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Le smagliature
La pelle e' un finissimo tessuto che riveste
completamente il nostro organismo. Non c'e' quindi da meravigliarsi se di
fronte a cedimenti localizzati del derma, il suo strato di sostegno, si fa
ricorso a una parola, "smagliature" , che rimanda all'idea di una
calza, di una stoffa che ha perso la sua integritˆ e presenta zone di
debolezza strutturale
della dott.ssa Corinna Rigoni Il
termine scientifico originale, "striae distensae" fu utilizzato da
Roderer , che per primo le descrisse nel 1773 , ma fu solo nel 1867 che Koestner
le spiego' dal punto di vista istologico mettendo in evidenza l'atrofia della
sostanza fondamentale e della componente fibrosa, e coniando il nome di "striae
atrophicae".Le smagliature si presentano come bande lineari, parallele tra
loro, separate da tratti di cute sana. L'esordio e' in genere asintomatico, ma
puo' essere accompagnato da una leggera sensazione di prurito o, piu' raramente,
da bruciore e dolore. Il colore dipende dalla loro fase evolutiva: all'inizio
quando prevale la componente infiammatoria, pseudoipertrofica, varia dal rosa al
rosso violetto o al rosso bluastro, mentre successivamente, nella fase
cicatriziale, sono piu' sottili, pieghettate, depresse al tatto e divengono
biancastre, madreperlacee. Le striae sono in genere bilaterali e possono
comparire in ogni parte del corpo a eccezione del viso, delle mani, dei piedi e
dello scroto, con un orientamento che varia a seconda della zona colpita.
Sull'addome possono essere a raggera o a ventaglio, sui fianchi sono
trasversali, sui seni a raggera rispetto all'areola, sulle cosce oblique alla
superficie interna, mentre in sede lombosacrale sono orizzontali. Le donne sono
colpite due volte piu' degli uomini e le lesioni possono manifestarsi a
qualsiasi eta' sebbene i periodi piu' colpiti siano la puberta' e la gravidanza.
Nel primo caso, la comparsa delle smagliature (10-35% degli adolescenti) si
manifesta prima delle modifiche dei genitali esterni e la crescita del pelo
pubico, localizzandosi nelle bambine sui fianchi, alle cosce e sui seni, e nei
maschietti in particolare nella regione lombosacrale, probabilmente a causa
della notevole flessibilita' della colonna verticale che determina un eccessivo
stiramento cutaneo. Esse sarebbero provocate da un "ipercorticismo
funzionale della puberta'", che spiegherebbe anche l'incidenza piu' elevata
di acneici fra i soggetti con striae, e il danno si verificherebbe a carico
delle fibre elastiche. Il fattore biochimico ormonale sarebbe il primus movens
anche durante la gravidanza, soprattutto tra il 6 e l'8 mese, quando diminuisce
la tolleranza al glucosio e aumenta la concentrazione di steroidi chetonici
ematici. Le primipare sono le piu' colpite e sembrerebbe esistere un rapporto
diretto fra intensita' delle striae e peso della madre prima della gravidanza,
peso del nascituro e distensione dell'addome, zona in cui si localizza la
maggior parte delle lesioni. E questo porta in evidenza il fattore meccanico di
stiramento esercitato, per esempio, sulla pancia dal feto in crescita, sul seno
dalla montata lattea e dalla suzione del neonato, e che si esprimere solo sulle
fibre collagene mature, determinandone la rottura, innescando un processo
reattivo e rigenerativo che si concretizza infine nella formazione delle striae.
Si discute se esista una predisposizione genetica all'insorgenza delle
smagliature, per certo l'aumento di ormoni corticosteroidi , che puo'
verificarsi in casi di obesita', ma anche di denutrizione o di notevoli cali
ponderali, e' causa di lesioni sul torace, sull'addome e alle radici degli arti.
