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Un antibiotico per la pelle
Studiando il profilo farmacologico e terapeutico della
mupirocina si comprende perche’ la sua attivita’ antimicrobica si svolge
in maniera ottimale a livello della cute.
Prof Gino Verna, clinica
dermatologica, universita' di Bari
dr.ssa nicoletta Cassano, specialista in Dermatologia e Venerologia
La mupirocina (acido pseudomonico A) e’ un antibiotico
estratto dal microrganismo Pseudomonas fluorescens, la cui attivita’
antimicrobica si esercita principalmente su alcuni Gram-positivi con una
minima concentrazione inibente (MIC) media variabile tra 0.1 e 0.5 mg/L,
rappresentati dagli Stafilococchi (Staphylococcus aureus, S. epidermidis,
S. saprophyticus, S. haemolyticus, S. hominis) e dagli Streptococchi(eccetto
quelli di gruppo D o "enterococchi" verso cui mostra minore attivita’
con una MIC variabile da 32 a 64 mg/L).Considerando gli altri batteri
Gram-positivi, il Bacillus subtilis risulta notevolmente sensibile alla
mupirocina (MIC = 0.12 mg/L), mentre lo sono moderatamente l'Erysipelothrix
rhusiopathiae e la Listeria monocytogenes (MIC= 8.0 mg/L).
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Minore e’ l'azione contro i Gram-negativi in generale, tuttavia ottima e’
quella rivolta contro alcuni di essi, quali Haemophilus influenzae (MIC = 0.12
mg/L), Neisseria gonorrhoeae e meningitidis (MIC = 0.05 mg/L), Bordetella
pertussis (MIC = 0.02 mg/L), Pasteurella multocida (MIC = 0.25 mg/L) e
Branhamella catarrhalis (MIC = 0.2 mg/L). L'azione e’ batteriostatica alle MIC,
ma diventa battericida a dosi maggiori, facilmente raggiungibili in sede
cutanea; essa si attua per blocco della sintesi proteica dei microrganismi
tramite inibizione dell'enzima isoleucil-transfer-RNA-sintetasi (1,2).
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L’unica
formulazione dermatologica e’una pomata al 2% (Bactroban®) che contiene
polietilenglicole (PEG) 400 (58.7%) e PEG 3350 (39.1%) come eccipienti; e’
disponibile anche un topico per l’impiego specifico a livello nasale (Bactroban®
nasale) contenente il sale di calcio della mupirocina al 2.15% (pari ad una
concentrazione del 2% di mupirocina).Interessanti proprieta’ rendono la
mupirocina un antibiotico peculiare nel suo genere:
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La sua attivita’ e’ maggiore a pH acido,
caratteristica che la rende particolarmente idonea all'applicazione cutanea.
Tuttavia, la presenza di siero puo’ ridurre l’azione antimicrobica.
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La mupirocina non altera in maniera significativa la
flora microbica cutanea, indispensabile per il corretto mantenimento delle
difese locali. Il rispetto dell'omeostasi microbiologica del microambiente
cutaneo garantisce anche un effetto additivo di prevenzione delle infezioni
(1).
-
La selezione di ceppi resistenti e’ modesta e molto
lenta a determinarsi e tra l'altro sembra
correlata ad impiego improprio e prolungato (3). Pertanto e’
preferibile limitare il periodo di trattamento a 7 giorni in media e comunque
non oltre 10 giorni.
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L’acido pseudomonico A non reagisce in maniera crociata
con altri antibiotici, il che ne consente l’impiego in caso di
sensibilizzazione del paziente verso altri antibiotici o di
antibiotico-resistenza dei microrganismi, fenomeno che frequentemente
interessa gli stafilococchi. Inoltre, l’assenza di reazione crociata con
altri agenti antibatterici fa sì che questi possano essere utilizzati per
via sistemica nel caso di infezioni gravi o di sepsi (1).
