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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011


Le cicatrici che scompaiono

L'esperienza di un chirurgo plastico nella lotta alle cicatrici: oltre il trattamento di resurfacing e il rimodellamento con collagene

dott. Walter Chiara
dott. Walter Chiara
Le cicatrici sono fra gli inestetismi cutanei vissuti dai pazienti con maggior difficolta'. Da sempre medici e chirurgici hanno cercato soluzioni efficaci a questo problema trovando nel laser un importante e rapido alleato terapeutico. Da pochi anni, infatti, utilizzando le tecniche convenzionali, e' certamente possibile effettuare un resurfacing delle cicatrici atrofiche mediante un laser CO2 o Er:YAG, che si e' visto produrre risultati visibili che a seconda degli studi variano dal 50% all'80%. 
E' oggi riconosciuto che la differenza dipende essenzialmente dalla selezione di parametri operativi appropriati, poiche' oltre alla correttezza dell'esecuzione della tecnica impiegata, rimangono elevati i rischi di effetti collaterali quali eritema, infezione, o l'estensione addirittura della zona cicatriziale a seguito dell'intervento, oltre che modifiche della pigmentazione. A questo proposito abbiamo chiesto di parlarci della sua esperienza al  trattamento cicatrici con laser di Fraxel
trattamento cicatrici con laser di Fraxel trattamento cicatrici con laser di Fraxel Dott. Walter Chiara, chirurgo plastico della Clinica S. Anna di Lugano (CH). Un innovatore nella lotta non invasiva agli inestetismi cutanei, sempre attentissimo alle novita' mondiali, pioniere delle terapie cellulari in Europa, sia con iniezioni di cellule staminali che di fibroblasti autologhi. 
Si puo' riuscire a eliminare le cicatrici? Quale e' la sua tecnica preferita? 
Le metodiche che impiego si basano sia sulle terapie cellulari, per rigenerare completamente il tessuto atrofico, che su "rivitalizzanti" specifici per le cicatrici. Tecniche, quest'ultime, che da quando ho scoperto la fototermolisi frazionale utilizzo unitamente al laser Fraxel. In molti casi, infatti, la combinazione produce effetti nettamente superiori alla singola tecnica. Sono convinto che la possibilita' di rigenerare i tessuti insita nel sistema Fraxel renda possibile in maniera meno complicata il trattamento di cicatrici anche estese e ipertrofiche con risultati entusiasmanti. Per concludere, mi sento di dire quindi che le atrofie, con i limiti ovviamente dettati dalla mancanza dei volumi di tessuto eventualmente necessari a ripristinare le situazioni piu' gravi, ma anche le ipertrofie, sono oggi trattabili adottando protocolli innovativi e distinti. Personalizzando il trattamento alla realta' individuale, la soddisfazione dei pazienti dopo tempi di recupero rapidissimi e' infatti maggiore, se non totale. 
Ci parla della tecnica di trattamento? 
Dopo aver infiltrato le cicatrici con le suddette sostanze (rivitalizzanti o cellule staminali ) il laser Fraxel viene usato con modalita' simili a quelle previste per i protocolli di resurfacing. Le zone microtermiche pero' raggiungono profondita' di 1 millimetro. Come tipico di quest'apparecchio, non ci sono danni allo strato corneo, quindi a parte eritema ed edema nella zona per un paio di giornate, non sussistono effetti collaterali che possano essere paragonabili ad una tecnica chirurgica. Fraxel rende il trattamento estremamente sicuro anche dal punto di vista del paziente. Nel caso la cicatrice da trattare sia in una sede visibile e il paziente lo desideri, non ci sono problemi o rischi nell'utilizzare dei cosmetici per truccare la zona e nascondere l'eritema. Il sistema consente di ottenere risultati graduali seduta per seduta - se ne prevedono almeno quattro - ben apprezzabili dai pazienti stessi, e cio' rafforza quindi la compliance del trattamento stesso. 
Qual e', a suo parere, il principale vantaggio di questa tecnica? 
Il principio stesso del laser frazionale permette di mantenere zone di tessuto intatto tra una zona microtermica e l'altra, consentendo di limitare il danno che deliberatamente procuriamo e di stimolare la risposta dei tessuti sani, promuovendo la sostituzione della zona cicatriziale, o dove cio' non sia possibile, quantomeno un esito esteticamente molto piu' gradevole. 
C'e' un paziente tipo cui l'intervento e' piu' indicato? 
Le richieste che ci giungono variano da quelle piu' di natura cosmetica a veri casi di esiti cicatriziali devastanti post-trauma o chirurgia. Per molti il fatto stesso di avere una piccolissima cicatrice e' inaccettabile, ma non bisogna dimenticare che altrettanti sono i casi dove la revisione di una cicatrice riguarda superfici di cute estese. 
Questi sono i pazienti che mi danno le maggiori soddisfazioni, anche perche' ottengono non solo un risultato estetico/funzionale ma soprattutto un miglioramento della qualita' della loro vita. 
cicatrici e laser FRAXEL
Il trattamento delle cicatrici atrofiche, quelle che alla vista appaiono come depressioni, e' stato efficacemente tentato mediante il resurfacing laser (vaporizzazione/ablazione dello strato superficiale dei tessuti) e il rimodellamento non ablativo del collagene (combinando laser e raffreddamento epicutaneo al fine di determinare un aumento della temperatura localizzato nel derma). Recentemente l'azienda Reliant Technologies ha ottenuto negli Stati Uniti l'approvazione della Food and Drugs Administration (FDA) per il trattamento degli esiti cicatriziali attraverso il sistema laser frazionale Fraxel(r). 
trattamento cicatrici con laser di Fraxel
Questo tipo di fototermolisi si basa sulla formazione di zone microtermiche di coagulazione dei tessuti che si sviluppano verticalmente, raggiungendo una densita' media di circa 2000 per centimetro quadrato. L'uniformita' di questa coagulazione e' assicurata da uno speciale sistema di scansione del tessuto che segue il movimento della mano dell'operatore, e garantisce cosi' il miglior rapporto tra efficacia e sicurezza di trattamento, mantenendo la separazione spaziale necessaria tra le zone coagulate. Tale separazione di tessuto intatto e' critica perche' riduce i tempi di guarigione necessari al minimo possibile. A differenza delle tecniche laser convenzionali, il laser Fraxel(r) e' un laser a fibra, ossia fa parte della nuova generazione di sorgenti laser, interamente allo stato solido e senza le complicazioni degli allineamenti necessari con le tecnologie precedenti. L'emissione e' nell'infrarosso, per la precisione a 1550nm, con un controllo della profondita' d'interazione da un minimo di 300 micron ad un massimo di oltre un millimetro nei tessuti



 

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