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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011 |
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FOTOTERMOCOAGULAZIONE DELLE VARICI del dott. Ovidio Marangoni specialista in Chirurgia Generale Fondazione Glauco Bassi Trieste La malattia varicosa e' una patologia ancora alla ricerca di una cura definitiva. Che non sia invasiva, ma risulti efficace, esteticamente accettabile, economica, dai rapidi recuperi. E soprattutto che migliori la qualita' di vita dei pazienti |
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Poiche' consideriamo come punti fissi il polimorfismo e l'evolutivita' della Malattia Varicosa con le diverse risposte terapeutiche alle diverse cure e l'alta incidenza di recidive dopo chirurgia demolitiva (crossectomia= stripping corto) trattamento quest'ultimo che dimostra da 100 anni i migliori follow-up, molti studiosi sono alla ricerca di cure che anche se non possono stabilizzare la patologia siano idealmente mini-invasive, efficaci, estetiche, economiche, dai rapidi recuperi e che migliorino la qualita' di vita. La promettente sclerosi chimica in "mousse", pur ottenendo una buona fibrosi, per la permanenza dei |
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reflussi ostiali safeno
femorali in sede, ha bisogno del giudizio del tempo al fine di valutare
l'incidenza delle ricanalizzazioni. |
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Quindi si notano contemporaneamente spessori eterogenei, variabili fra 1500 -400micron, in progressivo rimodellamento fino a sostituire la componente muscolo-elastica con connettivo fibrosclerotico e matrice extracellulare, arrivando alla velamentosita' spessoriale di 115micron La perdita dell'elasticita' comporta cedimento-assottigliamento parietale e allungamento. Questi concetti fanno capire l'importanza di utilizzare tipi di farmaci sclerosanti in concentrazione e quantita' diversa, adeguata alla dimensione (spessore - struttura) della varice, ovviamente non hanno mai destato interesse nei chirurghi, perche' il calibro del vaso da strippare non modifica la tecnica operatoria. |
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La somma degli effetti con energie di 10-12W su segmenti longitudinali di 2-3 mm/sec, evidenzia: Inizialmente innalzamento della temperatura a 100°C con fototermolisi selettiva dei Globuli Rossi endoluminali e di quelli contenuti nei vasa vasorum avventiziali, in varici di diametro fino a 1.0 cm, se le pareti sono ipertrofiche anche la mioglobina muscolare sara' coagulata -quindi la punta ottica che si riscalda a 700-1000°C, vaporizzata la componente acquosa, determina un solco di coagulazione parietale per contatto diretto. Tali parametri mediamente causano una nevrosi coagulativa profonda 0,3 mm nello spessore parietale. |
![]() Esito finale sutura della ferita puntiforme al terzo della coscia inguinale . assesnza di ematomi |
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Se lo spessore parietale e' maggiore di 1000micron ad alta componente muscolo-elastica (giovane eta' della varice) gli endolaser, pur coagulando la mioglobina muscolare, determinano proporzionalmente un danno meno profondo nella struttura della parete, viceversa, sui segmenti o sulle pareti velamentose (300-500 micron anziani) si procura perforazione e propagazione dell'energia calorica nel tessuto peri avventiziale che spiega le neuriti termiche. Nei vasi di diametro maggiore a 1,2 - 1,5 cm, l'energia non riesce a distribuirsi uniformemente su tutta la circonferenza interna della vena per i cul de sac laterali, per cui possono persistere aree di endotelio integre che dimostrano forte azione riparativa. Anche nei trattamenti endolaser foto termo coagulanti le varici, come per quelli fototermolitici delle microvarici (teleangectasie o capillari) quindi, piu' del diametro vasale indicante il volume cromoforico, e' importante lo spessore-struttura parietale. Essendo lo spessore intimo mediale varicoso "molto variabile", la durata di esposizione laser deve essere proporzionata allo spessore parietale. Le endosclerosi laser safeniche ambulatoriali a fluenze fisse e con permanenza della giunzione safeno femorale per 2-3 cm, come proposto dalla maggior parte delle case produttrici di strumenti e approvata per alcuni dalla FDA, nonostante i buoni risultati a breve, non convincono i "vecchi flebochirurghi" sulla durata stabile della fibrosi, facendo temere elevate ricanalizzazioni a distanza per:
Inoltre tali procedure quando sono applicate in modo semplicistico e superficiale non risultano scevre da complicanze:
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In anestesia locale, da un microtaglio (2mm) al terzo inferiore di coscia, si introduce endosafena la fibra ottica (600-1000micron), collegata a un laser diodico 808 nm (Eufoton), posizionandola con transilluminazione del raggio guida rosso, nella giunzione safeno-femorale. Quindi attraverso una mini incisione inguinale (1-2 cm) si esegue una mirata crossectomia; da questa ferita si valuta lo spessore parietale safenico. Le energie applicate sono differenziate a seconda dello spessore 10-12 Watt (in emissione pulsata per gli spessori sottili, in continua per gli ipertrofici + 1000micron) ogni 2-3 mm al secondo, si frazionano segmenti venosi longitudinali di 10 cm e nella retrazione si laserizza. |
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Se la varice e' molto
superficiale conviene infiltrare il derma con soluzione fisiologica per
distanziarla e proteggerla dalla diffusione della ondata termica. |
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