Nella sindrome di Cushing, o in casi di ipercorticosurrenalismo, primitivo o
secondario, le striae appaiono larghe, dall'aspetto vinoso . Ma causa
d'insorgenza di smagliature, in genere poco deturpanti e piu' corte, puo' essere
anche una terapia sistemica e prolungata con corticosteroidi a alti dosaggi, o
una applicazione topica in occlusiva, in aree ove la cute e' particolarmente
sottile, come le regioni inguino-crurali o sotto-mammarie, o all'altezza di
pieghe cutanee che provocano una occlusione spontanea e costante. Ulteriori
fattori eziologici , di natura secondaria, sono quelli meccanici di stiramento
(ernie, ascite, cisti ovariche, tumori addominali), indotti dall'esercizio
muscolare (body building, tennis, calcio), da un trauma rapido e improvviso, o
piccolo e ripetuto, e finanche attivita' lavorative che richiedano uno sforzo
fisico. L'elemento comune a queste ultime condizioni potrebbe essere l'aumento
della produzione di cortisolo presente in circolo.
Patogenesi: le tre fasi
La formazione delle smagliature si determina in tre diversi
momenti :
a) fase preclinica: blocco della funzione dei fibroblasti e modificazione
chimico fisica della sostanza fondamentale ( meno mucopolisaccaridi e diminuita
attivita' degli enzimi glicolitici) con conseguente alterazione delle fibre
elastiche e collagene.
b) fase rigenerativa: ripresa dell'attivita' enzimatica (aumento di
ossidoriduttasi, acido e alcalin fosfatasi e esterasi non specifiche) con
riattivazione dei fibroblasti, aumento dei mastociti, ripristino della
produzione dei mucopolisaccaridi . Corrisponde clinicamente alle striae rubrae.
c) fase di guarigione: l'attivita' enzimatica dei fibroblasti si normalizza, le
fibre collagene prima, e poi quelle elastiche, si rigenerano ripristinando il
tessuto connettivo danneggiato con un aspetto osservabile al microscopio simile
a quello del tessuto cicatriziale (striae albae).
Istologia
L'aspetto istologico delle striae differisce a seconda della
loro fase evolutiva. Nelle fasi precliniche e nelle lesioni molto inizali
l'epidermide non appare modificato. Le alterazioni biochimiche della sostanza
fondamentale e della componente fibrosa, che creeranno le condizioni per il
formarsi della smagliatura, sono evidenziabili solo con l'immunoistochimica che
rivela una modificazione del tasso di RNA messaggero del procollagene di tipo I
e III e della fibronectina.Nelle stria rubrae, l'epidermide presenta spazi
intercellulari dilatati e una giunzione dermo-epidermica inalterata. Le fibre
collage appaiono ancora poco compatte e separate dal derma, sono disposte
separate dal derma, sono disposte parallelamente alla superficie cutanea e la
loro struttura appare pressoche' normale. Le fibre elastiche sono piu'
allungate. Si evidenzia inoltre un modesto infiltrato linfocitario perivascolare
a cellule mononucleate e un aumento delle cellule di Langherans nel derma. I
mastociti appaiono degranulati e i fibroblasti , le strutture che piu'
epidermide sottile e appiattito e con perdita del disegno papillare. Anche il
derma e' assottigliato, oltre a essere notevolmente alterato nel collagene
e nella componente elastica. Il primo e' costituito, nella parte superiore
del derma, da fasci sottili e allungati paralleli alla superficie cutanea (derma
papillare), mentre al di sotto i fasci sono compattati, piu' spessi e disposti
irregolarmente. Risentono dello stato di ipercorticoidismo primario o
secondario, sono globosi e poveri di organuli citoplasmatici, cioe' in fase di
quiescenza. Nelle striae albae, la cute e' notevolmente ridotta di spessore, con
un Tale compattamento sarebbe legato a una riduzione della sostanza amorfa
fondamentale del connettivo, dovuta alla scarsita' di produzione di
mucopolissaccaridi acidi. Il tessuto elastico puo' apparire diversamente a
seconda che la biopsia sia stata realizzata in una fase precoce o tardiva. In
generale, nella parte superficiale del derma le fibre elastiche sono allungate e
disposte parallelamente all'epidermide, come le fibre collagene, e probabilmente
sono di nuova produzione. Nel derma sottostante sono piu' rarefatte e
frammentate , piu' piccole del normale ma piu' numerose che in una cute integra.
I fibroblasti si presentano piu' attivi e ricchi di reticolo endoplasmatico
liscio e rugoso, mentre i mastociti appaiono normoconformati. In sedi di striae
distensae non sono riscontrabili ne follicoli piliferi ne ghiandole sudoripare.
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