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QUALCHE PAROLA PER SPIEGARE IL LASER
di
Andrea Agnello
La luce
laser possiede proprieta' fisiche capaci di determinare
un effetto biologico specifico sui tessuti viventi.
Linterazione tra raggio laser e tessuti determina
il trasferimento di energia che trasformandosi in calore
ha come effetto la distruzione del tessuto stesso. Il
LASER puo' essere considerato levoluzione moderna
dei sistemi di terapia che sfruttano il calore (dalle
lampade ad infrarossi usate per il trattamento delle
patologie benigne ai sistemi per la perfusione ad alta
temperatura degli arti ). Lipertermia e' stata
proposta per la terapia di patologie tumorali quali, ad
esempio, il melanoma. I meccanismi ipotizzati per
spiegare gli effetti favorevoli dellipertermia sono
diversi:
1) Inibizione della proliferazione cellulare e
potenziamento degli effetti citostatici degli agenti
chemioterapici usati nel trattamento dei tumori. Il
calore provoca importanti modificazioni del metabolismo e
della sintesi proteica cellulari (effetto heat
shock).
2)
Modulazione della risposta immune e della produzione
cellulare di fattori responsabili
dellinfiammazione. Essa e' gia' utilizzata nel
trattamento di affezioni allergiche come la rinite ed e' dimostrata, a livello cutaneo, dal blocco
dellinduzione dellipersensibilita' da
contatto. Infatti, questa e' la tecnica oggi piu'
utilizzata in medicina in generale ed in dermatologia in
particolare, nellapplicazione terapeutica
dellipertermia.
ll LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation), inventato da Maiman nel 1960,
trovo' le sue
prime applicazioni in campo medico nel 1961, grazie al
dermatologo Leon Goldman. Mediante un sistema fisico ed
ottico sofisticato, esso permette di amplificare (in un
materiale attivo eccitato da unopportuna fonte di
energia) e di emettere una radiazione elettromagnetica
(luce) monocromatica (lunghezza donda specifica),
coerente (in fase) e non divergente (collimata). Affinche' lenergia luminosa emessa in questo modo
causi effetti biologici, e' necessario che sia assorbita
dal bersaglio (nel caso specifico la cute o un suo
costituente TARGET) e trasformata in altre
forme di energia: termica, chimica, meccanica. In
dermatologia, oggi si utilizzano sostanzialmente gli
effetti fototermici dei LASER; essi consentono, a seconda
delle loro diverse caratteristiche fisiche di tagliare,
di vaporizzare o di fotocoagulare un bersaglio.
Le
caratteristiche fisiche che differenziano i vari tipi di
laser dipendono essenzialmente da:
1) Lunghezza donda espressa in nanometri
2) Durata dellimpulso luminoso.
Lobbiettivo clinico delle applicazioni laser in
dermatologia e' essenzialmente quello di ottenere la
distruzione di alcune specifiche lesioni cutanee con il
minimo di effetti collaterali e di effetti lesivi sul
tessuto sano.
Le malformazioni vascolari congenite rientrano tra le
principali applicazioni del laser. Lassorbimento
dellenergia luminosa e' legato alla presenza di
strutture molecolari dotate di una specifica sensibilita'
e capacita' di assorbimento nei riguardi del tipo e della
frequenza dellenergia luminosa stessa (cromoforo) .
La scelta del tipo di laser viene fatta in funzione della
particolare sensibilita' del cromoforo nei confronti di
una specifica lunghezza donda rispetto le altre
molecole fotoassorbenti che compongono la lesione oggetto
del trattamento. La scelta della frequenza donda e' importante anche per
cio' che riguarda la profondita', a
livello cutaneo, a cui il raggio laser penetra in maniera
da ottenere un effetto di modificazione tissutale. Il
cromoforo bersaglio nel trattamento delle malformazioni
vascolari e' rappresentato dallemoglobina.
Un importante parametro che viene tenuto in
considerazione nel trattamento mediante laser e' il
cosiddetto: Tr (Tempo di rilassamento termico del
cromoforo bersaglio). Esprime il tempo richiesto perche'
il calore generato dallassorbimento
dellenergia luminosa allinterno del cromoforo
target si riduca del 50% rispetto il valore iniziale al
termine dellimpulso laser. La precisa definizione
di tale parametro permette di ottenere una temperatura
differenziale transitoria massima tra target e strutture
circostanti. Pulsazioni piu' brevi confinano
lenergia laser a target piu' piccoli con una
aumentata sensibilita' spaziale ottenendo una
FOTOTERMOLISI SELETTIVA. Cio' permette di ottenere il
massimo effetto terapeutico (distruttivo) sulla
molecola/struttura bersaglio riducendo contemporaneamente
gli effetti lesivi sui tessuti circostanti.
I
DIFFERENTI TIPI DI LASER
Fisicamente, un LASER e' definito dal materiale attivo dove vengono
generati i fotoni (gas, cristallo liquido), dalla
fonte di energia utilizzata per stimolarlo
(elettrica, ottica, chimica), dalla modalita' di
emissione (a impulsi o continua) e dalla
lunghezza donda.
- Laser a CO2
- Laser ad Argon
- Laser YAG-Neomidio
- Laser a colorante pulsato (Pulse Dye Laser)
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