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Protocollo biorivitalizzante
Gli esami preliminari, la preparazione, i prodotti e il sistema di
trattamento antiaging nell’esperienza pratica di un chirurgo plastico
milanese
del Dott. Maurizio Cavallini, Chirurgo plastico e medico estetico, Ospedale Galeazzi, Milano
Nell’invecchiamento e nei fenomeni biologici legati
al tempo un ruolo determinante viene giocato nella pelle da due
componenti: l’attivita' fibroblastica e la presenza di radicali
liberi. Questi ultimi infatti in generale per le loro caratteristiche
biochimiche tendono a squilibrare gli assetti metabolici cellulari
cutanei, destabilizzando le funzioni vitali e secretive.
Attualmente nel mio protocollo di approccio antiaging faccio eseguire
alle pazienti alcuni test ematochimici che mi permettono di dare una
valutazione dell’eta' biologica rispetto a quella anagrafica e quindi
individuare sia la predittivita' di invecchiamento che le contromisure
di terapia locale da mettere in atto. I parametri maggiormente utili
riguardano i test degli eicosanoidi, cortisolo, d-roms, mda test, che
forniscono una valutazione dello stress ossidativo. A questo punto si
puo' impostare un piano di intervento che prenda in considerazione:
• terapie per os: normalmente sul protocollo personale utilizzo l’assunzione
per tre mesi circa di compresse contenenti coenzima Q10, selenio, ferro,
zinco e oligoelementi (tipo Turnover® compresse);
• terapie locali: soprattutto per quanto riguarda il viso eseguo un
ciclo di 10-15 sedute locali, di cui le prime a cadenza settimanale,
proseguendo poi con sedute ogni quindici giorni.
Il concetto di scelta del prodotto va individuato verso qualche cosa che
consenta di eseguire una stimolazione cellulare fibroblastica
bilanciata. Infatti con l’invecchiamento l’attivita' cellulare
rallenta e di conseguenza si riduce anche la secrezione di proteine
della matrice dermica, tra cui collagene, acido jaluronico, elastina,
fibronectina, con conseguente perdita di tono ed elasticita' a carico
dei tessuti. L’infiltrazione di filler puo' rimpiazzare una delle
componenti mancanti. Se invece si vuole dare inizio ad un programma di
rivitalizzazione fibroblastica che comporti una secrezione bilanciata di
tutte le componenti del derma da parte dei fibroblasti stessi, ricorro
al polidesossiribonucleotide (Pdrn-Placentex® Mastelli). Questa
molecola e' costituita da grosse frazioni di DNA a basso peso molecolare
estratto da pesce ad uso alimentare (che normalmente non produce
allergie e quindi non richiede test allergico preventivo) che sfrutta
due principi metabolici: a) sistemico, attivando la via di salvataggio
delle basi nucleotidiche che derivano dal turnover cellulare. Cio' vuol
dire che per formare nuovo DNA l’organismo non provvede a distruggere
tutte le basi e quindi riprodurne ex novo con un meccanismo lento e di
grande dispendio energetico, ma raccoglie le basi puriniche e
pirimidiniche, le riassembla velocemente e con poca spesa energetica a
formare nuovo DNA cellulare (1). Questo effetto in clinica viene spesso
utilizzato con grossi vantaggi in caso di ustione, ferite complesse,
ulcerazioni cutanee, intestinali, genitali per accelerare i meccanismi
biologici di cicatrizzazione (2-3).
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Secrezione di proteine collageniche (incorporazione di 3h prolina)
Fonte: Cell Biochemistry and Function 17, 107-114 (1999) |
b) topico, in questo caso gli studi condotti hanno
dimostrato alcuni aspetti molto interessanti nell’uso del PDRN in
relazione all’invecchiamento cutaneo. Infatti i fibroblasti
incrementano la loro attivita' proliferativa del 30%. Inoltre i
fibroblasti nei numerosi studi in vivo e in vitro eseguiti hanno
dimostrato un aumento bilanciato di secrezione di tutte le componenti
dermiche cutanee (aumento del 90% della fibronectina, nell’idrossiprolina
e quindi collagene ecc.) (Fig. 1, 2), consentendo quindi non solo un
“riempimento” autologo fisiologico, ma anche un perfetto
equilibrio biochimico minerale cutaneo. Si eseguono infiltrazioni
intradermiche a microponfi a livello del collo, decolte' e viso
nonche' nelle regioni del dorso, delle mani, interno cosce a seconda
delle esigenze specifiche. |
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Nella pratica personale eseguo una seduta
settimanale con 3-6 ml di Placentex per volta per un ciclo totale di
circa 10-12 sedute (Fig. 3 - 4). Per avere un effetto piu' completo e
agire anche in modo antistress da un punto di vista dei radicali
liberi, associo sempre un’infiltrazione intramuscolare di 1 fiala di
Placentex integro per potenziare gli effetti. Dati i suoi poteri
rigeneranti il PDRN puo' essere usato anche a livello delle regioni
corporee in cui vi e' una mancanza di tono ed elasticita', come
interno cosce, braccia ed addome, con tecnica infiltrativa
mesoterapica. |
Secrezione di proteine
non collageniche (incorporazione di 35s metionin
Fonte: Cell Biochemistry and Function 17, 107-114 (1999) |

prima dell'intervento |
Bibliografia
Lehninger A. L.
Biochimica - Le basi molecolari della struttura e della funzione cellulare
Zanichelli Ed., Seconda edizione, 670-671
Rubegni P., De Aloe G., Mazzatenta C., Cattarini L., Fiminiani M.
Clinical Evaluation of the Trophic Effect of Polydeoxyribonucleotide (PDRN) in Patients Undergoing Skin Explants. A Pilot Study.
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Current Medical Research and Opinion, Vol. 17, N° 2, pp. 128-131, 2001
Valdatta L, Thione A, Mortarino C, Buoro M, Tuinder S.
Evaluation of the efficacy of polydeoxyribonucleotides (PDRN) in the healing process of autologous skin grafts donor sites: a pilot study
Current Medical Research and Opinion 20(3): 403-408; 2004
Sini P., Denti A., Cattarini G., Daglio M., Tira M.E., Balduini C.
Effect of Polydeoxyribonucleotides on Human Fibroblasts in Primary Culture
Cell Biochem.Funct. 17, 107-114, 1999
Thellung S., Florio T., Maragliano A., Cattarini G., Schettini G.
Polydeoxyribonucleotides Enhance the Proliferation of Human Skin Fibroblasts: Involvement of A2 Purinergic Receptor Subtypes
Life Sciences, Vol.64, 18, 1661-1674, 1999
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Dopo
l'intervento
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