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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011 |
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Ovidio Marangoni MD Direttore Multilaser D. Terapeutica Trieste VANTAGGI TERMOCINETICI DEI CROMOFORI ESOGENI I Laser diodici 808nm stanno trovando una vasta gamma di
applicazioni chirurgiche dermo mucose, endoluminali con fibra,
terapeutiche mediche e fotodinamiche. I loro raggi a basse dosi
energetiche attraversano la cute chiara ( fototipo 1- 4) senza danno
evidente, sono pero' selettivi sui principali cromofori
"endogeni", discretamente sulle melanine un po' meno sulle
emoglobine. I cromofori sono pigmenti che assorbono luce eccitandosi; in
base alla dose radiante ricevuta si modificano in modo reversibile o
irreversibile. Queste caratteristiche consentono in emissione pulsata, il
trattamento selettivo di lesioni pigmentate naturali-artificiali e
vascolari, i tessuti sani circostanti (otticamente trasparenti) rimangono
quasi intatti. Ai principali cromofori "naturali" (melanine,
emoglobine e acqua), si affiancano quelli minori (mioglobine, xantine,
bilirubine, caroteni, siderine ecc) la cui presenza puo' interferire sulla
selettivita' e quindi sull'efficacia della termolisi lesionale. Esistono
molti cromofori "esogeni" (blu metilene, blu Evans, eosina,
verde Janus....) utilizzati come coloranti per variare la termocinesi
tessutale, con incremento dell' assorbimento. L'artificio consente di
ridurre enormemente le dosi o fluenze. I cromofori esogeni "fotosensibilizzanti"
(porfirine, ALA, indocianine ecc.) invece quando vengono somministrati
oralmente, iniettati in vena o verniciati sulle patologie da curare si
concentrano nelle cellule a rapido accrescimento. La radiazione luminosa
specifica a bassa energia, attiva i cromofori liberando radicali liberi ed
ossigeno singoletto, questi fotoprodotti causano la lenta citoangionecrosi
dei tessuti impregnati. La terapia fotodinamica (FDT) trova utilizzo sui
tumori inoperabili, sulle metastasi cutanee recidive, sulle saldature
tessutali, e per l'epilazione fotodinamica di tutti i peli anche bianchi.
Le sorgenti emettenti luce visibile
(577-600-532nm) sono le piu' selettive sulle emoglobine ma presentano
maggior interferenza cromofora (scattering) con minore penetrazione
rispetto alla 808nm, con possibili discromie cicatriziali.
Tali concetti sono molto importanti perché frutto di grande conoscenza delle interazioni laser tessutali, ma sono poco apprezzati da quei medici di cultura classica con poco tempo per studiare la fisica che richiedono strumenti Laser che siano già parametrati sulle diverse patologie. I maestri bostoniani hanno voluto rimarcare che devono essere i chirurghi i protagonisti della metodica laser e non ciechi manovratori di "macchine" altamente tecnologiche che possono, a volte "tradire" sfuggendo al controllo. Anche se i software dei laser potessero inglobare tutte le numerose variabili individuali, difficilmente sarebbero capaci, senza la verifica degli effetti dei test di prova, di prevedere e quindi di autoprogrammarsi per limitare le possibili complicanze dei sovradosaggi di luce. Negli ultimi tempi i danni da fluenze esagerate, data la notevole diffusione di questi strumenti, stanno aumentando, discreditando la laserchirurgia, che invece condotta correttamente, con buon senso, consente notevoli vantaggi e maggiori sicurezze agli operatori e ai pazienti, per:
Il fatto che la radiazione laser selettiva sia definita "intelligente" perché in grado di colpire in modo controllato solo ciò per cui e' stata programmata, non danneggiando i tessuti sani anche in caso di movimenti involontari del chirurgo o imprevisti dei pazienti, non esime gli operatori dal conoscere le interazioni tessutali e le indicazioni, con i limiti e le complicanze connesse al utilizzo dei laser. Per ridurre i rischi di danneggiare i tessuti con dosi elevate,
andando contro la tendenza di impiegare sorgenti sempre più potenti
applicate per durate brevissime, alcuni operatori seguendo i principi
della termocinesi hanno colorato artificialmente le lesioni per aumentarne
l'assorbimento. Ciò consente di danneggiare i bersagli con notevole
riduzione di fluenze e quindi limita i danni da sovradosaggi. Con tale
artificio, utilizzato come traccia in chirurgia plastica ed estetica, si
circoscrive in modo controllato la termolisi e la penetrazione del raggio
a quanto pigmentato, come ipotizzato da Parrish. |
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