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Uno studio sulla cavitazione
Una ricerca condotta presso l'Universita' dell'Aquila ha
indagato sugli effetti biologici indotti dall'applicazione degli Ultrasuoni
sul tessuto adiposo
del Prof. Maurizio Giuliani Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva
ed Estetica Direttore Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica
Ricostruttiva ed Estetica Dipartimento di Scienze della Salute Universita'
degli Studi dell'Aquila
L' Adipocitolisi Cavitazionale con ultrasuoni (US) e' una strategia terapeutica
gia' nota agli specialisti del settore ma il miglioramento delle tecnologie
messe a disposizione dei medici ha rinnovato un crescente interesse scientifico
per questa metodica utile per la manipolazione del tessuto adiposo e il
miglioramento del profilo corporeo. Come e' noto gli apparecchi a Ultrasuoni
determinano sul tessuto biologico 3 effetti specifici: meccanico, termico,
cavitazionale. La cavitazione e' un fenomeno fisico peculiare per il quale
un'onda elastica propagandosi nei tessuti e nei fluidi extracellulari provoca
una depressione repentina di valore tale da scendere sotto la tensione dei gas
disciolti con la formazione di microbolle che nel ciclo successivo,
caratterizzato da aumento di pressione, implodono cedendo energia alle membrane
cellulari degli adipociti. Le microbolle, implodendo, danno origine ad un hot
spot ovvero a un impulso pressorio-vibrazionale con temperature elevatissime,
pressioni e scambi di calore nell'ordine del microsecondo. L'hot spot altera la
struttura adipocitaria fino alla rottura della membrana cellulare (adipocitolisi).
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Collo di bisonte prima

Collo di bisonte dopo
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La frammentazione del tessuto adiposo libera lipidi che vengono drenati dal
sistema veno-linfatico e convogliati nella grande circolazione per essere
escreti con l'emuntorio renale o coniugati nel fegato a formare lipoproteine.
Quando gli US attraversano un tessuto perdono parte della loro energia: questo
processo e' conosciuto con il nome di attenuazione (secondario all'assorbimento
e alla dispersione del flusso energetico nel mezzo). L'attenuazione aumenta
proporzionalmente all'aumentare della frequenza: un segnale a bassa frequenza
(36-42KHz) penetra piu' profondamente di un segnale ad alta frequenza (1-3 MHz)
per la minore attenuazione. Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze
della Salute dell'Universita' dell'Aquila ha realizzato uno studio sperimentale
con il dispositivo ad ultrasuoni Microlipocavitation per indagare e definire
scientificamente l'azione degli US con particolare attenzione agli effetti
biologici indotti, alla variazione del peso, al pattern lipidico liberato dagli
adipociti unitamente a una accurata verifica istologica anche con la microscopia
elettronica (campioni di tessuto adiposo umano “ex vivo”). L'apparecchio
Microlipocavitation si avvale di microprocessori capaci di monitorare durante la
seduta i picchi cavitazionali e di gestire l'energia prodotta dagli US a bassa
frequenza (36-42 KHz) ed e' dotato di un set operativo che comprende un device
chirurgico e manipoli transcutanei.
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| I risultati sperimentali ottenuti dai
ricercatori, statisticamente significativi, nel confermare il rapporto di
causa-effetto, hanno dimostrato che gli US a “bassa frequenza” sono in grado
di determinare una progressiva riduzione del tessuto adiposo “immediata e
differita” (apoptosi) con effetti sugli adipociti e sul tessuto collagene (neocollagenogenesi),
non compromettono la rete vascolare e/o strutture anatomiche adiacenti al campo
di azione (manipolo chirurgico) ed evocano la liberazione immediata e differita
(18h) di trigliceridi e colesterolo in forma proporzionale al tempo di
applicazione. Le sezioni istologiche hanno altresi' segnalato una capacita' di
penetrazione utile (manipolo transcutaneo) di ~3 cm. Di particolare interesse
sono apparsi i dati che hanno evidenziato come l'infiltrazione dei campioni con
soluzione fisiologica prima del trattamento potenzia l'attivita' adipocitolitica
degli US con una maggiore riduzione del peso e della frazione lipidica liberata.
Nella pratica clinica il Microlipocavitation si e' dimostrato particolarmente
versatile perche', oltre alle innovative caratteristiche tecniche, e' dotato di
manipoli che garantiscono allo specialista la scelta di un approccio terapeutico
differente in base alle singole esigenze.
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Doppio mento prima

doppio mento dopo
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lipoma ascellare prima

lipoma ascellare dopo |
Il device chirurgico (12/18cm x 2mm)
e' molto sicuro e maneggevole perche' concentra la erogazione del flusso
energetico unicamente all'apice distale e ha una cannula “fredda” realizzata
con una particolare lega che non ne consente il riscaldamento. Il trattamento
chirurgico ambulatoriale e' utile per la cura delle adiposita' circoscritte di
piccole dimensioni (~100gr) secondo un modello applicativo ampiamente
consolidato che prevede: il “planning” preoperatorio con la paziente in
posizione ortostatica, l'infiltrazione locale con la soluzione di Klein
(rapporto 1:1 e una latenza di 15-30 min) e l'accesso chirurgico con una
microincisione di ~1/2mm. Una volta inserito il manipolo, si irradia
uniformemente l'area anatomica con movimenti lenti di va e vieni per un tempo di
10-20 min. Dopo la esposizione il tessuto adiposo, completamente disaggregato,
appare come un fluido denso, esangue, facilmente rimovibile con una microcannula
da lipoaspirazione, con una semplice siringa, con una energica e progressiva “spremitura”.
La breccia chirurgica viene chiusa con un cerotto adesivo sterile e
l'applicazione di una medicazione elastocompressiva (7-10gg) completa il
trattamento. L'outcome dei pazienti e' ottimo e nel postoperatorio il dolore e'
assente, l'edema e' di modesta entita' cosi' come rare sono le ecchimosi.
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Nelle
casistiche cliniche non vengono segnalate complicanze o effetti indesiderati
anche e soprattutto per le caratteristiche strutturali della cannula. Infine, il
risultato clinico puo' essere ulteriormente perfezionato con alcune sedute di US
per via transcutanea (3-5 sedute di 10 minuti) utili per un piu' rapido
riassorbimento dell'edema, per una cicatrizzazione sottocutanea “pilotata” e
omogenea, per indurre la neocollagenogenesi (effetto termico) e per migliorare
la eventuale “buccia d'arancia” (effetto meccanico e termico). relativamente frequenti.
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