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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 



Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica

Nell’opinione di due medici italiani, i parametri di riferimento per il miglior trattamento di epilazione con tecnologia laser vanno ricercati nei risultati ottenibili con un particolare laser a diodi che arriva dalla California

del Dr. A. Pulvirenti (Catania) e del Dr. L. Mazzi (Verona)

I trattamenti di epilazione non possono e non devono prescindere da quello che e' la clinica del problema lamentato. e' quindi necessario, prima di iniziare terapie di epilazione e, soprattutto quando ci si trovi di fronte a pazienti con irsutismo e ipertricosi, indagare e valutare le cause che hanno determinato o sostengono il problema, anche con l’aiuto di un endocrinologo e/o di un ginecologo. L’inizio di una eventuale terapia ormonale puo' essere altresi' contestuale all’epilazione, a patto che non siano somministrate sostanze che possono determinare fotosensibilizzazione. In tutti questi anni molti si sono cimentati nell’epilazione laser: medici e non. I risultati, lo sappiamo bene, sono stati spesso lontano dalle aspettative, ma soprattutto poco coerenti con i valori di riferimento dati. I medici, infatti, hanno operato su pazienti che spesso lamentavano problemi, quale l’ipertricosi e l’irsutismo e non solo, e si sono ritrovati a lavorare con tecnologie forse non proprio all’altezza del loro compito. 
In risposta a una domanda sempre maggiore di depilazione da effettuarsi, almeno virtualmente in ogni area del corpo, e' arrivata la necessita' di sviluppare un sistema efficace e dai costi contenuti. Fin dalla sua introduzione sul mercato nel 1988 il laser a matrice diodica si e' sempre più affermato come uno dei migliori dispositivi per epilazione. A sei anni di distanza, secondo la nostra esperienza, il laser a diodi LightSheer™ (Lumenis Ltd, Santa Clara CA, USA) ha mantenuto le aspettative e confermato la sua leadership come laser per l’epilazione, sostenuta anche dagli innumerevoli utilizzatori e dalle migliaia di pazienti trattati nel mondo, con eccellenti risultati. 

Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica Il LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per ottenere un’efficace epilazione: 
• tecnologia a matrice diodica;
• appropriata lunghezza d’onda;
• caratteristiche dell’impulso consono al tipo di trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il fototipo di paziente;
• buona misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;
• innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;
• ottima ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e calibrabile sull’area da trattare. 
Il laser a diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per epilazione: efficace in termini di resa energetica, di modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz, dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a 400msec con dispositivo Optipulse™ 
Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica
Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica che permette un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata dell’impulso. 
La durata d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo Fitzpatrick. 
Anche la superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima, durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso un 
sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica rende possibile il trattamento di zone delicate con minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™ e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una leggera pressione dell’area sede di trattamento.  Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica

Tale compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si determina un’ischemia dei capillari superficiali veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un target competitivo con la melanina del follicolo pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in ogni area del corpo. I pazienti si presentano a controllo per una seduta di depilazione, solitamente una volta al mese, ma la risposta e' individuale e differente a seconda delle diverse aree trattate, per cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le sedute possano risultare progressivamente più lunghi. 
Ancora, e' da tener conto che, anche il numero totale di sedute per ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa 3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come il gold standard per l’epilazione.
Il LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per ottenere un’efficace epilazione: 
• tecnologia a matrice diodica;
• appropriata lunghezza d’onda;
• caratteristiche dell’impulso consono al tipo di trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il fototipo di paziente;
• buona misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;
• innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;
• ottima ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e calibrabile sull’area da trattare. 
Il laser a diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per epilazione: efficace in termini di resa energetica, di modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz, dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a 400msec con dispositivo Optipulse™ che permette un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata dell’impulso. 
La durata d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo Fitzpatrick. 
Anche la superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima, durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso un sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica rende possibile il trattamento di zone delicate con minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™ e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una leggera pressione dell’area sede di trattamento. 
Tale compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si determina un’ischemia dei capillari superficiali veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un target competitivo con la melanina del follicolo pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in ogni area del corpo. I pazienti si presentano a controllo per una seduta di depilazione, solitamente una volta al mese, ma la risposta e' individuale e differente a seconda delle diverse aree trattate, per cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le sedute possano risultare progressivamente più lunghi. 
Ancora, e' da tener conto che, anche il numero totale di sedute per ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa 3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come il gold standard per l’epilazione.



 

 



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