articolo aggiornato il: Thursday 10 May 2012


INTERAZIONE TRA FARMACI

I dermatologi si confrontano sempre piu' con la possibilita' di gravi interazioni fra farmaci. Si tratta sempre di casi non prevedibili?

Dennis P. West , Northwestern University Medical School, Chicago.

Sebbene ci siano numerose possibilita' di interazioni non prevedibili, come per esempio, la ipersensibilita' idiosincratica, oggi si sa molto di piu' su come questo fenomeno si sviluppi. Per definizione diciamo che una interazione farmacologica si verifica ogni qual volta un farmaco, un alimento o un'altra sostanza interagisca con il farmaco che si sta somministrando al paziente, riducendone l'efficacia - il farmaco diviene inattivo - , aumentandola - il farmaco risulta tossico - , o anche mantenendone inalterata l'attivita' terapeutica.Circa il 10% dei farmaci in commercio puo' determinare un' interazione e due volte su dieci si tratta di casi gravi.

Ma che cosa succede in realta' nel nostro organismo?

Bisogna partire dal metabolismo epatico. Tipcamente una sostanza lipofilica e' trasformata a livello epatico in un metabolita solubile in acqua tramite l'aggiunta di uno piu' gruppi funzionali e successivamente attraverso un processo di ossigenazione che avviene nel sistema dei citocromi P-450. Questa funzione nella cellula e' antichissima e risale a quando sulla terra si formo' l' ossigeno, prima non c'erano sistemi per metabolizzarlo e quindi fu necessario un importante passo in avanti nella evoluzione. L'insieme CYP 450 e' una famiglia che raccoglie piu' di 20 enzimi, proteine che si trovano in quasi tutti i tessuti ma sono maggiormente concentrate nel reticolo endoplasmico delle cellule epatiche. Un farmaco puo' aver bisogno di uno o piu' specifci enzimi CYP 450 per essere biotrasformato, e questa funzione puo' essere alerata dall'interazione con altri farmaci che possono funzionare da potenziatori o inibitori.

Ci puo' dare qualche esempio di interazione fra farmaci?

Ci sono due tipi d' interazione : quelle di natura farmacocinetica dovute ad un'altera biodisponibilita' della sostanza a causa di un cambio nel suo assorbimento, distribuzione, metabolismo o escrezione causata da un altro farmaco o da un cibo. Le altre sono di natura farmacodinamica, ovvero quando c'e' una relazione di agonismo o antagonismo fra i farmaci. Fra le reazioni meglio conosciute quelle legate a farmaci analettici (carbamazepine, fenitoina), antiaritmici (digossina, quinidina) , antibatterici (dapsone, eritromicina), anticoagulanti (warfarin), antimicotici ( fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo) , antiistaminici ( astemizole, terfenadine) , antimetabolitici (metotrexate), immunosoppressivi ( ciclosporine), contraccettivi orali( estrogeni) , inibitori della proteasi (ritonavir) e derivati delle xantine ( teofillina) .
Sembra tutto molto semplice

In realta' non e' proprio cosi'. All'interno del sistema CYP 450 si formano 4 gruppi I , II, III, IV , e poi 4 sottogruppi, A,B,C,D, e isoenzimi indicati con i numeri 1,2,3, 4, per cui, per esempio, la caffeina viene metabolizzata dal CYP IA2 , le ciclosporine, la terfenadine e l'eritromicina dal CYP III A 4 e cosi' via per tutti i farmaci. Una interazione puo' portare ad una accelerazione del metabolismo di un farmaco , e di conseguenza a una ridotta disponibilita' e, spesso, a un fallimento della terapia. Al contrario,una interazione che rallenta il metabolismo innalza la quantita' di farmaco disponibile e puo' indurre problemi di tossicita'. Quest'ultimo caso e' quello che si verifica con i piu' recenti inibitori delle proteasi che si usano per i malati di AIDS, che inibiscono in particolare il CYP 450 III A che metabolizza 2/3 di tutti i farmaci usati per l'uomo, per cui nel plasma di questi pazienti si riscontrano concentrazioni altissime, e spesso tossiche, di tutte le sostanze somministrate.




 

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