articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 


L'autodifesa del bambino

Nell'omeopatia lo stimolo esercitato dal rimedio non aumenta il danno ma potenzia le naturali capacita' di autodifesa dell'organismo, senza produrre effetti collaterali. Per queste caratteristiche questo sistema terapeutico appare particolarmente indicato per le donne in gravidanza e in eta' pediatrica

di Roberto D'Onorio

Similia similibus curantur" e' la frase che si trova in ogni buon testo di omeopatia. Un concetto base, conosciuto in medicina da migliaia di anni, da cui partì nel 1755 , Samuel Hahnemann, un medico della Sassonia, profondamente in crisi a causa dei disastrosi risultati dell’arte medica del suo tempo, per fondare quel metodo terapeutico che da lui prese il nome di omeopatia ( dal greco "omoios", simile, e "patos" malattia) e per formulare i principi fondamentali di questa branca medica Per completezza la "legge dei simili" dovrebbe recitare così : "un qualsiasi prodotto che somministrato a forti dosi provoca determinati sintomi e disturbi nell’uomo sano, a diluizioni molto basse diventa medicamento capace di risolvere gli stessi disturbi nell’uomo malato ". E l’uomo va considerato nella sua completa unita' psicofisica e non negli organi e apparati in cui la medicina classica e' solita sezionare il corpo umano dando vita a una serie di specialita' mediche che spesso non comunicano fra loro. Così in omeopatia la malattia viene vista come il risultato delle attivita' di autodifesa dell’organismo che va potenziata e non soppressa. Per esempio, la febbre non e' la malattia, ma una reazione di difesa dell’organismo. La salute invece e' una situazione di equilibrio globale che si presenta in maniera diversa da individuo a individuo. Per una diagnosi completa, e per giungere al farmaco piu' appropriato, ovvero al piu' simile alle caratteristiche del suo paziente, il medico omeopata deve valutare il "terreno", ovvero la summa indivisibile di tutte le componenti dell’organismo umano (anatomia, fisiologia, psichismo, ereditarieta') come risultanza della integrazione fra la "costituzione" che e' l’elemento statico e poco modificabile, identificabile con la struttura morfologica, la plasticita' e i rapporti dei vari tessuti, e il "temperamento" individuale che invece e' l’elemento dinamico che con le sue potenzialita' agisce all’interno della costituzione stessa dell’individuo. La raccolta dei sintomi, che deve essere minuziosissima, aiuta a realizzare una completa diagnosi non della malattia , ma della persona. In omeopatia si usano rimedi provenienti dal mondo vegetale, minerale e animale, di cui si conosce l’effetto farmacologico a seguito di sperimentazioni eseguite su soggetti sani. Queste sostanze vengono diluite per ridurne l’effetto tossico e sottoposte a un particolare processo di succussione , la cosiddetta dinamizzazione, che serve a conservarne e ampliare l’informazione di origine e l’effetto terapeutico. In opposizione al concetto allopatico, lo stimolo esercitato dal rimedio non aumenta il danno ma potenzia le naturali capacita' di autodifesa dell’organismo, senza produrre effetti collaterali. Queste caratteristiche fanno dell’omeopatia un sistema terapeutico particolarmente indicato durante la gravidanza e in eta' pediatrica. Nei bambini , infatti, l’organismo non e' stato ancora sottoposto a lunghi trattamenti con farmaci tossici e il sistema di difesa immunitario e' molto sensibile agli stimoli perche' la reattivita' e' integra. A differenza di alcuni farmaci largamenti usati nell’infanzia, e spesso a sproposito, come gli antibiotici e gli antipiretici, o anche il cortisone, che inibiscono la risposta immunitaria, i farmaci omeopatici pediatrici se ben usati possono aiutare l’organismo a ristabilire le sue difese risolvendo numerosi casi clinici in cui la patologia diviene via via cronica e degenerativa. La via sublinguale e' il modo migliore per assumere i rimedi omeopatici, pero' il globulo mantiene il suo effetto terapeutico anche se viene immediatamente deglutito. Nei bambini e nei lattanti invece i globuli o le compresse si possono sciogliere in un po' d’acqua e somministrare a cucchiaini o nel biberon. 



 
 

 


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