi, aumentando la quota di
batteri non patogeni.
• Diarrea:
questo e' il campo di utilizzo piu' esteso e
documentato da decenni. Esistono studi controllati che hanno dimostrato
un'efficacia (in particolare di ceppi di Lactobacilli) nel trattamento di
episodi ricorrenti di diarrea da Clostridium difficile, nella prevenzione della
diarrea del viaggiatore e nella riduzione dell’alterazione microbica enterica
in corso di terapia antibiotica. Per la diarrea in eta' pediatrica, ricerche
controllate hanno evidenziato una significativa riduzione della durata della
diarrea nei bambini che assumevano precocemente all'insorgere dei sintomi ceppi
di Lactobacilli. In termini generali l'impiego di probiotici durante un episodio
diarroico determina un accorciamento della durata della malattia variabile tra
uno e tre giorni. Gli effetti clinici sono accompagnati da un'aumentata
produzione di IgA secretorie e da una riduzione dello shedding del rotavirus.
Inoltre si e' visto che, un consumo regolare di probiotici per un periodo
continuativo (nell'ordine di settimane o di mesi) riduce significativamente
l'incidenza di episodi di diarrea acuta in bambini, che assumevano supplementi
di probiotici (quali i bifidobatteri o il S. thermophilus) nelle formule. Altri
studi a lungo termine suggeriscono l'impiego di probiotici per periodi protratti
in considerazione della potenzialita' preventiva e della loro sicurezza.
• Infezioni virali:
la dimostrazione dell'attivita'
preventiva e terapeutica esercitata dai probiotici nei confronti di virus
intestinali e' legata alla stimolazione del GALT, che induce un aumento della
risposta anticorpale. Per tale motivo, potrebbero essere intraviste diverse
applicazioni dei probiotici nel potenziare la risposta immunologica alle
vaccinazioni, nel ridurre possibilmente il numero delle inoculazioni e
nell'incrementare la protezione naturale passiva legata all'allattamento
materno, somministrando probiotici alla nutrice.
Per finire, uno studio molto recente mostra che l'impiego
di Lactobacillus in bambini frequentanti l'asilo nido riduce significativamente
l'incidenza di infezioni respiratorie, la loro gravita' e la prescrizione di
antibiotici rispetto al gruppo di controllo (16). Oltre ad aprire nuove e
interessanti prospettive preventive cio' offre delle ricadute di ordine
farmacoeconomico e sociale di non poco rilievo, tanto da indurre la
pubblicazione di un editoriale a sostegno di questa nuova strategia di
intervento (17).
• Allergie:
il razionale per l’intervento sulla
microecologia enterica finalizzato alla prevenzione e prospetticamente al
trattamento delle malattie allergiche si basa su quattro aspetti:
1) La ricordata "hygiene hypothesis" che permette
di spiegare il rapido incremento delle allergie come conseguenza di una ridotta
esposizione a microbi durante la prima infanzia.
2) La risposta Th2 e' tipicamente associata alla sintesi di IgE. Pertanto il persistere di una polarizzazione Th2 favorisce lo sviluppo di
allergie. A questo riguardo e' stato dimostrato che specifici ceppi di
probiotici sono in grado di indurre un riequilibrio della polarizzazione delle
cellule T in senso Th1.
3) L'immaturita' della barriera mucosale enterica favorisce
il transito di antigeni, rendendo suscettibile il bambino a sviluppare una
risposta flogistica verso antigeni intraluminali. La tolleranza orale e' un
fenomeno che si acquisisce nel tempo, anche in conseguenza di un’efficiente
degradazione degli alimenti. e' stato osservato che i probiotici promuovono una
piu' rapida induzione dei meccanismi di tolleranza, inviando segnali maturativi
per le funzioni di barriera mucosale.
