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articolo aggiornato il: Thursday 10 May 2012

 

Uno studio sulla cavitazione

Una ricerca condotta presso l'Universita' dell'Aquila ha indagato sugli effetti biologici indotti dall'applicazione degli Ultrasuoni sul tessuto adiposo

del Prof. Maurizio Giuliani Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Direttore Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Dipartimento di Scienze della Salute Universita' degli Studi dell'Aquila

L' Adipocitolisi Cavitazionale con ultrasuoni (US) e' una strategia terapeutica gia' nota agli specialisti del settore ma il miglioramento delle tecnologie messe a disposizione dei medici ha rinnovato un crescente interesse scientifico per questa metodica utile per la manipolazione del tessuto adiposo e il miglioramento del profilo corporeo. Come e' noto gli apparecchi a Ultrasuoni determinano sul tessuto biologico 3 effetti specifici: meccanico, termico, cavitazionale. La cavitazione e' un fenomeno fisico peculiare per il quale un'onda elastica propagandosi nei tessuti e nei fluidi extracellulari provoca una depressione repentina di valore tale da scendere sotto la tensione dei gas disciolti con la formazione di microbolle che nel ciclo successivo, caratterizzato da aumento di pressione, implodono cedendo energia alle membrane cellulari degli adipociti. Le microbolle, implodendo, danno origine ad un hot spot ovvero a un impulso pressorio-vibrazionale con temperature elevatissime, pressioni e scambi di calore nell'ordine del microsecondo. L'hot spot altera la struttura adipocitaria fino alla rottura della membrana cellulare (adipocitolisi). 
collo di bisonte prima dell'intervento di cavitazione
Collo di bisonte prima
collo di bisonte dopo l'intervento di cavitazione
Collo di bisonte dopo
La frammentazione del tessuto adiposo libera lipidi che vengono drenati dal sistema veno-linfatico e convogliati nella grande circolazione per essere escreti con l'emuntorio renale o coniugati nel fegato a formare lipoproteine. Quando gli US attraversano un tessuto perdono parte della loro energia: questo processo e' conosciuto con il nome di attenuazione (secondario all'assorbimento e alla dispersione del flusso energetico nel mezzo). L'attenuazione aumenta proporzionalmente all'aumentare della frequenza: un segnale a bassa frequenza (36-42KHz) penetra piu' profondamente di un segnale ad alta frequenza (1-3 MHz) per la minore attenuazione. Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze della Salute dell'Universita' dell'Aquila ha realizzato uno studio sperimentale con il dispositivo ad ultrasuoni Microlipocavitation per indagare e definire scientificamente l'azione degli US con particolare attenzione agli effetti biologici indotti, alla variazione del peso, al pattern lipidico liberato dagli adipociti unitamente a una accurata verifica istologica anche con la microscopia elettronica (campioni di tessuto adiposo umano “ex vivo”). L'apparecchio Microlipocavitation si avvale di microprocessori capaci di monitorare durante la seduta i picchi cavitazionali e di gestire l'energia prodotta dagli US a bassa frequenza (36-42 KHz) ed e' dotato di un set operativo che comprende un device chirurgico e manipoli transcutanei. 
I risultati sperimentali ottenuti dai ricercatori, statisticamente significativi, nel confermare il rapporto di causa-effetto, hanno dimostrato che gli US a “bassa frequenza” sono in grado di determinare una progressiva riduzione del tessuto adiposo “immediata e differita” (apoptosi) con effetti sugli adipociti e sul tessuto collagene (neocollagenogenesi), non compromettono la rete vascolare e/o strutture anatomiche adiacenti al campo di azione (manipolo chirurgico) ed evocano la liberazione immediata e differita (18h) di trigliceridi e colesterolo in forma proporzionale al tempo di applicazione. Le sezioni istologiche hanno altresi' segnalato una capacita' di penetrazione utile (manipolo transcutaneo) di ~3 cm. Di particolare interesse sono apparsi i dati che hanno evidenziato come l'infiltrazione dei campioni con soluzione fisiologica prima del trattamento potenzia l'attivita' adipocitolitica degli US con una maggiore riduzione del peso e della frazione lipidica liberata. Nella pratica clinica il Microlipocavitation si e' dimostrato particolarmente versatile perche', oltre alle innovative caratteristiche tecniche, e' dotato di manipoli che garantiscono allo specialista la scelta di un approccio terapeutico differente in base alle singole esigenze.  doppio mento prima dell'intervento di cavitazione
Doppio mento prima
doppio mento dopo dell'intervento di cavitazione
doppio mento dopo
lipoma ascellare dopo l'intervento di cavitazione
lipoma ascellare prima
lipoma ascellare prima dell'intervento di cavitazione
lipoma ascellare dopo
Il device chirurgico (12/18cm x 2mm) e' molto sicuro e maneggevole perche' concentra la erogazione del flusso energetico unicamente all'apice distale e ha una cannula “fredda” realizzata con una particolare lega che non ne consente il riscaldamento. Il trattamento chirurgico ambulatoriale e' utile per la cura delle adiposita' circoscritte di piccole dimensioni (~100gr) secondo un modello applicativo ampiamente consolidato che prevede: il “planning” preoperatorio con la paziente in posizione ortostatica, l'infiltrazione locale con la soluzione di Klein (rapporto 1:1 e una latenza di 15-30 min) e l'accesso chirurgico con una microincisione di ~1/2mm. Una volta inserito il manipolo, si irradia uniformemente l'area anatomica con movimenti lenti di va e vieni per un tempo di 10-20 min. Dopo la esposizione il tessuto adiposo, completamente disaggregato, appare come un fluido denso, esangue, facilmente rimovibile con una microcannula da lipoaspirazione, con una semplice siringa, con una energica e progressiva “spremitura”. La breccia chirurgica viene chiusa con un cerotto adesivo sterile e l'applicazione di una medicazione elastocompressiva (7-10gg) completa il trattamento. L'outcome dei pazienti e' ottimo e nel postoperatorio il dolore e' assente, l'edema e' di modesta entita' cosi' come rare sono le ecchimosi. 
Nelle casistiche cliniche non vengono segnalate complicanze o effetti indesiderati anche e soprattutto per le caratteristiche strutturali della cannula. Infine, il risultato clinico puo' essere ulteriormente perfezionato con alcune sedute di US per via transcutanea (3-5 sedute di 10 minuti) utili per un piu' rapido riassorbimento dell'edema, per una cicatrizzazione sottocutanea “pilotata” e omogenea, per indurre la neocollagenogenesi (effetto termico) e per migliorare la eventuale “buccia d'arancia” (effetto meccanico e termico). relativamente frequenti.






 

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