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Tante volte abbiamo assistito alla commemorazione dell’acido
ialuronico, dato inesorabilmente per morto. Eppure, se nei congressi, e in giro, si continua a parlare di acido
ialuronico, ci saranno pure dei buoni motivi. Certo, l’assoluta sicurezza e l’assenza di fenomeni allergici o reattivi lo pongono come il filler piu' diffuso, ma la sua durata cosi' come l’inflazione del mercato a causa di tanti acidi ialuronici piu' o meno “commestibili”, ne fanno un filler abbastanza chiacchierato.
Comunque sia, se c’e' un tallone di Achille in questa sostanza, esso e' riconducibile solo la permanenza ridotta dell’infiltrazione, che come per tutti i fillers riassorbibili e non,
e' influenzata da cosi' tanti fattori, da rendere fruttuosamente inutile qualsiasi discussione. La ricerca, da anni, cerca di migliorarne le performance e l’aumento del suo peso molecolare, quindi il linkaggio con altre sostanze, rappresenta comunque la direzione scientifica piu' significativa per cercare di far perdurare il prodotto, che rimane sempre tra i fillers piu' sicuri a disposizione del medico. Per valutare due nuovi fillers prodotti e proposti alla classe medica, abbiamo svolto un acccurato studio su 20 pazienti, misurando il loro gradimento fino a cinque mesi dall’intervento. E in questo articolo riportiamo i risultati da noi registrati con questi originali
fillers, la cui novita'
e' rappresentata dalla presenza di un gel di acido ialuronico crosslinkato ottenuto per modifica chimica del GAG acido ialuronico associato ad acido ialuronico purificato. Questo polimero modificato chimicamente trattiene piu' acqua rispetto all’acido ialuronico da cui proviene, perdendo cosi'
idrosolubilita', la cui mancanza, fa si che una volta iniettato nel derma, senza nessuna reazione avversa al polimero, il prodotto non venga facilmente riassorbito. L’altra novita'
e' rappresentata da un altro gel: l’ipromellose (idrossi-propil-metil-cellulosa), un polimero polisaccaride derivato dalla cellulosa con proprieta' viscoelastiche biocompatibilita' e completa
biodegradabilita'.
A questi 2 gel si associa l’acido lattico, le cui capacita' di trattenere acqua sono ben conosciute e il cui compito
e' quello di aumentare il potere riempitivo del prodotto, aumentandone la durata. La formulazione del prodotto si conclude con la presenza in uno dei 2 fillers
(Matridex), di sfere di destronomeri con cariche positive in superficie (Sephadex), che inducono nel tessuto dermico iniettato una stimolazione
macrofagica, senza stimolare i markers infiammatori.
Il prodotto ci e' apparso fin da subito molto maneggevole e si presenta come una siringa predosata da 1
ml., con aghi (2), del 27 e del 30 (2), a seconda del sito di iniezione. Il trattamento da noi adottato, si
e' svolto come per un qualsiasi acido ialuronico secondo la metodica tradizionale. Non abbiamo fatto ne
e' consigliabile effettuare ipercorrezioni, mentre e' consigliabile applicare del ghiaccio subito dopo l’iniezione, per ridurre al minimo l’edema post
iniettivo, il bruciore e la possibilita' di ematomi. Alla nostra osservazione, nessuno dei 20 pazienti trattati ha avuto effetti collaterali ne' infezioni nei siti di iniezione, ne' tanto meno si sono verificati fenomeni
granulomatosi.
Passiamo ora al follow up: ai 20 soggetti e' stato chiesto di tornare una volta
dopo 15 giorni, per verificare la necessita' di correzioni, e una seconda volta
dopo 5 mesi per una valutazione del risultato.
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