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La mesoterapia
L’uso combinato di due sostanze attive ben conosciute
ai medici italiani, l-carnitina e teofillina, migliora i risultati ottenuti
nel trattamento mesoterapico dell’adiposita' distrettuale
Dott.ssa Gloria Trocchi - Dott.
Sergio Maggiori
Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione
Internazionale Fatebenefratelli - Roma L'impiego della
l-carnitina in medicina estetica trova le sue indicazioni nel trattamento
mesoterapico dell'Adiposita’ Distrettuale (AD) in concomitanza con farmaci
lipolitici. E’ noto che la scissione idrolitica dei trigliceridi adipocitari
avviene, con la mediazione del recettore ß due sotto stimolo catecolaminico che
determina, tramite l'adenilciclasi, attivazione dell'ATP ad AMP ciclico il quale
attiva chinasi specifiche che, a loro volta, attivano la lipasi ormonosensibile
(HPL) responsabile della scissione idrolitica dei trigliceridi adipocitari in
acidi grassi e glicerolo. Il glicerolo puo’ riversarsi in circolo (in parte
verra’ utilizzato a livello epatico nei processi di neoglicogenesi e glicolisi,
in parte sara’ eliminato con le urine) o puo’ essere inserito nello shunt
dei monofosfati, non puo’ essere utilizzato nell'adipocita per la biosintesi
dei trigliceridi (assenza dell'enzima glicerolchinasi). Gli acidi grassi possono
passare in circolo (FFA) o essere attivati (esterificazione). Gli acidi grassi
attivati (acil-CoA) possono essere ossidati o utilizzati per la biosintesi dei
trigliceridi.Per essere demolito l'acido grasso deve spostarsi dal citoplasma
nei mitocondri. Gli esteri acil-CoA hanno capacita’ limitata a attraversare la
membrana mitocondriale interna impermeabile a questo tipo di molecola. A questo
punto se non subentrasse un vettore fisiologico, gli acidi grassi esterificati
potrebbero essere utilizzati esclusivamente per la biosintesi dei trigliceridi e
non per la loro ossidazione. L'ingresso degli acil-CoA nei mitocondri avviene
per l'intervento della l-carnitina, carrier fisiologico, che da’ luogo alla
formazione di acil-carnitina in grado di superare la membrana mitocondriale
interna. L'acil-CoA dell'acido grasso e’ cosi’ pronto per l'ossidazione
della sua componente acido grasso a opera di una serie di enzimi specifici
presenti nella matrice mitocondriale. L'ossidazione avviene in due fasi
principali: nella prima l'acido grasso e’ trasformato in frammenti a due atomi
di carbonio sotto forma di acetil-CoA; nella seconda le molecole di acetil-CoA
sono inserite nel ciclo dell'acido citrico (o di Krebs) per essere ossidate a
anidride carbonica e acqua. A questo punto la l-carnitina si rende disponibile
per il trasporto di altri acidi grassi.
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Ruolo della l-carnitina nel trattamento
mesoterapico dell'Adiposita’ Distrettuale
Per Adiposita’ Distrettuale (AD) s'intende un eccesso di tessuto
adiposo in quei distretti in cui, nel soggetto femminile, il tessuto
adiposo e’ normalmente rappresentato come carattere sessuale
secondario estrogeno-dipendente e ne caratterizza la silhouette. Questi
distretti sono essenzialmente la regione glutea, la regione trocanterica,
la radice delle cosce, la regione mediale del ginocchio.L'intervento
mesoterapico si propone di ridurre il volume adipocitario e quindi il
volume degli eccessi adiposi di questi distretti con l'ausilio anche
d'adeguata dietoterapia e attivita’ fisica. La mesoterapia dell'AD
consiste nell'indurre una intensa lipolisi a livello locale utilizzando
le basi xantiniche e piu’ precisamente la teofillina. |
| Il
meccanismo delle varie azioni di questo composto e’ dovuto alla
proprieta’ d'inibire la fosfodiesterasi che, come e’ noto, promuove
l'inattivazione dell'AMP ciclico. Grazie a questa proprieta’ la
teofillina ha anche un'azione lipolitica, infatti l'inibizione della
fosfodiesterasi comporta un ritardo dell'inattivazione dell'AMP ciclico
e quindi il prolungamento dell'attivita’ idrolitica della lipasi
ormonosensibile (HPL) a carico dei trigliceridi adipocitari.A questo
punto, affinche’ parte degli FFA non venga risintetizzata a
trigliceridi e ricondotta ai depositi anziche’ avviata alla
demolizione, e’ necessario fare ricorso all'impiego della l-carnitina,
vettore fisiologico, che favorira’ il passaggio degli Acil-CoA
attraverso i mitocondri e l'avvio verso la ß-ossidazione. |
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Poiche’
la scissione idrolitica dei trigliceridi a opera della teofillina sembra
essere estremamente rapida (pochi decimi di secondo) il trattamento
intradermico locale con l-carnitina dovrebbe precedere quello con
teofillina per assicurare il pronto intervento del carrier fisiologico.
