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articolo aggiornato il: Thursday 10 May 2012

 

L'antiossidante formulato in siero

La pelle irritata e sensibile mostra segni di danno radicalico che possono trovare rimedio nelle applicazioni topiche di formulazioni di nuova generazione

del dott.ssa Magda Belmontesi, dermatologa Milano

Non bisogna mai stancarsi di ricordare ai nostri pazienti che l'invecchiamento cutaneo e' legato a due serie di fattori: intrinseci, legati alle proprie caratteristiche genetiche e determinati da una sorta di orologio interno personale, e come tale definito cronoaging; ed estrinseci, legati alle aggressioni esterne, prodotte dai radicali liberi in particolar modo, e soprattutto legati al danno da foto esposizione cumulativo ai raggi UV, e pertanto definito fotoaging. Ma a queste basilari informazioni va sempre aggiunto che, in particolar modo, il danno radicalico a carico della cute e' conseguenza di molte aggressioni, che vanno dalle componenti metaboliche, ormonali, a quelle legate alle abitudini sbagliate nell'alimentazione, dalle diete squilibrate allo stress psico-fisico, e particolarmente dall'inquinamento atmosferico sino ai danni da accumulo ai raggi UVA. Dopo anni di corretta informazione, pero', in base alla mia esperienza mi accorgo che il pubblico abbia finalmente compreso che nonostante la nostra cute sia dotata di naturali difese antiossidanti per contrastare le aggressioni dei ROS (specie reattive dell'ossigeno), la maggior parte delle nostre naturali difese antiossidanti si riducono e impoveriscono con l'eta'. In tal modo allora, la melanina in superficie come naturale pigmento di difesa verso le radiazioni UV, l'acido ialuronico piu' in profondita' nel derma a difesa del tessuto connettivale, gli enzimi quali la catalasi o la SOD (superossidodismutasi) a tutela delle reazioni del metabolismo cellulare, cosi' come la componente vitaminica, assunta con la dieta, spesso possono non essere sufficienti a contrastare tutti gli attacchi ossidativi. Oggi infatti sappiamo che, affinche' le cellule cutanee siano protette efficacemente, e' necessario che la bilancia ossidativa si mantenga in equilibrio tra produzione di ROS e difese antiossidanti, enzimatiche e non enzimatiche. Tante volte si e' scritto che i radicali liberi maggiormente responsabili dell'aggressione cutanea sono i perossidi di ossigeno e di azoto e l'ossigeno singoletto, che attaccano le membrane cellulari provocando la perossidazione dei fosfolipidi di membrana. Piu' specificamente si e' scoperto che tale danno si estende successivamente ai mitocondri cellulari (veri centri di produzione dell'energia cellulare), alle sedi della sintesi proteica, sino ad intaccare il nucleo e gli acidi nucleici, sedi dell'informazione genetica. Risulta quindi evidente, anche nella coscienza dei pazienti piu' consapevoli, la necessita' di proteggere efficacemente la cute da tali costanti insulti, per rallentare i processi di foto invecchiamento. Se la protezione solare quotidiana risulta quindi indispensabile per ridurre l'accumulo di raggi UV sulla pelle, va detto che nessun sunscreens e' in grado di bloccare totalmente i raggi solari, valutandosi infatti che mediamente una protezione solare estrema 50 blocchi circa il 96% dei raggi UV a patto che venga riapplicata ogni 2-3 ore. Accanto a cio', i piu' recenti congressi mondiali di medicina antiaging segnalano che i sunscreens bloccano solo il 55% circa di radicali liberi prodotti dai raggi UV, e che pertanto risulta indispensabile l'associazione con sostanze antiossidanti, al fine di contrastare efficacemente lo stress ossidativo foto indotto. Tutti sanno che le sedi cutanee maggiormente a rischio sono quelle foto esposte, in particolare viso, collo, decollete' e dorso mani, che necessitano di maggiore cura e prevenzione, e che per tali zone la normale routine dermo-cosmetica quotidiana dovrebbe avvalersi di un pool di attivi antiossidanti, in grado di agire su piu' fronti verso gli attacchi ossidativi. Tra le varie sostanze antiossidanti le proprieta' cosmetiche e curative del ginseng sono note gia' dalla antica medicina cinese, la parte attiva della pianta, contenuta nella radice, il panax – ginseng (nomenclatura INCI) e' ricco di saponine e ginsenoidi, ed e' in grado di incrementare l'idratazione e l'elasticita' cutanea e di migliorare il microcircolo. Anche il retinolo, vit. A lipofila, e' epitelio-protettrice per eccellenza con elevata capacita' antiossidante, vero scavenger dei radicali liberi. La formulazione Idrastin® Siero della RPF® associa a questi due attivi la presenza di fitoestrogeni, in grado di favorire un aumento di densita' del derma. Tutto cio' grazie all'aumentato trofismo cellulare per allungamento delle catene mucopolisaccaridiche dei GAG dermici. L'azione protettrice e' potenziata dagli acidi grassi polinsaturi contenuti nell'olio di girasole e dalla presenza di X-Solve, sostanza che migliora la microcircolazione superficiale, incrementando il flusso sanguigno. La sua applicazione topica evidenzia una vasodilatazione cinque volte maggiori dell'ingrediente attivo incorporato nella matrice. La valutazione ''in vitro” effettuata dal Centro di Ricerca Microna di Torino, con la supervisione della d.ssa Emanuela Corsini responsabile dell'Unita' di Immunotossicologia e Immunofarmacologia nel Dip. di Scienze Farmacologiche dell'Universita' di Milano, ha evidenziato la capacita' di modulare il danno indotto da uno stimolo irritante su colture di cheratinociti umani, e una buona attivita' antinfiammatoria, lenitiva, riparatrice, rigenerante dei cheratinociti. La base siliconica reticolare degli eccipienti, a differenza degli oli minerali, consente infine la traspirazione cutanea oltre a garantire una texture eccezionale che risulta particolarmente piacevole per il viso e per piccole aree del corpo, contrastando i processi di aging a carico del compartimento fibroso e amorfo del derma. 





 


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