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Una diagnosi da non sbagliare
Se e' importante non ignorare il grave e crescente
problema degli abusi sui minori e' ugualmente importante non confondere una
patologia dermatologica con una violenza. Sono casi rarissimi, che pochi
medici incontrano nella propria carriera, ma un errore diagnostico puo'
portare a conseguenze terribili per il bambino, la sua famiglia ed il
tessuto sociale. Ne parliamo con Howard B. Pride il dermatologo americano
che ha lanciato l’allarme.
di Giorgio Bartolomucci Non
e' facile mantenere la giusta obiettivita' quando ci si appresta a scrivere un
articolo sugli abusi fisici e sessuali a cui vengono sottoposti i bambini. Sono
ancora nei nostri occhi gli orrori belgi di Marcinelle, sono passati soltanto
pochi mesi dalla denuncia lanciata a Stoccolma dall’UNICEF sulla prostituzione
minorile e quasi non passa giorno che sui quotidiani si legga di maltrattamenti
familiari o dell’arresto di un pedofilo. All’esame delle Camere c’e' una
nuova legge che prevede pene piu' severe, lo scorso maggio la Corte di
Cassazione ha stabilito, con una storica e controversa sentenza, che la
correzione educativa, in altre parole l’uso di punizioni corporali (schiaffi,
sculacciate, ecc,ecc.), e' un reato e va punito come un abuso grave. Procurare
al proprio figlio una lesione puo' costare da uno a cinque anni di carcere. Non
c’e' dubbio che queste norme cambieranno molti degli atteggiamenti violenti e
gratuiti che, spesso, sono comunemente adottati in alcune comunita' e
culture
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Ma
cio' portera' ancora di piu' al moltiplicarsi di casi in cui, alla
violenza subita in casa, si aggiungeranno nei riguardi del bambino e
degli altri membri sani del nucleo familiare effetti devastantanti
dovuti alla stigmatizzazione sociale, all’allontanamento dell’adulto
colpevole del maltrattamento, alla disgregazione della famiglia. Il
problema della certezza della responsabilita' e del comportamento
scorretto diviene allora fondamentale e va quindi affrontato con molta
cautela. I bambini vanno protetti, ascoltati e difesi, ma mai vorremmo
assistere ad altri casi come quelli che tragicamente si sono verificati
in Italia negli anni passati. Ricordate di quella bimba, di circa un
anno, che alla visita dal pediatra mostrava segni di violenza carnale e
per cui il padre fini' subito in carcere accusato di uno dei piu' infami
reati che si possa immaginare? A nulla valsero le sue proteste di
innocenza. La stampa e l’opinione pubblica lo avevano gia' condannato.
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bambina era stata curata per un certo periodo con dei farmaci che le
avevano procurato un eritema fisso da medicamento a livello dell’ano,
ma vista la rarita' dell’evento nessuno ci aveva pensato e la denuncia
penale era partita come un fulmine a ciel sereno. E quante altre volte
le segnalazioni che partono da personale sia pur attento e in buona
fede, ma non professionalmente esperto, hanno portato a casi finiti in
meno di 24 ore in prima pagina, distruggendo la vita e l’immagine di
genitori per bene? Non si e' ancora concluso il caso di Biella in
cui quattro persone, mamma, zio e i due nonni, proclamandosi innocenti,
ma incapaci di reggere al peso delle accuse di violenze sui due figli
della donna, si sono dati la morte. |

Fitofotodermatite causata da succo di limone ed esposizione al sole
interpretata come colpi di frusta, in soggetto di 10 anni. |

Edema emorragico acuto sul volto di un bambino, scambiato per lividi da
percosse. |
E
che dire di quella maestra quarantenne che dovra' andare sotto processo
per delle accuse, raccolte da una assistente sociale, di violenza
sessuale su alunni di eta' compresa fra i tre ed i sei anni. Speriamo
che la giustizia faccia il suo corso in maniera veloce e giusta, ma
certamente, in caso di un’eventuale assoluzione per non aver commesso
il fatto, nessuno la potra' risarcire del danno subito.
Questa intervista nasce da due eventi indipendenti l’uno dall’altro.