-
Il rischio di tossicita’ sistemica e’ praticamente
assente, come e’ indicato anche dall’assenza di modificazioni dei
parametri emato-chimici. Il composto non viene apparentemente assorbito nel
circolo sistemico dopo l'impiego topico, ma, qualora lo fosse per
particolari circostanze (ad esempio, per esaltazione dell'assorbimento
dovuto a flogosi, erosioni o ulcerazioni in sede di applicazione), la
mupirocina viene rapidamente convertita nel metabolita inattivo acido monico
ed altrettanto rapidamente eliminata tramite l'emuntorio renale. L'inattivazione
in seguito ad assorbimento sistemico giustifica l'impiego esclusivo per via
topica (cutanea o nasale) di questo antibiotico (4). L’assorbimento
sistemico e’ minimo persino dopo applicazione sul 70-80% della superficie
corporea in condizioni di occlusione per 8 ore (5).
-
Il topico e’ ben tollerato anche a livello cutaneo. La
frequenza di reazioni avverse locali (bruciore, prurito, rash cutaneo) e’
stimata attorno al 3% con la pomata come tale e al 4-5% con il veicolo (PEG).
Quest’ultimo, pertanto, sembra essere il maggior imputato degli sporadici
casi di reazione da contatto irritante (2). Estremamente basso risulta il
potenziale sensibilizzante ed irritante, fototossico e fotosensibilizzante
della mupirocina, come e’ stato dimostrato da test di massimizzazione su
volontari (6). La revisione della letteratura documenta la comparsa di
eccezionali casi di sensibilizzazione alla pomata Bactroban® (Tabella 1).
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Tab. 1. Casi sensibilizzazione al Bactroban pomata
segnalati in letteratura
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N.casi
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agente sensibilizzante
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dato bibliografico
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1
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polietilenglicole
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Dayly 1989 (7)
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1
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non noto
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Bork 1989 (8)
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1
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non noto
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Breneman 1990 (9)
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1
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Mupirocina*
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Eedy 1995 (10)
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1
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Mupirocina**
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Zappi & Brancaccio 1997 (11)
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* Applicazione della
pomata sulle lesioni ulcerative
** Non eseguito pacth test con mupirocina; attestata la sua
responsabilita' nell'allergia da contatto per la positivita' del pacth
test con la pomata come tale e per la negativita' del test con
polietilenglicole
Considerando lo spettro
d'azione di questo antibiotico, esso indica lo spiccato effetto
microbicida nei confronti dei germi piu’ tipicamente coinvolti nella
patologia cutanea, ovvero stafilococchi e streptococchi, agenti delle
piodermiti, ma spesso responsabili anche di impetiginizzazione di
dermatosi preesistenti. Sono stati condotti numerosi studi
clinico-batteriologici che testimoniano l'efficacia della mupirocina
nelle infezioni primarie - piodermiti propriamente dette, tra le |

Fig 1 Bambina di 4 anni con dermatite
atopica delle piaghe antecubitali |

Fig. 2 Stesso caso dopo 10 giorni di
trattamento con bactroban pomata |
quali
spicca l’impetigine, in cui il farmaco si e’ dimostrato efficace
nell’80-100% dei casi - e nelle infezioni secondarie (sovrainfezioni
di lesioni preesistenti) della cute con risultati positivi nel 75-100%
dei casi (Tabella 2). Studi controllati hanno
evidenziato che nelle infezioni precedentemente menzionate, la piu’
studiata delle quali e’ l’impetigine, la mupirocina mostra
un'efficacia in termini di guarigione clinica e microbiologica superiore
al veicolo, simile o talvolta superiore ad eritromicina, cloxacillina,
dicloxacillina, flucoxacillina ed ampicillina per os (in taluni casi con
risoluzione in tempi piu’ rapidi), simile o maggiore alle
tetracicline, all'acido fusidico, alla neomicina e alla combinazione
bacitracina/polimixina B/neomicina per via topica (2,8,9,12). |
Infine,
l'eradicazione
degli stafilococchi dalla mucosa nasale con mupirocina riveste
particolare importanza in ambiente ospedaliero per scongiurare il
rischio di infezioni nosocomiali (13,14).
