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Le cicatrici che scompaiono
L'esperienza di un chirurgo plastico nella lotta alle
cicatrici: oltre il trattamento di resurfacing e il rimodellamento con collagene
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dott. Walter Chiara |
Le cicatrici sono fra gli inestetismi cutanei vissuti dai
pazienti con maggior difficolta'. Da sempre medici e chirurgici hanno cercato
soluzioni efficaci a questo problema trovando nel laser un importante e rapido
alleato terapeutico. Da pochi anni, infatti, utilizzando le tecniche
convenzionali, e' certamente possibile effettuare un resurfacing delle cicatrici
atrofiche mediante un laser CO2 o Er:YAG, che si e' visto produrre risultati
visibili che a seconda degli studi variano dal 50% all'80%. |
| E' oggi riconosciuto
che la differenza dipende essenzialmente dalla selezione di parametri operativi
appropriati, poiche' oltre alla correttezza dell'esecuzione della tecnica
impiegata, rimangono elevati i rischi di effetti collaterali quali eritema,
infezione, o l'estensione addirittura della zona cicatriziale a seguito
dell'intervento, oltre che modifiche della pigmentazione. A questo proposito
abbiamo chiesto di parlarci della sua esperienza al |
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Dott. Walter Chiara,
chirurgo plastico della Clinica S. Anna di Lugano (CH). Un innovatore nella
lotta non invasiva agli inestetismi cutanei, sempre attentissimo alle novita'
mondiali, pioniere delle terapie cellulari in Europa, sia con iniezioni di
cellule staminali che di fibroblasti autologhi.
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Si puo' riuscire a eliminare le cicatrici? Quale e' la sua tecnica
preferita?
Le metodiche che impiego si basano sia sulle terapie cellulari, per rigenerare
completamente il tessuto atrofico, che su "rivitalizzanti" specifici
per le cicatrici. Tecniche, quest'ultime, che da quando ho scoperto la
fototermolisi frazionale utilizzo unitamente al laser Fraxel. In molti casi,
infatti, la combinazione produce effetti nettamente superiori alla singola
tecnica. Sono convinto che la possibilita' di rigenerare i tessuti insita nel
sistema Fraxel renda possibile in maniera meno complicata il trattamento di
cicatrici anche estese e ipertrofiche con risultati entusiasmanti. Per
concludere, mi sento di dire quindi che le atrofie, con i limiti ovviamente
dettati dalla mancanza dei volumi di tessuto eventualmente necessari a
ripristinare le situazioni piu' gravi, ma anche le ipertrofie, sono oggi
trattabili adottando protocolli innovativi e distinti. Personalizzando il
trattamento alla realta' individuale, la soddisfazione dei pazienti dopo tempi
di recupero rapidissimi e' infatti maggiore, se non totale.
Ci parla della tecnica di trattamento?
Dopo aver infiltrato le cicatrici con le suddette sostanze (rivitalizzanti o
cellule staminali ) il laser Fraxel viene usato con modalita' simili a quelle
previste per i protocolli di resurfacing. Le zone microtermiche pero'
raggiungono profondita' di 1 millimetro. Come tipico di quest'apparecchio, non
ci sono danni allo strato corneo, quindi a parte eritema ed edema nella zona per
un paio di giornate, non sussistono effetti collaterali che possano essere
paragonabili ad una tecnica chirurgica. Fraxel rende il trattamento estremamente
sicuro anche dal punto di vista del paziente. Nel caso la cicatrice da trattare
sia in una sede visibile e il paziente lo desideri, non ci sono problemi o
rischi nell'utilizzare dei cosmetici per truccare la zona e nascondere
l'eritema. Il sistema consente di ottenere risultati graduali seduta per seduta
- se ne prevedono almeno quattro - ben apprezzabili dai pazienti stessi, e cio'
rafforza quindi la compliance del trattamento stesso.
Qual e', a suo parere, il principale vantaggio di questa tecnica?
Il principio stesso del laser frazionale permette di mantenere zone di tessuto
intatto tra una zona microtermica e l'altra, consentendo di limitare il danno
che deliberatamente procuriamo e di stimolare la risposta dei tessuti sani,
promuovendo la sostituzione della zona cicatriziale, o dove cio' non sia
possibile, quantomeno un esito esteticamente molto piu' gradevole.
C'e' un paziente tipo cui l'intervento e' piu' indicato?
Le richieste che ci giungono variano da quelle piu' di natura cosmetica a veri
casi di esiti cicatriziali devastanti post-trauma o chirurgia. Per molti il
fatto stesso di avere una piccolissima cicatrice e' inaccettabile, ma non
bisogna dimenticare che altrettanti sono i casi dove la revisione di una
cicatrice riguarda superfici di cute estese.
Questi sono i pazienti che mi danno le maggiori soddisfazioni, anche perche'
ottengono non solo un risultato estetico/funzionale ma soprattutto un
miglioramento della qualita' della loro vita. |
cicatrici e laser FRAXEL
Il trattamento delle cicatrici atrofiche, quelle che
alla vista appaiono come depressioni, e' stato efficacemente tentato mediante il
resurfacing laser (vaporizzazione/ablazione dello strato superficiale dei
tessuti) e il rimodellamento non ablativo del collagene (combinando laser e
raffreddamento epicutaneo al fine di determinare un aumento della temperatura
localizzato nel derma). Recentemente l'azienda Reliant Technologies ha ottenuto
negli Stati Uniti l'approvazione della Food and Drugs Administration (FDA) per
il trattamento degli esiti cicatriziali attraverso il sistema laser frazionale
Fraxel(r). |
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| Questo tipo di fototermolisi si basa sulla formazione di zone
microtermiche di coagulazione dei tessuti che si sviluppano verticalmente,
raggiungendo una densita' media di circa 2000 per centimetro quadrato. L'uniformita'
di questa coagulazione e' assicurata da uno speciale sistema di scansione del
tessuto che segue il movimento della mano dell'operatore, e garantisce cosi' il
miglior rapporto tra efficacia e sicurezza di trattamento, mantenendo la
separazione spaziale necessaria tra le zone coagulate. Tale separazione di
tessuto intatto e' critica perche' riduce i tempi di guarigione necessari al
minimo possibile. A differenza delle tecniche laser convenzionali, il laser
Fraxel(r) e' un laser a fibra, ossia fa parte della nuova generazione di
sorgenti laser, interamente allo stato solido e senza le complicazioni degli
allineamenti necessari con le tecnologie precedenti. L'emissione e'
nell'infrarosso, per la precisione a 1550nm, con un controllo della profondita'
d'interazione da un minimo di 300 micron ad un massimo di oltre un millimetro
nei tessuti |
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