Circa un mese fa, durante una cena, un collega pediatra mi raccontava di
un caso che gli era appena capitato. Un bimbo di appena 12 mesi, da lui
visitato, presentava a livello dell’ano le classiche lesioni a
cavolfiore tipiche dei condilomi acuminati.
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I
genitori, gente semplice ed apparentemente per bene, lavoravano tutto il
giorno fuori casa e lo lasciavano con uno zio che dall’aspetto non
faceva una bella impressione e che, nel suo recente passato, aveva una
storia di tossicodipendenza da eroina. Che fare? Informare i genitori?
Segnalare il caso all’assistente sociale e all’Autorita'
Giudiziaria? Ecco il secondo episodio.
L’anno passato, durante il Congresso annuale dell’American Accademy
of Dermatology, a New Orleans, avevo ascoltato la relazione di Howard B.
Pride, un pediatra americano di Danville, Pennsylvania, che parlava di
alcune rare condizioni dermatologiche che possono simulare una violenza.
Rintracciatolo per telefono ci siamo dati un appuntamento e all’inizio
di ottobre l’abbiamo intervistato.
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Linfoangioma pretibiale sulla gamba di una bimba, che ha fatto pensare a
un livido da maltrattamenti. (Foto concesse dal Dott. Howard B. Pride) |
Quanto
ci ha detto non vuole diminuire l’importanza e la gravita' dell’abuso
sull’infanzia, ma solo ammonire chi si trova nella condizione di dover
richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, o anche al
magistrato che sta per incriminare un adulto, a non esprimere
valutazioni approssimative ed affrettate, ma rivolgersi sempre a
qualcuno estremamente esperto e in grado di procedere ad una diagnosi
accurata.
Ne va della salute del bambino e del suo futuro, ma anche della
sopravvivenza della civilta' del diritto.
Dottor Pride, il problema delle violenze sessuali e' molto sentito e
attuale. Il lavoro da lei scritto e presentato a New Orleans apre un
problema di diagnosi differenziale molto complesso...
La mia e' stata una ricerca sulla letteratura internazionale a seguito
di due casi verificatisi nel mio ospedale. Ma prima di iniziare, mi
faccia fare una premessa. L’abuso ed il maltrattamento dei minori e'
un fenomeno spaventosamente alto.
I casi da me riscontrati sono delle rare eccezioni. Non voglio
assolutamente che una indagine di natura scientifica possa servire, in
nessun caso, a permettere ad un criminale di farla franca. Dopo la
presentazione dei dati ho ricevuto una decina di telefonate da vari
avvocati sparsi negli Stati Uniti. Tutti erano alla ricerca di una buona
scappatoia per il loro assistito. Io non ho mai accettato di lavorare
per loro come perito... D’altra parte non si puo' ignorare che, anche
se in casi rari, la diagnosi sbagliata di abuso sessuale puo' avere
conseguenze altrettanto terribili.In un caso da me esaminato, un
genitore fu arrestato e separato dalla famiglia per circa un anno prima
che fosse fatta la diagnosi corretta.
Ma qual’e' il problema che si pone a fare una diagnosi esatta?
Stiamo parlando di condizioni molto, ma molto rare, che la maggior parte
dei pediatri e dei dermatologi pediatrici potrebbero aver studiato sui
libri ma mai incontrato nella loro carriera. Prenda il caso di un
Pemfigoide bolloso, una patologia che provoca erosioni cutanee a livello
genitale che possono far pensare ad una violenza sessuale. e' molto raro
e in realta' puo' apparire diverso da come lo si e' visto su un libro.
Quali altre condizioni possono generare confusione?
Ci sono diverse patologie che tendono a presentarsi nelle zone genitali
e possono mimare un abuso sessuale.
La piu' comune e' il Lichen scleroatrofico, che produce bolle e fenomeni
emorragici, ipopigmentazione, prurito e fastidio se localizzato a
livello anale. Pero', se il medico e' esperto, la diagnosi e' facile e,
nel dubbio, la biopsia puo' dare una risposta precisa e definitiva.