Considerazioni su
alcune particolari dermatosi
Dermatite atopica
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Nelle infezioni
secondarie e’ importante rammentare che curare l'infezione significa
indirettamente anche ridurre lo stato infiammatorio legato alla
dermatite sottostante; tuttavia, ci sono dermatiti, come quella atopica,
in cui i fattori microbici giocano un ruolo cruciale. Lo S. aureus colonizza
spesso la cute affetta da dermatite atopica. Esso infatti puo’ essere
isolato dal 100% delle lesioni acute essudative, dal 91% delle placche
croniche e anche dalla cute non lesionale nel 76% dei casi. La densita’
dei batteri correla con la severita’ dell’eczema e l’adesione del
microbo alle cellule della mucosa nasale e ai corneociti e’
significativamente aumentata in corso di eczema atopico (15). Il ruolo
dello S. aureus nell’eczema e’ tuttora controverso e difficile da
valutare nella pratica clinica. D’altro canto, numerose
esperienze attestano l’efficacia terapeutica degli antibiotici topici
o sistemici nel controllo della dermatite atopica. Il coinvolgimento
dello S. aureus nel circuito patogenetico di questa dermatite potrebbe
essere di tipo immunologico, ad esempio attraverso l’innesco di
anomale risposte umorali o cellulari. Inoltre, si e’ dimostrato che la
proteina A della sua parete cellulare puo’ indurre direttamente un
effetto infiammatorio sulla cute che presenta un difetto di barriera
(15-17). Tra i vari prodotti di derivazione
batterica, particolare interesse suscitano i superantigeni, tra cui le
etossine, come maggiori candidati al ruolo di fattori scatenanti. Il
superantigene viene presentato, senza preliminare processazione, in
maniera MHC-non ristretta, reclutando e attivando numerosi cloni
linfocitari. I superantigeni sembrano in grado di stimolare in maniera
preferenziale le cellule Th2, notoriamente coinvolte nella dermatite
atopica (17) e permettono l'attivazione e la migrazione dei linfociti in
sede lesionale (18). Essi inoltre determinano la
liberazione di citochine e mediatori proinfiammatori da parte di
cheratinociti, cellule di Langerhans e macrofagi, e potrebbero indurre
il rilascio IgE-mediato di istamina dai basofili (19).
La stimolazione superantigenica potrebbe intervenire anche nello
scatenamento e nella riesacerbazione della sintomatologia in corso di
psoriasi (20,21). La mupirocina topica si e’ dimostrata
particolarmente efficace per l’eradicazione dello S. aureus e, nel
contempo, per il controllo della sintomatologia in pazienti affetti da
dermatite atopica (16,22,23) (Figure 1 e 2).
Acne
L’intervento dei
microbi nella patogenesi dell’acne si ritiene limitato a quello del
Propionibacterium (P.) acnes come induttore dell’infiammazione. La
mupirocina presenta in vitro un effetto limitato nei confronti del
microbo (MIC > 128 mg/L), ma non si puo’ escludere che alle alte
concentrazioni raggiunte in sede cutanea possa esercitare per lo meno un’azione
batteriostatica contro di esso. Alternativamente, si puo’
ipotizzare che la sua attivita’ potenziale nell’acne possa essere
indiretta, per esempio attraverso soppressione degli Stafilococchi
(soprattutto S. epidermidis), che risultano pure aumentati nella cute
affetta da acne (24), e che possiedono effetti pro-infiammatori diretti
(25) ed effetti di modulazione sulla crescita del P. acnes (26). Nella nostra esperienza,
sebbene condotta in maniera non controllata su una casistica ristretta,
il ricorso intermittente alla mupirocina su lesioni acneiche
infiammatorie si e’ rilevato utile in combinazione con altri
trattamenti topici anti-acne (acido retinoico, benzoilperossido),
soprattutto nel caso di lesioni escoriate. Un’altra possibile
indicazione della mupirocina nell’acne e’ rappresentata dalle
infezioni da S. aureus che possono aver luogo durante il trattamento con
isotretinoina orale (27,28). Come e’ noto, a causa della secchezza
eccessiva indotta dal retinoide, vi e’ una tendenza alla
colonizzazione da parte dello S. aureus, che si osserva con una
frequenza media del 15% circa e che in circa la meta’ dei casi da’
luogo a complicanze cliniche, quali impetigine, foruncoli e follicoliti.
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