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Trattamento della Epidermolisi Bollosa Acquisita
La sua relazione si e' concentrata sulle novita' nel
trattamento della Epidermolisi bollosa acquisita, ce la puo' riassumere per
i nostri lettori?
Dott. Dennis P. Woodley,
Northwestern University,Chicago Come e' noto,
questa malattia e' molto grave e si caratterizza per la presenza di anticorpi
contro alcune componenti del collagene presente nella membrana basale, nella
zona di congiunzione fra il derma e l'epidermide. Spesso non viene diagnosticata
con certezza a causa della difficolta' di esecuzione dei tests diagnostici e, a
tutt'oggi , non esiste una cura efficace. Sono stati usati vari corticosteroidi
topici e sistemici, la ciclofosfamide, l'azatioprine, il metotrexate, il dapsone,
la fenitoina e l'isotretinoin, da soli o in combinazione, ma i risultati
sono stati molto scarsi. Recentemente abbiamo sperimentato un protocollo a base
di colchicina (8 pazienti), fotoforesi extracorporea ( 3 pazienti) e in un
singolo paziente una combinazione di gamma globuline endovena , aforesi e
fotoforesi.
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Come sono stati i risultati ?
Il quadro e' abbastanza complesso. Degli 8 pazienti trattati
con colchicina, 2 non hanno tollerato il pur minimo dosaggio di 0,4 mg a causa
di una violenta diarrea. Fra i restanti 6, che ne assumevano 1-2 mg al giorno, 4
hanno hanno risposto in maniera positiva e la malattia si e' mantenuta sotto
controllo con la scomparsa, in due pazienti, dei sintomi e la soppressione di
nuove bolle e cicatrici. Nei tre soggetti trattati con la fotoforesi
extracorporea si e' assistito alla diminuzione marcata degli anticorpi anti
collagene e, in due casi, a un netto miglioramento clinico. Il paziente in cura
con le gamma globuline e' ancora in terapia, ma dopo aver concluso tre cicli non
mostra ancora significativi risultati clinici.
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Poche speranze, allora?
Bisogna essere ottimisti. La cura verra' dall'ingegneria genetica. Noi
sappiamo che si tratta di una malattia autoimmune acquisita che coinvolge un
gene presente sul cromosoma 3, il quale controlla la produzione del
collagene tipo 7. Inserendo una porzione di questo gene su un vettore, un
citomegalovirus, e inoculandolo su una linea cellulare immortalizzata
proveniente
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dal
rene ( cellule 293), e' stato possibile sintetizzare
alcuni milligrammi di questo collagene e scoprire come esso determini la
formazione di anticorpi. Tramite un filtro attraverso cui si fa passare il
plasma del paziente, e su cui sono inseriti questi nuovi complessi, si riesce gia' ad eliminare gli anticorpi circolanti che per
affinita' vengono attratti e
sequestrati . Si tratta di un intervento che somiglia molto alla dialisi e che
per il momento
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Cosa si
puo' fare, allora?
Bisogna innanzitutto ricordare che la possibilita' di una interazione fra
farmaci, anche in dermatologia, esiste sempre ogniqualvlta si utilizza una
nuova e' pero' solo un sistema di cura temporaneo, in attesa della
scoperta di qualcosa di piu' efficace. molecola, e che la lista delle potenziali
interferenze cambia continuamente, aggiornandosi ogniqualvolta ne viene scoperta
e segnalata una nuova. In particolar modo, pero', bisognerebbe informare i
pazienti del rischio che corrono quando procedono alla automedicazione o seguono
i consigli di un altro medico che non e' a conoscenza della cura che stanno gia'
seguendo |
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