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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011


del Dott.ssa Paola M. Messina, Direttore del Corso Biennale Post Universitario di Medicina Estetica Napoli - Palermo

Per ogni macchia c'e' il suo peeling

La possibilita' di scegliere fra peeling di diversa composizione e profondita' facilita il lavoro del medico estetico alle prese con gli inestetismi del viso 

del Dott.ssa Paola M. Messina, Direttore del Corso Biennale Post Universitario di Medicina Estetica Napoli - Palermo 

Quando l'estate finisce si torna a fare i conti con la quotidianita' e con i danni che l'abbronzatura ha lasciato sulla nostra pelle, spesso, infatti, dopo l'abbronzatura possono formarsi delle macchie scure, la pelle puo' presentarsi con un aspetto poco omogeneo, spenta e disidratata. Cosa puo' fare la Medicina estetica in questi casi? Il primo passo e' un check up cutaneo in grado di rilevare i parametri cutanei come la sebometria, la corneometria e il pH ed eventualmente correggere i parametri alterati con una prescrizione cosmetologica adeguata. Si puo' anche ricorrere a terapie ambulatoriali tipo le biostimolazioni, poco invasive, a base di ac. ialuronico, vitamine, aminoacidi che vengono veicolati nel tessuto cutaneo tramite sottilissimi aghi. Come e' noto, pero', l'acido ialuronico iniettato nel tessuto dermico pur donando immediatamente idratazione e tonicita' al viso, non ha alcun effetto sulla superficie cutanea macchiata. In questi casi allora e' meglio avvalersi dell'utilizzo di un peeling chimico per provocare l'esfoliazione e la rigenerazione degli strati epidermici e dermici. Lo scopo e' indurre prima un processo infiammatorio e poi un conseguente processo riparativo capace di rinnovare efficacemente gli strati interessati attenuando o eliminando le discromie pigmentarie e le cheratosi attiniche. 
Val la pena ricordare che, in base alle sostanze usate il peeling agisce a diversi livelli epidermici, e quindi, a seconda della profondita' da raggiungere con l'azione esfoliativa, i peeling si dividono in superficiali, medi e profondi, con sostanze che vengono spesso utilizzati in associazione fra loro. La differenza di profondita' d'azione puo' dipendere anche dalla concentrazione del peeling e dal suo tempo di applicazione. I medici estetici sanno che la scelta del tipo di peeling deve essere fatta considerando molteplici fattori quali: il tipo di problema che si intende trattare; la profondita' dello strato da raggiungere; il fototipo del paziente; l'eta'; il distretto corporeo da trattare ed eventuali precedenti trattamenti gia' effettuati. Inutile dire che a tutti gli effetti il peeling e' un trattamento medico estetico, che deve essere effettuato da mani esperte e dopo esauriente informazione e consenso. Nel caso delle discromie cutanee gli effetti auspicati del peeling sono la rimozione delle cellule morte dello strato corneo e la conseguente stimolazione del turnover cellulare, l'attenuazione o la completa eliminazione degli accumuli di melanina, e per finire il miglioramento dell'aspetto della pelle che apparira' piu' liscia, levigata, luminosa. Come risultato generale, si avra' sempre una migliore idratazione della pelle con aumento della compattezza e un aspetto piu' tonico, dovuta alla produzione di nuove fibre di collagene e di acido ialuronico. Come fare a decidere se le macchie cutanee di cui ci si occupa necessitano di un peeling superficiale o piu' profondo? E' certamente una risposta che viene con l'esperienza, ma bisogna tener presente che un peeling superficiale o medio produce un ricambio epidermico senza modificare la normale architettura della cute e genera una piu' o meno lieve esfoliazione, che oltre a essere ben tollerata dalle pazienti non richiede un'allontanamento dal lavoro o dalla vita sociale. Diverso e' il discorso per i peeling piu' profondi che possono procurare esfoliazioni importanti anche con bolle e croste che in genere permangono per una decina di giorni, periodo in cui continuare con le proprie abitudini di vita puo' risultare difficoltoso. Per questo motivo, la moderna tendenza e il mio suggerimento e' di evitare peeling troppo aggressivi, e di rivolgere invece l'attenzione a peeling che danno ottimi risultati perche' riescono, per la loro particolare composizione chimica, a penetrare negli strati piu' profondi senza creare disagio per le pazienti che possono cosi' svolgere normalmente le loro attivita' senza cambiare nulla nelle loro abitudini di vita. Nella mia pratica ambulatoriale, da tempo ho adottato i peeling della linea Inno-Peel (Innosearch distribuito in Italia da AlmaDivision), che rispondono bene a requisiti