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In qualsiasi vocabolario si guardi, si legge che i peli sono piccole formazioni sottili e filiformi che crescono sulla cute della maggior parte dei mammiferi. L'esperienza, invece, ci insegna che sulla maggior parte del corpo il pelo dell'essere umano
e' corto e setoso, mentre in alcuni punti specifici come la testa, il pube, le ascelle si presenta con caratteristiche diverse. La cultura occidentale ci informa che i peli hanno da sempre rappresentato un problema soprattutto per le donne. Nella nostra
societa', eliminare i peli puo' avere significati diversi: volersi distinguere dal maschio per fargli notare la differenza, volersi elevare moralmente per distinguersi dalla bestia (il pelo simboleggia l'animale che vive affidandosi solamente all'istinto), volersi elevare culturalmente (il pelo simboleggia l'uomo primitivo, l'uomo selvaggio, l'uomo ignorante), volersi affermare come persona normale, correttamente inserita nella
societa', insomma razionalmente inquadrata (il pelo simboleggia un mondo diverso che spazia dal mondo della fantasia al mondo della follia: licantropia, mostri mitologici, extraterrestri, satanismi, personaggi orridi fanno da sempre parte dell'immaginario umano), voler impreziosire la propria
sessualita' (l'unico pelo residuo, in tal caso quello delle parti sessuali, rappresenterebbe un segno intimo). La clinica medica afferma che quando i peli aumentano si
puo' parlare di irsutismo, ovvero di una crescita abnorme di peli nel sesso femminile. Tradizionalmente si distinguono due tipi di irsutismo: quello androgeno-indipendente (definito anche ipertricosi): nel corso del quale i peli del corpo si trovano in tutto il corpo sparsi senza concentrazione in determinate zone. L'Irsutismo androgeno-dipendente
e' invece dovuto a un funzionamento anomalo degli ormoni androgeni che porta a una manifestazione localizzata nelle zone tipiche dei caratteri sessuali secondari. Diverso invece
e' il significato clinico del termine virilismo che rappresenta l'associazione dell'irsutismo con altri segni di mascolinizzazione (ipertrofia del clitoride, modifiche del suono della voce,…). Oggi si ritiene che il virilismo
e' in genere l'espressione di neoplasie di alcune ghiandole endocrine (ovaio, surrene). Le cause
piu' frequenti di irsutismo sono invece di natura etereogenea: la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) (70-80%); la PCOS
puo' essere primaria ma anche secondaria: dovuta al deficit dell'enzima surrenalico 21-idrossilasi; secondaria a una sindrome di Cushing; a un'iperplasia
surrenalica; a ipotiroidismo; ipertiroidismo; tumori ovarici; tumori surrenalici; iperprolattinemia; ma anche ad assunzione di farmaci quali corticosteroidi, fenitoina, diazossido, minoxidil, progestinici. Sebbene il quadro clinico principale possa variare in una maniera
cosi' ampia, la presenza di un tumore dev'essere sempre sospettata quando la crescita di peli
e' improvvisa e rapida. Cio' anche se l'irsutismo non si accompagna a segni di virilizzazione. Va
pero' sempre tenuto presente che in alcuni casi di irsutismo non e' possibile risalire a una causa precisa e
percio' si parla di irsutismo idiopatico e lo si attribuisce a una maggiore
attivita' dei recettori degli ormoni androgeni presenti a livello delle cellule del follicolo pilifero. Per anni si
e' guardato all'irsutismo come a un fenomeno individuale non misurabile. Ora,
pero', esiste un metodo molto diffuso per quantificare l'irsutismo che corrisponde al cosiddetto
''score di Ferriman e Gallwey'' modificato successivamente da Hatch e coll.: per applicarlo si osserva la distribuzione pilifera di 9 aree: labbro, mento, torace, epigastrio, linea alba, coscia, dorso, avambraccio, regione lombare attribuendo a ciascuna di queste aree un punteggio da 0 (assenza di peli) a 4 (presenza importante di peli). Solo quando lo
''score di Ferriman e Gallwey'' e' superiore a 8 viene generalmente considerato patologico e vanno previste le dovute indagini.
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