Noi preferiamo la somministrazione orale della l-carnitina alla dose di
4 gr. al giorno per tutto il periodo di trattamento con teofillina
oppure tre giorni prima e il giorno stesso della seduta di mesoterapia. |
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quanto riguarda i risultati, tenendo conto che si agisce sulla
componente ipertrofica dell'AD, sono soddisfacenti anche se non
definitivi. L'impiego combinato teofillina-l-carnitina non solo ha
contribuito ad aumentare il numero di questi risultati ma sembrerebbe
realizzarli in tempi piu’ rapidi.
IL PROFILO DI UN PRINCIPIO ATTIVO
La l-carnitina e’ una molecola
identificata nel 1905. Nel tempo la letteratura scientifica su questo
principio si e’ molto arricchita e nel 1985 il farmaco e’ stato
approvato dalla FDA americana per il trattamento dei deficit primari e
secondari di carnitina (1993). Attualmente sono oltre 30 i Paesi in cui
il farmaco e’ approvato dai rispettivi Ministeri della Sanita'.
Farmacologia e farmacocinetica
della l-carnitina
La l-carnitina e’ un costituente
naturale delle cellule ove svolge un ruolo fondamentale
nell'utilizzazione dei substrati lipidici. La l-carnitina e’ l'unico
carrier grazie al quale gli acidi grassi a lunga catena possono
attraversare la membrana interna mitocondriale e essere avviati verso la
beta-ossidazione. L'ossidazione degli acidi grassi riduce
l'utilizzazione periferica di glucosio e permette l'ingresso degli
acetili (residui della beta-ossidazione) nel ciclo di Krebs, aumentando
la disponibilita’ energetica della cellula. Il composto e’ assorbito
a livello intestinale con picco ematico alla 3a ora e mantenimento di
buoni livelli ematici fino alla 9a ora. Si distribuisce in tutti i
tessuti sia muscolari che parenchimali. L'eliminazione avviene per via
renale per oltre l'80% in forma immodificata nelle 24 ore.
Indicazioni terapeutiche
Deficit primari di carnitina
caratterizzati da fenotipi quali miopatie con accumulo lipidico,
encefalopatia epatica tipo sindrome di Reve's e/o cardiomiopatia
dilatativa progressiva. Deficit secondari di carnitina in pazienti con
acidurie organiche su base genetica e in pazienti con difetti genetici
della beta-ossidazione. Deficit secondari di carnitina in pazienti
sottoposti a trattamento emodialitico. Sofferenza metabolica del
miocardio ischemico (la somministrazione di l-carnitina in pazienti
coronaropatici e’ in modo peculiare in grado di ridurre la produzione
miocardia di acido lattico in corso di crisi ischemica. Inoltre nelle
fasi precoci dell'infarto acuto del miocardio e’ in grado di aumentare
l'escrezione urinaria di acidi grassi che, in tale situazione, risultano
accumulati nel miocardio esercitando stimoli aritmogeni. |
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