di maneggevolezza e non aggressivita', pur dando effetti ben visibili sulle pelli che presentano macchie scure di varia natura, ma anche nel trattamento di pelli grasse, acneiche, stressate da crono e photoaging. E' proprio nella flessibilita' e nella ricchezza d'indicazioni di questa linea la chiave per poter stimolare una esfoliazione dell'epidermide veramente controllata, in maniera maneggevole e il suo utilizzo e' molto apprezzato dai pazienti per la discrezione e la naturalezza con cui permette di giungere ai risultati sperati. La linea completa, infatti, conta quattro tipi di peeling. Il primo si chiama Inno-Peel Whitening. e rappresenta un trattamento dermoabrasivo depigmentante. Si compone di una maschera composta da ingredienti attivi depigmentanti (derivati dalla Vitamina A), antiossidanti e antiaging, indicata per combattere iperpigmentazioni e foto invecchiamento cutaneo. L'invasivita' cutanea e' ridotta e si agisce a livello epidermico accelerando il rinnovo cellulare e l'eliminazione della pigmentazione, esfoliando lo strato corneo e inducendo una omogenea ridistribuzione dei melanosomi e la riduzione del contenuto di melanina. 
A livello dermo epidermico, invece, si determina un incremento e un miglioramento delle fibre, oltre a una sostanziale dispersione degli accumuli melanici. Nel caso si vogliano trattare oltre che discromie anche delle piccole rughe d'espressione, altre imperfezioni della pelle senescente e da foto invecchiamento, o una cute ipercheratosica la scelta puo' cadere su Inno-Peel Antiaging, una combinazione di ac. Glicolico, Lattico e Mandelico con Retinolo, che favorisce l'assottigliamento dello strato corneo e stimola la formazione di glucosaminoglicani e fibre collagene, ridonando elasticita' al derma e migliorando secchezza cutanea, ma anche seborrea e acne. Per ottenere un aspetto piu' fresco anche nelle pelli piu' delicate, consigliabile e' il trattamento dermocosmetico ringiovanente in due fasi con effetto revitalizzante, che migliora la texture, il tono e la qualita' della cute. L'applicazione a 2 step combatte l'invecchiamento prematuro della pelle e il photoaging rigenerandone l'elasticita'. L'azione antiaging della prima soluzione (ac. glicolico, lattobionico, lattico e mandelico) si combina con il potere antiossidante della seconda soluzione (vit. C e ac. ialuronico). Con questa successione, a livello epidermico si addolciscono le linee d'espressione e le rughe superficiali, e a livello dermico si stimola la sintesi di nuovo collagene di tipo I e II. Ultimo, ma non meno importante referenza, e' Inno-Peel Skin Recovery, finalizzato alla riduzione di smagliature o cicatrici d'acne. Skin Recovery e' un peeling chimico a base di Resorcinolo, ac. Salicilico, Lattico, Mandelico, Retinolo: tale composizione lavora in sinergia favorendo la contrazione delle catene proteiche di collagene ed elastina. Questo processo migliora l'elasticita' delle fibre del derma e aiuta un rapido recupero strutturale della pelle. La soluzione, agisce, quindi, sulle imperfezioni superficiali, come smagliature, cicatrici, rughe ed eccesso di sebo. Il prodotto favorisce l'esfoliazione epidermica stimolando la rottura della coesione dei cheratinociti e allo stesso tempo rigenerando lo strato corneo e migliorando l'aspetto dei pori dilatati. Per concludere un nuovo prodotto e' stato introdotto sul mercato italiano dalla stessa azienda spagnola Innosearch, e' la Maschera Refresh da usare quando la pelle e' irritata e particolarmente sensibile ed e' quindi necessario terminare con un trattamento calmante e di recupero. In base alla mia esperienza posso affermare che grazie alla sua composizione a base di peptidi, fattori della crescita e ingredienti emollienti, nutritivi e rinfrescanti, agisce sulla pelle danneggiata, calmando l'irritazione, aiutando la ristrutturazione dell'epidermide e favorendo la reidratazione cutanea. A livello cellulare, neutralizza inoltre i processi ossidativi della pelle. Dopo l'applicazione di della Refresh Mask la pelle sara' lenita, morbida, elastica e luminosa. Il protocollo di cura non sarebbe pero' completo se alla paziente non si consigliasse, dopo ognuno di questi trattamenti ambulatoriali, l'utilizzo di una crema post peeling domiciliare specifica, complementare al peeling effettuato. Ognuna di queste creme, prescritta dal medico e formulata con principi attivi mirati, va usata in genere come crema notte, per esaltare i risultati raggiunti con il trattamento ambulatoriale e mantenerli nel tempo.

Sotto: foto che presenta un momento del trattamento con Inno-Peel Whitening e in basso prima e dopo l'applicazione
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