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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 

Biorivitalizzazione interattiva

Combinazione tra peeling bifasico e acido ialuronico slow release per aumentare e intrappolare l'acqua extracellulare e potenziare l'azione di rigenerazione tissutale

del Dott. Andrea Alessandrini Specialista in Chirurgia Vascolare - Chirurgia e Medicina Dermo-Estetica - Roma

Disidratazione, secchezza, rughe, cedimenti sono i segni piu' manifesti di una cute senescente. Ma molto di piu' avviene a livello microscopico e strutturale, in un processo sintetizzabile in una triade di fenomeni: rallentamento del turnover cellulare con scarso rinnovamento degli strati piu' superficiali che appaiono ispessiti, opachi, e sede di pigmentazioni di vario tipo; lento e progressivo processo di disgregamento delle fibre del derma, ma soprattutto notevole riduzione della quota di acqua presente nel comparto extracellulare. Il protocollo terapeutico della ''biorivitalizzazione interattiva'' e' dedicato a pazienti che presentano un invecchiamento cutaneo di medio e alto grado, ed e' caratterizzato da una tecnica combinata che comprende l'utilizzo di un soft peeling '' bifasico'' e di infiltrazioni di acido ialuronico naturale biointerattivo nella formulazione ''slow release''. La sinergia tra il peeling e l'acido ialuronico biointerattivo viene gia' utilizzata da tempo, ma la novita' in questo caso e' rappresentata sia dalla evoluzione delle singole metodiche (peeling e acido ialuronico slow release) sia dall'associazione effettuata nella stessa seduta potenziando cosi' i diversi effetti terapeutici. 
Combinazione tra peeling bifasico e acido ialuronicoCombinazione tra peeling bifasico e acido ialuronico
Peeling Bifasico                                              Ial-System ACP
Tale scelta e' dovuta a un razionale terapeutico di biointerattivita' ben fondato e giustificato. L'applicazione del soft peeling provoca infatti sulla cute una serie di effetti: rottura dei legami intercorneocitari con conseguente distacco delle vecchie cellule alterate, stimolazione dello strato germinativo basale epidermico con evidente accelerazione del ricambio cellulare, dilatazione del plesso vascolare dermico con conseguente aumento del flusso ematico evidenziabile obiettivamente gia' attraverso un eritema di medio grado. 
L'aumento della pressione idrostatica derivato dalla dilatazione capillare portera' inevitabilmente a una fuoriuscita di liquido che si fara' strada nel comparto extracellulare: il risultato sara' un discreto edema e turgore. Questo aumento di acqua e' molto importante in una cute senescente, disidratata come quella trattata. Il secondo passo e' quello di mantenere il piu' a lungo possibile questa idratazione, questa quota di acqua guadagnata con il peeling, e cio' e' possibile solo con un immediato ulteriore atto terapeutico: l'infiltrazione di acido ialuronico naturale interattivo (Ial-System ACP). Importante ricordare che questo acido ialuronico e' ''autocross-linkato'', ovvero sottoposto a un processo, brevettato a livello mondiale, che e' rappresentato da una esterificazione tra i gruppi idrossilici e i gruppi carbossilici, senza utilizzare sostanze chimiche estranee alla molecola dell'acido ialuronico stesso (contrariamente a quanto avviene nei fillers). 
Questo autocross-linkaggio permette una lunga residenza del prodotto in situ, che altrimenti sarebbe in tempi brevi riassorbito. Una volta iniettato nel derma Ial-System ACP trova un ambiente fortemente idratato grazie alla pregressa azione del peeling, assorbe acqua, la mantiene a lungo in sede, e quindi degradandosi lentamente nel tempo libera frazioni di acido ialuronico a vari pesi molecolari che attraverso le loro azioni recettoriali (CD44, ICAM) proseguono e rafforzano il processo di biostimolazione e rigenerazione tissutale.  Combinazione tra peeling bifasico e acido ialuronicoCombinazione tra peeling bifasico e acido ialuronico
                           Pre-trattamento                                                     Post-trattamento
Ma il vantaggio di questa associazione non si esplica soltanto nell'aumentare e intrappolare liquido nel comparto extracellulare: infatti grazie al suo alto potere antiossidante l'Acido Ialuronico neutralizza i Radicali Liberi che inevitabilmente si producono dalla flogosi indotta dal peeling, esaltando cosi' solo gli effetti positivi del peeling stesso. Altre informazioni sulla metodica: i punti del viso vengono trattati utilizzando sia la tecnica a ponfi intradermici ravvicinati con ago 30G da 4mm, sia la tecnica lineare con ago da 13mm 30G. Generalmente l'infiltrazione dopo il peeling e' possibile in quanto trattiamo delle cuti invecchiate che si presentano non molto reattive e particolarmente resistenti. Al termine delle microiniezioni, sull'area trattata si applica una crema ad azione riparatrice tissutale, lenitiva e di ripristino per il film idro-lipidico. L'applicazione di tale prodotto viene proseguita anche a domicilio almeno per i successivi 6/7 giorni. Lo schema di trattamento prevede una serie di 3 sedute differenziate nei tempi: 15 giorni tra la prima e la seconda 21 giorni tra la seconda e la terza. Poiche' l'invecchiamento dei tessuti inesorabilmente avanza si propone un mantenimento dei risultati con terapia appropriata domiciliare e con un trattamento di richiamo da effettuarsi ogni 2 massimo 3 mesi. Concludendo, alla luce dei nostri risultati possiamo affermare che la contemporanea azione dei due trattamenti sulla cute risulta essere perfettamente compatibile, utilizzando prodotti sicuri e largamente testati quali quelli descritti. Laddove la cute si presenti particolarmente reattiva al peeling bisogna pero' attendere circa 15-30 minuti prima di eseguire l'infiltrazione di Acido Ialuronico. Gli effetti collaterali eventuali rientrano nella comune pratica delle infiltrazioni e sono rappresentati principalmente da lesione ecchimotiche. Rispetto alle singole tecniche eseguite in tempi differenziati, questa metodica garantisce infine un'azione maggiore sulla luminosita', turgore, tono e compattezza dei tessuti.

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