Pemfigoide vulvare e altre malattie immunobollose possono presentare
sintomi simili: bolle, disepitelizzazione o erosioni sui genitali.
Anche in questo caso una biopsia con immunofluorescenza puo' facilitare
la diagnosi. La Malattia di Behchet puo' determinare Ulcere aftose sia
si genitali che sulla mucosa orale, ma qui la diagnosi differenziale con
un abuso e' piu' facile per il concomitante coinvolgimento degli occhi,
delle articolazioni ed altri organi. La Sindrome di Crohn e'
frequentemente associata con un ampia dilatazione del canale anale, che
in un bambino e' stato, purtroppo, confuso con una penetrazione anale.
La Histiocitiosi X causa una dermatite di tipo seborroica che, quando si
localizza nella regione perianale puo' determinare fissurazioni e
erosioni che possono condurre al sospetto di violenza. Anche alcune
infezioni ed allergie che si localizzano nelle zone genitali possono
portare ad una diagnosi errata.
Lo streptococco perianale puo' dar luogo ad un’infezione che si
presenta rosso sangue e un eritema.
Basta una coltura per essere sicuri. Nella letteratura sono riferiti
casi in cui la varicella si e' presentato atipicamente nell’area
genitale simulando una infezione da herpes simplex. Lo stesso e'
successo in bambini allergici al nickel contenuto nei rilevatori degli
apparecchi per segnalare l’enuresi e che ha provocato numerose
eruzioni bollose sui genitali.
Premesso che non necessariamente sono indicativi di un abuso sessuale, e'
certo che ci sono numerose condizioni che fanno pensare ai condilomi
genitali: la malattia di Darier la iperplasia epiteliale focale e la
malattia di Hailey-Hailey si manifestano con proliferazioni verrucose.
Per finire ci sono due casi di emangioma vulvare che sono stati confusi
con una violenza sessuale. Infatti, c’e' una forte tendenza degli
emangiomi di questa area a rompersi ed ulcerarsi.
Questo per quanto riguarda le violenze sessuali. Cosa puo' dirci per
altri segni di maltrattamento?
A parte i disordini della coagulazione, che sono frequentemente ed
erroneamente diagnosticati come casi di maltrattamento, ci sono altri
sintomi dermatologici che somigliano a lividi e bruciature. La malattia
di Ehlers-Danlos, particolarmente i tipi 1,4, e 10, possono manifestarsi
come bruciature e cicatrici senza alcun problema sistemico o altri segni
che possono aiutare nella corretta diagnosi. La pelle va incontro a
frequenti lacerazioni e questi bambini arrivano spesso al pronto
soccorso per delle suture. La cicatrizzazione e' difficle e facilmente
appaiono dei lividi.
Spesso c’e' una storia familiare della malattia ed i bambini
presentano anche una iperestendibilita' delle articolazioni. Il contatto
della pelle con le furocumarine e l’esposizione al sole puo'
determinare delle lesioni simili a lividi, o a bruciature. Ci vuole un
po’ di pazienza ma non e' impossibile arrivare alla diagnosi corretta.
le furocumarine si trovano in natura nei limoni, nei limes, nel sedano,
nelle pastinache e altre piante. Mi ricordo il caso di un una famiglia
che stava facendo un pic-nic al mare e usava dei limoni, o dei limes,
per delle bibite. Uno dei figli inizio' a succhiarne uno e del succo gli
cadde addosso sulla pelle delle braccia e delle gambe. Il contatto,
sotto i raggi del sole, dette alle linee lasciate dal succo l’apparenza
di lividi o di bruciature.
Parliamo di casi estremamente rari. Ne ricorda altri?
La Macula cerulea da punture di pidocchi pubici, ma puo' succedere anche
con il pidocchio capitis dei bambini, puo' provocare lesioni tipo lividi
sul collo o sulle spalle.
Quelli che si chiamano Mongolian spots, comuni fra la popolazione nera e
asiatica, sono stati confusi talvolta come lividi. Lesioni bizzarre e
simili a lividi possono apparire, in bambini molto piccoli, nel caso di
eritema multiforme, vascolite da ipersensibilita', edema acuta
emorragica, orticaria vasculitica, e una semplice orticaria.