4) Una delle caratteristiche principali della risposta
infiammatoria nei confronti di antigeni alimentari e' rappresentata dalla
produzione di citochine proinfiammatorie, quali il TNFa. Alcuni ceppi di
probiotici sono in grado di modulare il rilascio di citochine proinfiammatorie e
antinfiammatorie, (in particolare e' stata dimostrata una riduzione di IL4 e un
incremento di IL10 e di TGFb), inducendo cosi' un miglioramento della funzione
intestinale. Inoltre, la presenza di un processo infiammatorio enterico e' di
per se stessa causa di uno squilibrio della microflora, creando cosi' un circolo
vizioso. Pertanto l'apporto di probiotici esogeni ristabilisce un equilibrio
enterico. In particolare, gli obiettivi dell'impiego dei probiotici in
allergologia sono: valutare la possibilita' di intervenire a livello delle varie
fasi della storia naturale della reazione allergica; ridurre il rischio di
sviluppare manifestazioni allergiche; controllare i sintomi delle allergopatie.
Esistono ad oggi diversi studi clinici controllati, che
hanno dimostrato una efficacia clinica in alcune malattie allergiche (18). La
maggior parte, riguardanti l'impiego di probiotici nelle reazioni IgE-mediate,
sono stati condotti in Finlandia dal gruppo della Isolauri, che ha dimostrato
una significativa efficacia terapeutica nel trattamento della dermatite atopica
e dell'allergia alimentare in eta' pediatrica (19, 20). Sulla rivista Lancet, la
Isolauri ha riferito della capacita' preventiva dei probiotici nei confronti
dell'insorgenza di manifestazioni precoci di allergia in bambini a elevato
rischio di sviluppare allergie. Questo studio controllato valutava l'effetto
preventivo, considerato fino all'eta' di due anni, di un trattamento con
Lactobacillus somministrato alla madre 2-4 settimane prima del parto e poi o
alla madre se allattava o al lattante direttamente nella formula per 6 mesi
(21). I risultati dello studio hanno dimostrato che la frequenza della dermatite
atopica nel gruppo di bambini trattati era la meta' rispetto al gruppo di
controllo.
Sicurezza clinica e tollerabilita'
L'eventualita' di un uso protratto di probiotici esige un
ottimo profilo di safety, ancora piu' cogente quando l'impiego avviene in eta'
pediatrica. L'assunzione frequente di yogurt non ha mai causato eventi avversi.
Una recente review di 143 trial condotti con probiotici in piu' di 7500
soggetti, in un periodo compreso tra il 1961 e il 1998, non riportava nessun
evento avverso (22). Peraltro sono stati riportati alcuni casi di batteriemia,
conseguente all'assunzione di Lactobacilli, in soggetti immunodeficienti.
Pertanto sulla base dei dati disponibili in letteratura e
sull'uso ormai ben consolidato nella pratica clinica si puo' ragionevolmente
ritenere che l'impiego, anche protratto, dei probiotici possa essere ritenuto
sicuro.
Tab. 1: i piu' comuni probiotici
Lactobacilli
Bifidobacteria
-
B. bifidum
-
B.
adolescentis
-
B.
animalis
-
B.
infantis
-
B.
thermophilum
Cocci Gram
positivi
Tab. 2 : i principali prebiotici
FOS (frutto-oligosaccaridi)
GOS (galatto-oligosaccaridi)
Tab. 3: simbiotici
Bifidobacteria + FOS
Lactobacilli + lactilolo
Bifidobacteria + GOS
Tab. 4: classificazione ATC dei probiotici
A07FA microorganismi antidiarroici
Vaccino Colibacillare (Lisenteral)
Vaccino Subtilico (Domuvar, Enterogermina, Lisbak 2)
AO7FA01 organismi produttori di acido lattico
Enterobatterio Lattofermentante Liofilizzato (Bioflorin)
Fermenti lattici (Fermenturto, Yovis)
Lactobacillus
Acidophilus (Lacteol forte)
Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus Delbrueckii, Streptococcus thermophilus
(Endolac)
A07FA02
Saccaromyces boulardii
Saccaromiceti Boulardii (Codex)
A07FA51 organismi produttori di acido lattico,
associazioni.
Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus acidiphilus (Infloran
Berna)
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