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Il laser usato in interventi di chirurgia estetica
ginecologica
Se ne parla poco e l’argomento suscita ancora imbarazzo, ma sono molte le donne che oggi ricorrono a interventi di chirurgia estetica ginecologica
di Germana Pitrola In un precedente numero de La Pelle (novembre - dicembre 2006) abbiamo parlato di un argomento di difficile trattazione, data la delicatezza del tema, ma che negli ultimi tempi
e' diventato di sempre maggior attualita': la chirurgia dell’intimita'. Nell’articolo veniva fatto riferimento al ringiovanimento del tessuto vaginale che come tutti gli altri tessuti del corpo umano puo' perdere, con il trascorrere degli anni, di
elasticita'. Alcuni colleghi, fra lo scetticismo e la curiosita' della materia, ci hanno chiesto di approfondire attraverso quali metodologie
e' possibile intervenire per risolvere questo problema. Secondo l’esperienza degli americani e dei giapponesi che per primi hanno iniziato questa
attivita', tra gli interventi maggiormente utilizzati in chirurgia estetica
ricostruttiva, quello con il laser risulta essere il meno invasivo e il piu' rapido. La durata media di ogni applicazione
e' generalmente di un’ora ed e' effettuata in day-hospital. Gli specialisti del settore, considerati ormai alla stregua di veri e propri “designer”, fanno spesso riferimento a termini quali LVR e
DLV. Vediamo nello specifico cosa si cela dietro a questi acronimi. Nel primo caso
(LVR) parliamo di
ringiovanimento vaginale.
La procedura chirurgica utilizzata, mira a ricostruire le aree in cui e' avvenuto il rilassamento vaginale, dovuto a molteplici cause, quali possono essere l’eta' o le ripetute gravidanze, e mediante la ricostruzione a migliorare la gratificazione sessuale. Le zone interessate nello specifico sono: il terzo esterno vaginale, il diametro interno alla vagina, l’orifizio vaginale e l’area
perineale.
In seconda battuta (DLV), invece, parliamo di vaginoplastica. Il chirurgo, in questo caso, interviene sulle strutture
vulvari: piccole e grandi labbra, monte di venere, perineo, orifizio vaginale e imene. Il problema affrontato con questo tipo di “ritocco” non
e' puramente estetico come si potrebbe pensare, ma puo' essere a volte anche funzionale. Quando le piccole labbra si estendono oltre le grandi, la loro eccessiva espansione puo' provocare dolore o fastidio. Molte pazienti accusano disagio anche per il semplice sfregamento della parte interessata con i pantaloni o con i collant, mentre cercano di compiere normali azioni quotidiane come camminare o fare sport. E nel peggiore dei casi lamentano una difficolta' ad avere rapporti sessuali. La possibilita' di poter alleviare un disturbo cosi' intimo e personale, porta tante donne a richiedere questa semplice procedura che puo' alleviare tanti piccoli problemi della vita di ogni giorno.
Una visita preliminare in cui la paziente espone il disagio, serve al chirurgo a inquadrare e valutare il quadro complessivo e a decidere quali tipi di correzioni effettuare. Perche' un ritocco non ne' esclude altri che possono essere necessari a migliorare sia l’aspetto estetico che la
funzionalita'. Dopo aver programmato il tipo di intervento, la paziente viene ricoverata e sottoposta ad anestesia locale
(epidurale o spinale) e solo in alcuni casi, generale. Il decorso post operatorio non risulta doloroso poiche' l’anestesia ha una durata di circa 18-24 ore e copre quindi l’intero arco della giornata. Dopodiche' analgesici o applicazioni di ghiaccio sulla parte interessata rendono controllabile il dolore. Non
e' necessario ripetere la procedura a distanza di tempo, poiche' questa e' definitiva a meno che non intervengano altri fattori quali ulteriori gravidanze o particolari traumi che possano modificare la fisiologia della paziente. Evidentemente l’invecchiamento costituisce un fenomeno fisiologico inarrestabile. Non esistono pero' delle controindicazioni sull’eta', dai 20 anni in su,
e' quasi in tutti i casi possibile intervenire. Vediamo invece le implicazioni psicologiche che portano una paziente a decidere di sottoporsi a una ricostruzione. Il sentirsi poco desiderate, quando si va in la' con l’eta', il voler migliorare le proprie prestazioni sessuali, il bisogno di piacere di piu' a se' stesse e al proprio partner, sono solo alcune tra le motivazioni piu' ricorrenti e riscontrate.
Se consideriamo che il ricorso alla chirurgia estetica e' diventato ormai un’abitudine e non solo per le donne dello spettacolo, non bisogna stupirsi che le esigenze si accrescano e i bisogni aumentino proporzionalmente al numero delle soluzioni possibili.
Forse e' proprio questo uno dei motivi principali che porta un chirurgo a smettere le vesti di tecnico per assumere quelle di consigliere e di psicologo, che ancor prima di curare il corpo ha il compito di curare l’anima delle persone aiutandole a sentirsi in pace soprattutto con se' stesse. Senza mai esagerare.
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