Malformazioni vascolari, in particolare il linfoangioma, possono
apparire come lividi. L’epidermolisi bollosa e lo xeroderma pigmentosa
possono dar luogo a lesioni simili a bruciature e talvolta l’impetigine,
nella fase di guarigione, puo' lasciare una escara scura che somiglia ad
una bruciatura da sigaretta...
Il suo elenco di casi e' cosi' lungo che non vorrei che ai nostri
lettori sembrasse quasi impossibile non sbagliare.
Lo ripeto, si tratta di casi molto rari, presenti in letteratura ma, che
non per questo non possono non ripresentarsi quando uno meno se l’aspetta.
L’obiettivo del mio studio era quello di creare quasi un elenco, un
indice dei dubbi, a cui far riferimento in quei casi in cui le
condizioni in cui si sarebbe svolta la violenza sono cosi' atipiche e
poco convincenti.Spesso poi l’errore non e' fatto dal medico, piu'
portato a pensare in termini di diagnosi differenziale, ma dal personale
paramedico o dalle assistenti sociali.
Vuole terminare con l’indice dei dubbi...
Ci sono condizioni dermatologiche associate a fratture ossee anormali,
che, seppure rare, hanno portato ad errori diagnostici di abuso su
minori. Per esempio, la sifilide congenita puo' accompagnarsi, nei piu'
piccoli, a fratture patologiche. La pelle puo' apparire interessata da
chiazze rosse rilevate o vescicole. La Sindrome di Menkes, si accompagna
a fratture e convulsioni, e la Osteogenesi imperfetta, specialmente il
tipo 1 e 4, puo' presentarsi con fratture e ovviamente con anormalita'
ortopediche.
Talvolta, in questi bambini, la pelle puo' essere molto fragile e si
formano con facilita' lividi. Lividi sono stati anche visti a causa di
innocenti pratiche che sono tradizionali per alcune culture. I
vietnamiti, per esempio, sono soliti strofinare vigorosamente, anche sui
bambini, una moneta o un cucchiaio sulla parte dolente, spesso la
colonna vertebrale e gli spazi intercostali, e cio' puo' provocare
lividi. La pratica delle "coppette", antica e tradizionale
terapia dei cinesi, cosi' come la moxibustione, arte praticata dagli
agopuntori, puo' provocare, incidentalmente, piccole bruciature che, nel
passato, sono state prese erroneamente per maltrattamenti.
Ma il caso piu' strano che lei ha riscontrato?
In una scuola era stato notato, durante la ginnastica, che un bambino
presentava dei segni blu sulle gambe, simili a delle frustate.
Intervenne subito il preside ed il caso fu segnalato alla polizia.
Solo dopo molte ore ci si accorse che il ragazzo indossava dei blue
jeans nuovi che si erano bagnati e avevano provocato le strie bluastre
sulla pelle. Lei forse non sa che non vanno via con l’acqua ed il
sapone e nessuno aveva pensato a strofinarle con dell’alcool, unico
sistema per cancellarle.
Non vorremmo chiudere con questo che sembra piu' un aneddoto che
realta'. Ci dica come, secondo lei, si dovrebbe procedere nel caso di un
dubbio di abuso sessuale o di un maltrattamento
Non e' sempre detto che la cosa migliore da fare subito e' chiamare la
polizia.
In ogni ospedale di una certa grandezza, fornito di pronto soccorso, ci
dovrebbe essere un Team esperto composto dal pediatra, il dermatologo
pediatra, lo psicologo e l’assistente sociale. In caso di sospetto, la
scuola, un genitore, il centro sociale o chiunque altro ha a cuore la
sicurezza del bambino, dovrebbe poterne richiedere una consulenza.
Soltanto quando la diagnosi sia certa e sono stati fugati tutti i dubbi,
si dovrebbe far ricorso al giudice.
Nel frattempo, e' evidente che nessuna notizia dovrebbe trapelare sulla
stampa.
N.B.
Il dott. Pride ci ha messo a disposizione l’elenco della bibliografia
della sua ricerca che saremo felicissimi di inviare a tutti coloro che
vorranno consultarla. |
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