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Filler iniettivo con riserva d'acqua
L'uso dell'acido ialuronico in forma stabilizzata come filler e
non stabilizzata come biostimolatore e' fondamentale in Medicina Estetica
della dott.ssa Fernanda Distante - Specialista in Dermatologia e
Venereologia - Codogno (LO)
Tra i segni cutanei che accompagnano l'evoluzione dei processi
di aging e fotoaging, la perdita del turgore, del tono e della naturale
luminosita' costituiscono, accanto alle rughe, i piu' frequenti motivi di
richiesta di trattamenti dermoestetici e chirurgici. Alla comparsa di tali
modificazioni contribuiscono vari fattori, tra i quali la progressiva riduzione
delle componenti amorfa e fibrosa del derma conseguente al declino dell'attivita'
dei fibroblasti e aggravata da fattori quali l'esposizione solare, il fumo e
altre fonti di radicali liberi. E' ormai accertato che il ridotto contenuto di
acido ialuronico sia il principale fattore responsabile della graduale perdita
della capacita' di supporto della matrice dermica e delle proprieta'
viscoelastiche cutanee, e che favorisca, insieme ad altri eventi, la comparsa
dei cosiddetti cedimenti cutanei, di pieghe, rughe e della perdita di
idratazione profonda, indispensabile nel mantenimento del turgore e del volume
cutaneo, propri della pelle giovane. Come e' noto, l'acido ialuronico,
principale componente dei glucosaminoglicani (GAG) dermici, svolge numerose e
importanti funzioni nella cute: il suo elevato peso molecolare e la sua spiccata
idrofilia consentono a questo prezioso componente di trattenere acqua sino a 500
volte il suo volume; ha inoltre azione antiossidante/radical scavenger e crea un
ambiente favorevole alla migrazione e alla differenziazione cellulare svolgendo
un ruolo di primaria importanza nei processi di riparazione cutanea attraverso
meccanismi mediati da specifici recettori. Un dato estremamente sorprendente e',
poi, che l'acido ialuronico possiede la caratteristica di essere strutturalmente
identico in tutte le specie, pertanto dotato di elevata biocompatibilita'.
Questa proprieta', unitamente alle caratteristiche funzionali di supporto e di
aumento volumetrico, ha fatto si' che esso abbia avuto fin da subito un notevole
successo nei trattamenti correttivi estetici e antiaging. Cosi', accanto al suo
vasto impiego in forma stabilizzata come filler riempitivo-correttivo per la
correzione di rughe e segni di espressione, da alcuni anni si e' fatto strada
anche l'uso iniettivo della molecola in forma non stabilizzata allo scopo di
stimolare l'attivita' del fibroblasto e di migliorare le proprieta' funzionali
del derma, secondo una tecnica definita di ''biostimolazione'' o di ''biorivitalizzazione''
cutanea. In questo lavoro vengono prese in esame le caratteristiche, la tecnica
iniettiva e i benefici clinici di un gel di acido ialuronico di nuova concezione
(Restylane Vitalā). Non si tratta di un filler ne' di una classica tecnica di
biostimolazione cutanea, ma di un trattamento iniettivo, definito HydroReserve,
in grado di apportare nel derma una riserva di idratazione a lento rilascio
attraverso l'impiego di una formulazione a base di acido ialuronico NASHA (Non
Animal Stabilized Hyaluronic Acid), appositamente studiata per questo utilizzo.
La molecola e' ottenuta per biosintesi batterica ed e' stabilizzata in maniera
di ottenere una rete molecolare tridimensionale in grado di prolungare il tempo
di permanenza dell'acido ialuronico nei tessuti, integrandosi naturalmente e
senza compromettere la sua biocompatibilita'. Restylane Vitalā e' una soluzione
viscosa ad alta concentrazione di acido ialuronico (20mg/ml) con legami deboli
di stabilizzazione e caratterizzata da una degradazione isovolemica che consente
una cessione lenta e prolungata nel tempo di acido ialuronico naturale
mantenendo il volume iniziale. Questo significa che via via che la
concentrazione di acido ialuronico diminuisce, aumenta proporzionalmente la
quantita' di acqua che la molecola e' in grado di richiamare nel derma,
mantenendo cosi' a lungo la sua durata. Pertanto il trattamento apporta alla
cute sia un sostegno dermico a breve e a lungo termine, sia una riserva di
idratazione profonda. Nell'utilizzo di questo trattamento, e' importante
conoscere bene la modalita' di impianto, che prevede una tecnica di iniezione
lineare corta, tangenzialmente al piano cutaneo, a livello del derma
medio-profondo. Il gel deve essere iniettato in microgocce nella fase di
estrazione dell'ago in corrispondenza delle zone colpite da aging e/o fotoaging.
Sedi di elezione sono il volto, particolarmente il terzo inferiore e il
decollete',
le pieghe intermammarie, il dorso delle mani e le pieghe a braccialetto dei
polsi. E' indicato anche negli stati di disidratazione cutanea, a esempio dopo
prolungata esposizione solare e dopo trattamenti peeling e laser. Risulta
inoltre utile in potenziamento ai classici filler riassorbibili: la combinazione
di entrambe le tecniche permette di ottenere risultati di ringiovanimento ancora
piu' naturali e uniformi, oltre che di lunga durata. Il protocollo di
trattamento prevede una seduta ogni quattro settimane per due-tre volte,
ripetibile due volte l'anno. L'effetto del trattamento e' maggiormente visibile
a distanza di 4-5 giorni dalla singola seduta, allorche' il gel iniettato si
integra perfettamente nel tessuto circostante e si stabilisce il nuovo bilancio
idrico tissutale. Con il ripetersi dei cicli di trattamento i benefici cutanei
risultano via via potenziati e piu' prolungati nel tempo. I minimi effetti
collaterali (eritema, dolenzia, ecchimosi) sono sempre transitori. Piu' duraturi
gli effetti collaterali derivanti da una errata tecnica di impianto: se
iniettato troppo superficialmente o in quantita' eccessiva, vi e' il rischio di
pomfi cutanei visibili per oltre 4-5 settimane, fino a che il prodotto non venga
riassorbito. Si raccomanda pertanto di non utilizzare mai la classica metodica
di iniezione a micropomfi superficiali, tipica della biostimolazione. Il
trattamento ha dimostrato una buona efficacia anche in sedi cutanee del corpo
affette da rilassamento, quali l'interno delle braccia (Distante et al.) studi
scientifici dimostrano un significativo miglioramento dei parametri cutanei di
viscoelasticita' e di elasticita' dopo trattamento iniettivo con la formulazione
in esame (Kersher et al).
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